Possedere una laurea in Giurisprudenza o in Economia non garantisce automaticamente l'accesso all'insegnamento per la classe di concorso A-46 (Scienze giuridico-economiche). Molti aspiranti docenti, al momento di presentare domanda per le supplenze o per i concorsi, scoprono con sorpresa di non avere i requisiti minimi a causa di uno scoglio normativo specifico: il possesso di 96 crediti formativi universitari (CFU) ripartiti in settori scientifici ben precisi.

Questo limite rappresenta la causa principale di esclusione dalle graduatorie, poiché raramente un piano di studi universitario standard, sia esso di stampo giuridico o economico, copre nativamente tutte le aree richieste dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Cosa si insegna con la classe A-46

La classe di concorso A-46 permette di insegnare materie fondamentali negli istituti secondari di secondo grado. Tra queste troviamo:

  • Diritto ed economia nel primo biennio dei licei e degli istituti tecnici;
  • Diritto ed Economia politica nel secondo biennio e quinto anno di diversi indirizzi tecnici;
  • Diritto e legislazione turistica negli istituti tecnici per il turismo;
  • Legislazione sanitaria e socio-sanitaria negli indirizzi dedicati ai servizi per la sanità e l'assistenza sociale.

I titoli di accesso: chi può candidarsi

Secondo la Tabella A del DPR 19/2016, integrata dal DM 259/2017, i titoli che permettono l'accesso alla A-46 sono numerosi (oltre 60), ma i più comuni sono:

  • Lauree Magistrali: LMG-01 (Giurisprudenza), LM-56 (Scienze dell'economia), LM-77 (Scienze economico-aziendali), oltre a LM-52, LM-62, LM-63 e altre.
  • Lauree Specialistiche: LS-22, LS-64, LS-84, LS-102 e affini.
  • Lauree Vecchio Ordinamento: Giurisprudenza, Economia e commercio, Scienze politiche, Scienze dell'amministrazione.

Il blocco dei 96 CFU: il dettaglio dei settori richiesti

Il vero ostacolo per chi possiede una laurea magistrale o specialistica è il requisito dei 96 CFU. La normativa impone che questi crediti siano acquisiti in otto blocchi da 12 CFU ciascuno, coprendo equamente l'area economica e quella giuridica. Nello specifico, servono 12 CFU per ognuno dei seguenti settori scientifico-disciplinari (SSD):

Settore (SSD) Ambito Disciplinare CFU richiesti
SECS-P/01 Economia politica 12
SECS-P/02 Politica economica 12
SECS-P/07 Economia aziendale 12
SECS-S/03 Statistica economica 12
IUS/01 Diritto privato 12
IUS/04 Diritto commerciale 12
IUS/09 Diritto pubblico 12
IUS/10 Diritto amministrativo 12

Perché molti aspiranti vengono esclusi

Il problema è strutturale. Un laureato in Giurisprudenza possiede solitamente tutti i crediti dell'area IUS (diritto), ma nel suo piano di studi mancano quasi sempre i 48 crediti dell'area economica (SECS-P e SECS-S). Al contrario, un laureato in Economia ha i crediti economici ma spesso presenta lacune in settori come il Diritto Amministrativo (IUS/10) o il Diritto Pubblico (IUS/09) secondo le specifiche ministeriali.

È fondamentale ricordare che per il Ministero non conta il nome dell'esame sostenuto, ma il codice SSD associato. Ad esempio, un esame di "Diritto degli Enti Locali" potrebbe essere valido per il settore IUS/10, ma solo se l'università lo ha certificato con quella sigla specifica.

Come verificare i propri requisiti

Il primo passo per ogni aspirante è recuperare il proprio certificato di laurea con esami e relativi SSD. Bisogna sommare i crediti per ogni sigla e verificare se si raggiungono i 12 CFU richiesti per ognuno degli otto blocchi. Per una verifica rapida e gratuita delle corrispondenze, è possibile consultare la scheda completa della classe A-46 su classidiconcorso.net, dove sono elencati tutti i titoli ammessi e le note per il vecchio ordinamento.

Per le lauree del Vecchio Ordinamento, la logica è differente: l'accesso è garantito solo se il piano di studi ha compreso determinati corsi annuali (o due semestrali) specificati nelle note della Tabella A. Ad esempio, per la laurea in Economia e commercio (vecchio ordinamento), è obbligatorio aver sostenuto esami di diritto pubblico generale, istituzioni di diritto privato, diritto amministrativo e diritto commerciale.

Cosa fare se mancano dei crediti

Se dopo il controllo risultano dei "buchi", è necessario integrare i crediti mancanti prima di potersi considerare idonei all'insegnamento. Le strade principali sono due:

  1. Esami singoli: Iscriversi presso un'università per sostenere i singoli insegnamenti mancanti nei settori SSD scoperti.
  2. Master specialistici: Esistono percorsi accademici strutturati, progettati per rilasciare CFU nei settori economici e giuridici richiesti. Il master di I livello per le classi A-45 e A-46 — 1500 ore online, servizio a pagamento seguito da un consulente — rilascia per esempio 12 CFU in Economia aziendale (SECS-P/07), 12 in Statistica economica (SECS-S/03) e 30 crediti a scelta fra settori giuridici ed economici: copre quindi due degli otto blocchi richiesti e può contribuire agli altri. Prima di iscriversi a qualunque percorso, però, va verificato QUALI settori mancano davvero nel proprio piano di studi: il fabbisogno cambia da persona a persona.
Nota bene: Un master di questo tipo serve esclusivamente a integrare i CFU mancanti nel piano di studi. Non costituisce un'abilitazione all'insegnamento né garantisce l'accesso diretto al ruolo, ma permette di regolarizzare il titolo di studio per poter accedere alle graduatorie provinciali (GPS) o ai concorsi ordinari.

In vista della ripresa delle attività scolastiche a settembre e dei futuri aggiornamenti delle graduatorie, il consiglio è di agire tempestivamente: la verifica del piano di studi è un'operazione che richiede precisione e, in caso di lacune, l'integrazione dei crediti può richiedere diversi mesi di studio.