L'intelligenza artificiale trova spazio ufficiale tra i banchi dell'Università di Modena e Reggio Emilia, sebbene il suo impiego durante esami, verifiche e tesi sia consentito esclusivamente previa autorizzazione esplicita del docente o della commissione di riferimento. L'ateneo ha infatti pubblicato le nuove linee guida, adottate il 29 luglio 2026, che disciplinano l'utilizzo dei sistemi di IA generativa all'interno dei percorsi di studio, consentendone l'impiego pur mantenendo vincoli precisi e il necessario controllo da parte dei docenti.
La decisione segna un cambio di passo nell'approccio accademico verso le nuove tecnologie, trasformando quello che finora era considerato un terreno di incertezza in uno strumento integrato nel metodo di apprendimento, a patto che ne venga garantita la trasparenza.
Le regole per la tesi e gli esami
Secondo quanto stabilito dall'ateneo, l'utilizzo dell'intelligenza artificiale non è libero, ma strettamente regolamentato. Per quanto riguarda la scrittura della tesi di laurea, così come per esami e verifiche intermedie, lo studente deve ottenere una previa ed esplicita autorizzazione da parte del docente o della commissione. Inoltre, lo studente è tenuto a dichiarare non solo lo strumento utilizzato, ma anche la misura e le finalità del suo impiego.
È fondamentale ricordare che l'IA non può sostituire il giudizio umano nella valutazione degli studenti e delle tesi. Gli studenti hanno l'obbligo di rendere riconoscibili testi, immagini, dati e materiali generati o modificati sostanzialmente tramite IA, verificandone sempre l'accuratezza dei risultati. È altresì vietato inserire nei sistemi non autorizzati dati personali, documenti interni, materiali riservati, ricerche inedite, brevetti non depositati o contenuti protetti. Inoltre, Unimore vieta espressamente l'utilizzo di sistemi per il riconoscimento delle emozioni applicati a studenti e personale.
L'obiettivo dichiarato è quello di favorire lo sviluppo di competenze critiche: l'IA non deve sostituire il lavoro dello studente, ma fungere da ausilio. L'ateneo richiede trasparenza e rispetto dell'integrità accademica in ogni fase del percorso formativo.
Strumenti digitali per la didattica
Oltre alla definizione del quadro normativo interno, l'Università di Modena e Reggio Emilia ha avviato un piano concreto di supporto tecnologico. L'ateneo ha infatti messo a disposizione della comunità accademica oltre 30mila licenze per l'utilizzo di strumenti avanzati come Gemini Edu e NotebookLM. Nel mese di settembre, inoltre, sono previsti corsi specifici di AI Literacy dedicati a tutta la comunità universitaria per favorire un utilizzo consapevole degli strumenti.
Questi software, integrati nell'ecosistema digitale dell'università, mirano a offrire un ambiente di lavoro protetto e conforme alle normative sulla privacy; secondo le condizioni contrattuali delle licenze istituzionali, i dati e i contenuti non vengono utilizzati per addestrare i modelli generali dei fornitori. La scelta di fornire strumenti specifici mira a supportare la digitalizzazione dei processi di studio e ricerca.
Un approccio cauto verso il futuro
L'iniziativa dell'ateneo emiliano si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge tutto il sistema universitario italiano, chiamato a definire protocolli chiari sull'integrità accademica nell'era dell'intelligenza artificiale. La linea adottata non è quella del divieto, bensì quella dell'integrazione consapevole.
Gli studenti sono dunque invitati a consultare attentamente il portale ufficiale dell'ateneo per verificare le modalità e i limiti consentiti, che i docenti indicano all'interno dei programmi degli insegnamenti, poiché le regole possono variare sensibilmente a seconda della disciplina di studio e delle metodologie didattiche adottate. La raccomandazione, per chi si accinge a preparare elaborati o tesi, è quella di aprire un confronto diretto con i propri relatori o con la commissione, definendo fin da subito il perimetro entro cui l'intelligenza artificiale potrà essere utilizzata nel proprio percorso di ricerca.




