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Fifa, Infantino conferma la permanenza: la Uefa insiste col boicottaggio

06 agosto 2026 di Francesco Perrone

La crisi ai vertici del calcio mondiale si intensifica in questo giovedì di agosto. Gianni Infantino, attuale presidente della Fifa, ha ribadito con fermezza la propria intenzione di mantenere l'incarico, respingendo le crescenti pressioni che arrivano dal continente europeo. Di contro, la Uefa ha confermato ufficialmente la linea del boicottaggio, segnando una frattura diplomatica e istituzionale di portata globale.

La posizione dei vertici del calcio europeo è netta: secondo quanto emerso nelle ultime ore, la fiducia nei confronti dell'operato di Infantino è venuta meno. Nonostante i tentativi di mediazione interna, la divergenza di vedute sulla gestione delle politiche calcistiche internazionali appare ormai insanabile. Per la Uefa, la rottura non è solo formale, ma sostanziale, con l'intenzione dichiarata di non sostenere ulteriormente le iniziative promosse dall'attuale presidenza della Fifa.

Il sostegno del blocco africano

Se in Europa il clima è di aperta contestazione, lo scenario cambia radicalmente guardando ad altre aree geografiche. Gianni Infantino può infatti contare sul sostegno compatto di gran parte delle federazioni africane. Questo appoggio rappresenta, al momento, il pilastro principale su cui si fonda la resistenza del numero uno della Fifa, che ha rassicurato i suoi sostenitori sulla solidità del proprio mandato.

La spaccatura tra il blocco europeo e quello africano riflette una profonda diversità di strategie sul futuro dello sport più seguito al mondo. Mentre l'Europa spinge per una revisione radicale dei processi decisionali e della governance, altre confederazioni vedono nell'attuale gestione una continuità necessaria per lo sviluppo del calcio nei paesi emergenti.

Quali prospettive per le istituzioni sportive?

Il perdurare di questa situazione di stallo solleva interrogativi non solo sul piano sportivo, ma anche su quello organizzativo. La mancanza di un dialogo costruttivo tra le due principali entità del calcio mondiale rischia di paralizzare le decisioni sui futuri calendari internazionali e sulle riforme strutturali attese da tempo.

Al momento, non si registrano segnali di distensione. La linea della Uefa rimane quella del distanziamento, mentre Infantino, forte dei numeri che lo sostengono in seno al congresso, appare intenzionato a proseguire il proprio percorso. La situazione rimane in evoluzione e le prossime settimane saranno cruciali per capire se sarà possibile ricucire un rapporto che appare oggi ai minimi storici.

La vicenda, pur riguardando il mondo dello sport, interroga anche il sistema istituzionale sportivo, spesso chiamato a gestire equilibri delicati tra rappresentanza democratica e poteri decisionali centralizzati. La comunità sportiva internazionale resta in attesa di capire quali saranno le prossime mosse delle federazioni coinvolte nel braccio di ferro.

Foto di copertina: United Nations Office on Drugs and Crime — CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Tags: cronaca trasporti istituzioni
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