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Scuola

Afghanistan, Unesco: 2,4 milioni di ragazze escluse dalle scuole

12 agosto 2026 di Francesco Perrone

L’allarme lanciato dall'Unesco oggi, mercoledì 12 agosto 2026, è drammatico: in Afghanistan circa 2,4 milioni di ragazze sono attualmente private dell’accesso all’istruzione secondaria. Dalla riconquista del potere da parte dei talebani, avvenuta nell'agosto del 2021, il sistema educativo del Paese ha subito una regressione sistematica che le Nazioni Unite non esitano a definire un vero e proprio "apartheid di genere".

Il rapporto aggiornato evidenzia come il numero di giovani donne escluse dai banchi di scuola sia aumentato di 200.000 unità nell'ultimo anno. Se le attuali restrizioni dovessero persistere, l'agenzia Onu per l'educazione e la cultura stima che entro il 2030 il numero di ragazze a cui è negato il diritto allo studio potrebbe sfiorare i quattro milioni.

La cronologia delle restrizioni

Nonostante le rassicurazioni iniziali fornite dall'amministrazione talebana al momento del loro insediamento, le politiche restrittive si sono inasprite progressivamente, colpendo in modo chirurgico la popolazione femminile. La libertà di apprendimento è stata smantellata attraverso tappe precise:

Le autorità locali giustificano tali decisioni basandosi su un'interpretazione rigorista della legge islamica, una posizione che ha portato l'amministrazione a essere isolata diplomaticamente dalla quasi totalità della comunità internazionale.

Vent'anni di progressi cancellati

L'Unesco sottolinea con estrema preoccupazione come queste politiche stiano letteralmente vanificando due decenni di sforzi e investimenti nel settore educativo afghano. I dati storici offrono una prospettiva chiara della gravità della situazione attuale:

"Nel 2001 l’accesso alle scuole per le ragazze era fortemente limitato, ma nel 2021, prima del cambio di regime, quasi un milione di ragazze risultava regolarmente iscritto all’istruzione secondaria", ha dichiarato l'organizzazione.

Il ritorno dei talebani ha invertito questa tendenza positiva, riportando il Paese a una condizione di oscurantismo educativo che mette a rischio il futuro di intere generazioni. "Le donne e le ragazze afghane hanno il diritto di imparare; è un diritto umano fondamentale", ha ribadito Hoda Jaberian, coordinatrice dei programmi Unesco per l'istruzione in situazioni di emergenza, chiedendo l'immediato ripristino dell'accesso alle scuole.

L'impatto sociale e le prospettive per il 2030

L'esclusione delle donne dall'istruzione non è solo una violazione dei diritti umani, ma rappresenta una catastrofe sociale ed economica per l'Afghanistan. Senza una classe dirigente femminile istruita, settori vitali come la sanità e l'insegnamento primario (dove la presenza femminile è spesso indispensabile per ragioni culturali) rischiano il collasso nel lungo periodo.

L'Unesco ha sollecitato la comunità internazionale a non abbassare la guardia e a continuare a fare pressione affinché la discriminazione di genere cessi. La soglia dei quattro milioni di ragazze escluse entro il 2030 non è solo una statistica, ma un monito sulla velocità con cui un sistema educativo può essere distrutto se non protetto da garanzie democratiche e internazionali.

Per ulteriori approfondimenti sulle iniziative internazionali a sostegno del diritto allo studio, è possibile consultare la sezione dedicata sul portale ufficiale dell' Unesco.

Cosa ricordare della situazione attuale

Il documento ufficiale: il provvedimento sul sito ansa.it.

Tags: cronaca unesco afghanistan
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