Nelle aule ormai silenziose per la pausa estiva, c’è un’assenza che si fa sentire più delle altre. Al Liceo Tasso di Roma, questo agosto 2026 si prospetta come il momento del primo vero distacco ufficiale per una delle colonne portanti dell'istituto: Vincenzo De Angelis, per tutti semplicemente "Enzo", il collaboratore scolastico che per quarant'anni è stato molto più di un custode. Con la chiusura dell'anno scolastico 2025/2026, Enzo ha raggiunto il traguardo della pensione, lasciando in eredità non solo corridoi puliti e portoni aperti, ma una raccolta di poesie che racchiude l'anima di quattro decenni di scuola italiana.
La sua storia è quella di un uomo che ha visto passare generazioni di adolescenti, trasformandoli da matricole timorose a professionisti affermati, senza mai smettere di osservarli con l'occhio attento del poeta e la premura di un padre aggiunto. La sua scrivania all'ingresso del liceo è stata, per quarant'anni, un confessionale laico, un punto di ristoro e, non di rado, un ufficio postale per messaggi che non potevano aspettare la fine delle lezioni.
Quarant'anni di storia tra i corridoi
Entrato in servizio nei primi anni Ottanta, Vincenzo ha attraversato le riforme della scuola, il passaggio dal registro cartaceo a quello elettronico e le evoluzioni dei costumi giovanili. Eppure, per lui, la sostanza è rimasta la stessa: il rapporto umano. "Il bidello è la prima persona che vedi quando entri e l'ultima quando esci", amava ripetere ai colleghi. In questi quarant'anni non ha mai cambiato sede, legando indissolubilmente il suo nome a quello dello storico liceo romano di via Sicilia.
Il ruolo del collaboratore scolastico è infatti centrale nell'organizzazione del sistema istruzione: non si limita alla mera custodia degli spazi, ma include spesso l’assistenza agli alunni e il supporto alle attività didattiche e organizzative. Si tratta di una figura che fa parte del personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) e che richiede empatia e capacità di mediazione, doti che Enzo ha saputo declinare in modo unico, diventando un punto di riferimento insostituibile per l'intera comunità educante.
La sua figura è diventata leggendaria non solo per la puntualità nel suonare la campanella, ma per la capacità di tradurre in versi le emozioni che vibrano tra i banchi. La sua passione per la poesia, coltivata nel tempo libero e spesso condivisa con i docenti di lettere, è sfociata in una pubblicazione che oggi è diventata il simbolo del suo commiato: "Il custode del Tasso".
La raccolta di poesie: un diario collettivo
Il libro, dato alle stampe proprio in occasione del suo pensionamento, non è solo una raccolta di rime, ma un vero e proprio diario collettivo. Tra le pagine si ritrovano i volti degli studenti ansiosi prima della maturità, il rumore dei passi nei corridoi durante le ore di lezione e la malinconia delle aule vuote a giugno.
"Ho scritto per non dimenticare i loro sguardi. Ogni studente che è passato di qui mi ha lasciato qualcosa, e io ho cercato di restituire un pezzetto di quella bellezza attraverso le parole", ha dichiarato De Angelis durante la cerimonia di saluto.
La raccolta è stata presentata nell'aula magna dell'istituto, in un clima di commozione generale che ha visto la partecipazione non solo del personale in servizio, ma di decine di ex alunni tornati appositamente per stringergli la mano.
Una festa a sorpresa per "l'istituzione" della scuola
Nelle scorse settimane, prima della chiusura definitiva delle attività amministrative, la comunità scolastica ha organizzato una festa a sorpresa che ha trasformato il cortile del liceo in una piazza gremita. C'erano i ragazzi che hanno sostenuto l'esame di Stato pochi giorni fa e professionisti cinquantenni che avevano varcato quel portone quando Enzo era ancora un giovane collaboratore alle prime armi.
Il tributo non è stato solo formale. Gli ex studenti hanno raccolto testimonianze, foto e vecchi aneddoti, ricordando come Enzo fosse capace di smorzare le tensioni prima di un'interrogazione difficile o di offrire una parola di conforto dopo un brutto voto. Per molti, lui ha rappresentato il volto umano dell'istituzione, quella parte di scuola che non dà voti ma che insegna a stare al mondo.
Cosa resta dopo la pensione
Per i molti colleghi che, come Vincenzo, guardano al traguardo della pensione, è importante ricordare che il percorso nel comparto scuola segue tempistiche rigide: le domande di cessazione dal servizio devono essere presentate tramite la piattaforma "Istanze Online" del Ministero, solitamente entro i termini fissati da appositi decreti annuali (spesso tra dicembre e gennaio). La decorrenza del trattamento pensionistico scatta poi il 1° settembre, in coincidenza con l'inizio del nuovo anno scolastico, previa verifica dei requisiti contributivi e anagrafici previsti dalla normativa vigente.
Con il pensionamento di Vincenzo De Angelis, la scuola perde un pezzo di memoria storica, ma guadagna una testimonianza preziosa sul ruolo del personale ATA. Spesso considerati figure di "supporto", i collaboratori scolastici come Enzo dimostrano quanto il loro contributo sia fondamentale per il clima educativo e la crescita dei ragazzi.
Mentre si prepara a godersi il meritato riposo, Enzo non sembra intenzionato a smettere di scrivere. La sua penna continuerà a raccontare la vita, forse con ritmi più lenti, ma con la stessa lucidità che per quarant'anni ha illuminato l'ingresso del Liceo Tasso. Per la scuola italiana, la sua storia resta un esempio di come la passione e l'umanità possano trasformare un mestiere in una missione.




