Se aspetti la nomina in ruolo per il prossimo anno scolastico, in questi giorni non devi presentare alcuna domanda: le convocazioni arrivano dagli Uffici scolastici, non da un'istanza da compilare. Il calendario delle operazioni è ormai delineato — la fase ordinaria delle assunzioni dovrà concludersi entro il 30 luglio — e, dopo il via libera al decreto, gli Uffici Scolastici Regionali hanno avviato la pubblicazione degli esiti relativi alla prima fase delle immissioni in ruolo. È iniziata contestualmente l'apertura delle finestre temporali dedicate alla scelta delle sedi per i docenti convocati.

Il calendario, in sintesi

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha illustrato alle organizzazioni sindacali il cronoprogramma delle immissioni in ruolo 2026/27 nell'informativa del 26 giugno scorso. Le tappe principali, così come riferite dai sindacati, sono queste:

  • Fase ordinaria (scorrimento delle graduatorie per i posti comuni, con l'eventuale scorrimento degli elenchi regionali): entro il 30 luglio.
  • Sostegno da prima fascia GPS: le assunzioni si concentrano nella seconda metà di luglio e in agosto, con l'eventuale scorrimento delle graduatorie da completare nei primi giorni del mese.
  • Mini call veloce per i posti di sostegno rimasti liberi: prevista, in via provvisoria, a metà agosto.
  • Presa di servizio per chi verrà assunto: 1° settembre 2026.

Si tratta di un calendario di massima: le date restano legate alla pubblicazione del decreto e potrebbero essere ritoccate.

Il vero nodo: il contingente

Il punto che sblocca le assunzioni è il contingente, cioè il numero massimo di assunzioni a tempo indeterminato che lo Stato autorizza per il 2026/27. Una volta firmato il decreto — che richiede il via libera del Ministero dell'Economia e del Dipartimento della Funzione pubblica — gli Uffici scolastici regionali possono ripartire i posti tra province e classi di concorso e avviare le convocazioni.

È bene distinguere due numeri che spesso vengono confusi: i posti vacanti rimasti dopo la mobilità sono la disponibilità teorica; le assunzioni effettive dipendono invece dal tetto fissato dal contingente, che per legge non può superare i posti liberi ma quasi sempre è più basso. Le stime diffuse dai sindacati parlano di poco meno di 47.000 posti residui a livello nazionale, ma sono elaborazioni sindacali, non il dato ufficiale: quello è definito dal decreto e dalla successiva ripartizione territoriale.

Da quali graduatorie si assume

Il meccanismo di base resta quello di sempre: i posti si dividono metà dalle Graduatorie ad esaurimento (GaE) e metà dalle graduatorie di merito dei concorsi, secondo l'articolo 399 del Testo unico della scuola. Dove le GaE sono ormai esaurite — situazione frequente soprattutto alla secondaria — la quota passa interamente alle graduatorie concorsuali. All'interno del canale dei concorsi si segue un ordine preciso, che parte dalle graduatorie ancora vigenti e prosegue con i vincitori dei concorsi PNRR e, solo dopo, con gli idonei.

La novità di quest'anno è il possibile scorrimento degli elenchi regionali degli idonei, che si innesta sulle procedure ordinarie e potrà incidere sulle tempistiche.

Cosa fare adesso

Per chi attende una nomina da GaE, da graduatoria di merito o dagli elenchi regionali, la fase attuale è di attenzione costante: non c'è nulla da inviare in piattaforma, ma occorre monitorare le convocazioni. Le cose utili da fare sono tre:

  • Tenere d'occhio l'Ufficio scolastico della propria provincia e regione, che pubblica gli avvisi con i posti disponibili, gli esiti e le finestre temporali per la scelta della sede.
  • Farsi trovare pronti con le credenziali per Istanze Online e i documenti, perché una volta partite le convocazioni i tempi per accettare provincia e sede sono molto stretti.
  • Seguire i canali ufficiali: gli aggiornamenti compaiono nella sezione news del Ministero dell'Istruzione e del Merito e nei comunicati sindacali.

In pratica: il quadro delle regole è chiaro e il calendario è in fase di attuazione. Con l'autorizzazione del contingente, la situazione è diventata concreta, provincia per provincia.

Immissioni in ruolo docenti: via alla Fase 2 per la scelta sede

I docenti individuati per l'immissione in ruolo per l'anno scolastico 2026/2027 che hanno completato la prima fase dell'assegnazione sono chiamati a svolgere l'ultimo passaggio formale: l'indicazione delle sedi scolastiche (Fase 2). Gli Uffici Scolastici Regionali (USR) stanno attivando progressivamente le funzioni informatizzate sul portale Istanze Online (POLIS) del Ministero dell'Istruzione e del Merito per consentire l'inoltro delle preferenze di sede.

Si tratta dello step decisivo per perfezionare il reclutamento a tempo indeterminato: con questa procedura i candidati inseriti negli elenchi di merito e nelle graduatorie di scorrimento esprimono l'ordine di gradimento per le istituzioni scolastiche disponibili nell'ambito o nella provincia assegnata.

La procedura si svolge interamente in modalità telematica ed è riservata ai docenti che hanno superato la Fase 1 di assegnazione della provincia o della classe di concorso/tipo posto. Accedendo alla piattaforma POLIS – Istanze Online con credenziali SPID, CIE o eIDAS, gli aspiranti possono ordinare le scuole della provincia attribuita.

Immissioni in ruolo docenti, al via la scelta della sede per la Fase 2

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha avviato la fase operativa per le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente per l’anno scolastico 2026/2027. In questi giorni, diversi Uffici Scolastici Regionali (USR) stanno pubblicando gli avvisi relativi alla cosiddetta "Fase 2", ovvero la procedura che permette ai docenti individuati per il ruolo di esprimere le proprie preferenze per la sede di servizio.

I docenti inseriti nelle graduatorie di merito dei concorsi e nelle graduatorie a esaurimento (GAE), destinatari di una proposta di assunzione, sono ora chiamati a completare l'iter ministeriale. L’operazione, che avviene in modalità telematica, è essenziale per l'assegnazione definitiva dell'istituzione scolastica di titolarità.

La procedura di scelta della sede non è centralizzata in un unico portale nazionale per quanto riguarda la pubblicazione dei calendari, ma è gestita dai singoli Uffici Scolastici Territoriali (UST) o Regionali. È quindi fondamentale monitorare costantemente l'albo online dell'ufficio di riferimento della provincia o regione di appartenenza.