Le valigie sono di nuovo chiuse, ma pesano molto più di quando sono state preparate tre settimane fa. Non per i souvenir, ma per il bagaglio di relazioni, scoperte e riflessioni che gli studenti del Liceo Scientifico "Fulcieri Paulucci di Calboli" di Forlì portano a casa oggi, all'indomani della conclusione del campo internazionale CISV Step Up.
L'esperienza, svoltasi nel corso della stagione estiva, ha visto un gruppo di ragazzi delle classi quarte immergersi in un contesto unico nel suo genere. Non si è trattato di una semplice vacanza studio, ma di un percorso strutturato di educazione alla pace e alla cittadinanza globale, dove il confronto con i coetanei provenienti da diverse parti del mondo è diventato la materia di studio principale. I programmi Step Up del CISV sono campi estivi tematici, solitamente della durata di tre settimane, mirati specificamente a incoraggiare i giovani a riflettere su temi globali e a sviluppare capacità di leadership critica in un ambiente multiculturale.
Tre settimane oltre i confini dell'aula
Il progetto Step Up, promosso dall'organizzazione internazionale CISV (Children's International Summer Villages), è concepito per incoraggiare i giovani a prendersi la responsabilità della propria leadership e ad approfondire la comprensione delle culture diverse dalla propria. Per gli studenti forlivesi, il campus ha rappresentato una sfida quotidiana: convivere 24 ore su 24 con coetanei stranieri, gestendo insieme non solo i momenti di svago, ma anche l'organizzazione pratica della vita comunitaria e le sessioni di dibattito.
Il tema centrale di quest'anno ha ruotato attorno alla gestione dei conflitti e alla sostenibilità sociale, argomenti che i ragazzi hanno affrontato attraverso attività ludico-educative e workshop autogestiti. In questo contesto, il ruolo degli insegnanti e dei facilitatori è rimasto sullo sfondo, lasciando che fossero gli studenti stessi a guidare il dialogo e a trovare soluzioni condivise alle piccole e grandi sfide della convivenza. Per il lettore interessato a queste dinamiche, è utile sapere che tali programmi si basano su quattro pilastri educativi: diversità, diritti umani, sviluppo sostenibile e risoluzione dei conflitti, offrendo una metodologia di apprendimento esperienziale ("learning by doing") che difficilmente si ritrova nella didattica frontale tradizionale.
Il ruolo del Liceo Calboli e la formazione interculturale
La partecipazione degli studenti del Liceo "Paulucci di Calboli" non è stata casuale, ma si inserisce in un percorso di apertura internazionale che l'istituto romagnolo persegue da tempo. La scuola ha sostenuto l'iniziativa riconoscendo il valore formativo di un'esperienza che permette di applicare sul campo le competenze linguistiche e, soprattutto, quelle trasversali (le cosiddette soft skills) come l'empatia, il problem solving e la mediazione culturale.
Secondo quanto emerso durante il percorso, gli studenti hanno avuto modo di sperimentare un modello educativo orizzontale. "La forza di questi campi — spiegano gli organizzatori — sta nel far capire ai ragazzi che, nonostante le differenze linguistiche o religiose, le aspirazioni e le preoccupazioni della loro generazione sono universali". Per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, la partecipazione a simili progetti internazionali può rappresentare un tassello fondamentale per il riconoscimento delle ore di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento), a patto che sia stata precedentemente stipulata una convenzione tra l'istituto scolastico e l'ente promotore, trasformando un'esperienza estiva in un valore aggiunto certificabile per il curriculum dello studente.
Cosa resta dell'esperienza CISV
Con la chiusura del campo, si apre ora la fase della rielaborazione. Per gli studenti del quarto anno, questo è l'ultimo scorcio di estate prima di affrontare l'impegnativo anno della maturità. Tuttavia, l'esperienza del CISV Step Up promette di lasciare un segno che va oltre il curriculum scolastico.
I partecipanti tornano a casa con una rete di contatti internazionali e, soprattutto, con una consapevolezza diversa del proprio ruolo nella società. In un mondo sempre più frammentato, iniziative come quella vissuta a Forlì dimostrano che la scuola può e deve essere il ponte verso una comprensione reciproca che non si limita ai libri di testo, ma passa attraverso la condivisione del tempo e degli spazi comuni.
Per chi volesse approfondire le attività e i progetti futuri dell'istituto, è possibile consultare il sito ufficiale del Liceo Fulcieri Paulucci di Calboli, dove vengono regolarmente pubblicate le iniziative dedicate alla mobilità internazionale e alla formazione d'eccellenza.
Il valore della convivenza
Mentre i saluti finali hanno visto scendere qualche lacrima, la sensazione prevalente tra i ragazzi è quella di aver vissuto un momento di crescita accelerata. La capacità di discutere di diritti umani, ambiente e giustizia sociale con persone nate a migliaia di chilometri di distanza non è solo un esercizio accademico, ma una prova di maturità civica che questi studenti porteranno con sé nelle aule del Liceo Calboli a partire dal prossimo settembre.