Sono ufficialmente aperte le procedure di selezione per l'accesso al 42° ciclo di dottorato di ricerca per l'anno accademico 2026/2027. Numerosi atenei italiani hanno già provveduto alla pubblicazione dei bandi sui propri portali istituzionali, dando il via a una stagione di concorsi che si preannuncia particolarmente ricca di posizioni, grazie anche al proseguimento degli investimenti nel sistema della ricerca scientifica nazionale.
Il dottorato di ricerca rappresenta il terzo e più alto livello di istruzione previsto dall'ordinamento accademico italiano, finalizzato all'acquisizione delle competenze necessarie per esercitare attività di ricerca di alta qualificazione presso università, enti pubblici o soggetti privati. Per i laureati e per il personale scolastico, si tratta di un'occasione fondamentale non solo per la carriera accademica, ma anche per l'arricchimento del proprio profilo professionale e del punteggio nelle graduatorie.
Il via al 42° ciclo: i bandi attivi
In queste settimane di agosto, le università stanno rendendo noti i dettagli relativi ai posti disponibili, alle tematiche di ricerca e alle modalità di svolgimento delle prove. Occorre tuttavia precisare che l'uscita dei bandi per il 42° ciclo non avviene contemporaneamente per tutte le istituzioni: le procedure seguono infatti i singoli decreti di ogni università, previa conclusione della necessaria procedura di accreditamento ministeriale dei corsi di dottorato presso l'ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), che deve precedere l'emissione dei bandi dei singoli atenei. Tra le prime istituzioni a muoversi con la definizione delle procedure figurano diversi atenei che stanno delineando l'offerta formativa per il 42° ciclo, includendo percorsi che spaziano dalle scienze umanistiche a quelle tecnologiche e biomediche.
La consultazione dei bandi è essenziale, poiché ogni ateneo stabilisce autonomamente le scadenze per la presentazione delle domande, che generalmente oscillano tra la fine di agosto e la metà di settembre, per consentire l'espletamento delle prove e l'inizio delle attività didattiche previsto orientativamente per il 1° novembre 2026.
Requisiti di ammissione e titoli valutabili
Per partecipare ai concorsi di dottorato è necessario possedere, alla data di scadenza del bando o comunque entro una data prestabilita indicata dal singolo ateneo (solitamente entro il 31 ottobre), uno dei seguenti titoli:
- Laurea specialistica o magistrale (nuovo ordinamento);
- Laurea del vecchio ordinamento (ante D.M. 509/1999);
- Titolo accademico conseguito all'estero, riconosciuto idoneo dalla commissione giudicatrice.
La selezione avviene solitamente per titoli ed esami. L'accesso è subordinato all'obbligo di superamento della prova di ammissione specifica definita da ciascun ateneo (che può consistere in una prova scritta, un colloquio e nella valutazione dei titoli specifici), con il rispetto di precise soglie di sbarramento per l'accesso alla graduatoria finale. La valutazione dei titoli comprende spesso il voto di laurea, le pubblicazioni scientifiche, eventuali master o corsi di perfezionamento e, soprattutto, la validità del progetto di ricerca presentato dal candidato. Molti bandi prevedono la discussione orale del progetto, anche in modalità telematica per favorire la partecipazione internazionale.
Borse di studio e finanziamenti
Una parte significativa dei posti messi a bando è coperta da borsa di studio. L'importo delle borse è stato oggetto di adeguamenti per allinearsi agli standard europei: dal 1° gennaio 2024, l'importo della borsa di dottorato è stato innalzato a 16.243,00 euro netti per il percipiente (pari a circa 19.800 euro lordi annui), erogati in rate mensili posticipate. È importante ricordare che la borsa di dottorato è esente dall'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), ma è soggetta al versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS.
Anche per il 42° ciclo, una quota rilevante di finanziamenti deriva dai fondi ministeriali e dalle risorse residue o strutturali legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), con una forte spinta verso i dottorati innovativi per le imprese, la pubblica amministrazione e la transizione digitale ed ecologica.
Opportunità per i docenti: il congedo straordinario
Il dottorato di ricerca è un percorso di particolare interesse per i docenti a tempo indeterminato. Secondo la normativa vigente, il pubblico dipendente ammesso ai corsi di dottorato di ricerca può richiedere il congedo straordinario per motivi di studio per l'intera durata del corso.
In base a quanto previsto dalla Legge 476/1984 e successive integrazioni, il docente di ruolo che risulti vincitore di un posto di dottorato può essere collocato in congedo straordinario retribuito per il primo conseguimento del titolo, indipendentemente dalla borsa di studio, mantenendo il diritto alla progressione di carriera e ai fini previdenziali. L'assenza di assegni riguarda esclusivamente i casi di fruizione di dottorato senza borsa o rinuncia alla stessa in determinate condizioni non riconducibili alla disciplina generale del congedo retribuito, garantendo così la continuità economica al docente che affronta il suo primo percorso di dottorato.
Cosa fare adesso: guida pratica
Per chi intende candidarsi, i passaggi fondamentali da compiere in questi giorni sono i seguenti:
- Monitoraggio dei siti di Ateneo: Consultare regolarmente le sezioni "Bandi e Concorsi" o "Post-laurea" delle università di interesse.
- Iscrizione ai portali: Molte procedure richiedono la registrazione preventiva sul sistema CINECA o sulle piattaforme proprietarie degli atenei.
- Preparazione del progetto: Definire con cura l'abstract e il piano di ricerca, verificando che sia coerente con le linee tematiche indicate nel bando.
- Certificazioni linguistiche: Verificare se il bando richiede obbligatoriamente una certificazione di lingua inglese (solitamente livello B2).
Per maggiori informazioni generali e per consultare l'elenco dei dottorati accreditati, è possibile fare riferimento al portale ufficiale del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR).
"Il dottorato di ricerca non è solo un titolo accademico, ma il motore dell'innovazione del Paese. Invitiamo i giovani talenti e i professionisti della scuola a consultare tempestivamente i bandi per non perdere le scadenze estive."
Nelle prossime settimane continueremo a monitorare l'uscita dei bandi degli altri principali atenei italiani, fornendo aggiornamenti costanti sulle scadenze e sulle modalità di partecipazione.




