Imparare non deve essere necessariamente un processo statico, confinato tra le pagine di un libro di testo. A Seregno, la scuola sta iniziando a guardare oltre la cattedra per rispondere a una sfida cruciale: quella contro la povertà educativa e la dispersione scolastica. Con l'avvio del progetto Gamelab, gli istituti comprensivi Mercalli, Manzoni e Don Milani si preparano a trasformare l'apprendimento in un’esperienza dinamica, dove il gioco diventa strumento pedagogico di primo piano.
L’iniziativa, che si inserisce in un contesto di rinnovamento delle pratiche educative locali, non punta solo al trasferimento di nozioni, ma alla costruzione di competenze trasversali. Il fulcro del progetto è l'idea che, attraverso il gioco strategico, lo sport e il cinema, gli studenti possano sviluppare capacità relazionali e cognitive fondamentali per il loro percorso di crescita, spesso offuscate da contesti di fragilità sociale o economica.
Il "Passaporto delle competenze"
La metodologia di Gamelab si distingue per l'integrazione tra il tempo scuola e l'attività extracurricolare. Gli studenti non saranno semplici spettatori, ma protagonisti attivi di percorsi guidati da educatori specializzati. L'elemento distintivo del progetto è il cosiddetto “Passaporto delle competenze”: un documento, simbolico ma concreto, su cui i ragazzi potranno annotare i traguardi raggiunti non solo nelle materie scolastiche tradizionali, ma anche nelle attività laboratoriali di gruppo.
L'obiettivo è duplice: da un lato, rafforzare il benessere scolastico, creando un ambiente dove ogni studente possa sentirsi valorizzato; dall'altro, contrastare attivamente il fenomeno dell'abbandono, offrendo alternative stimolanti che diano un senso profondo alla frequenza scolastica, specialmente nelle fasce d'età della scuola secondaria di primo grado, dove il rischio di disaffezione è più alto.
Una rete per il territorio
Il progetto, sostenuto dalla Fondazione della Comunità di Monza e Brianza, rappresenta un esempio di come la collaborazione tra enti del terzo settore e istituzioni scolastiche possa generare un impatto positivo reale. Non si tratta di un intervento isolato, ma di una risposta strutturata alle esigenze di un territorio che cerca di prevenire il disagio giovanile attraverso la cultura e l'aggregazione.
Nelle prossime settimane, con l'avvicinarsi dell'inizio del nuovo anno scolastico, le scuole coinvolte inizieranno a definire le modalità operative per l'inserimento dei laboratori nell'offerta formativa. Per le famiglie e i docenti, questo significa poter contare su una risorsa in più per affrontare le sfide quotidiane della didattica, puntando su un modello che mette al centro il ragazzo e le sue potenzialità, trasformando l'impegno nello studio in un gioco di squadra, dove nessuno viene lasciato indietro.
L'esperienza di Seregno conferma una tendenza sempre più diffusa nella scuola italiana: l'apertura verso forme di apprendimento non formale, capaci di intercettare gli interessi dei più giovani e trasformarli in leve per il successo formativo e l'inclusione sociale.