L'emergenza caldo che sta caratterizzando questa fine di luglio 2026 riporta prepotentemente al centro del dibattito scolastico il tema della salubrità degli ambienti di apprendimento. Con le temperature in costante aumento, cresce la preoccupazione per le attività che si svolgono all'interno degli edifici scolastici, sollevando interrogativi cruciali sulla gestione dei rischi microclimatici e sulle responsabilità in capo alle diverse figure istituzionali.
A fare chiarezza, in un contesto di crescente tensione, è intervenuta l'Associazione Nazionale Presidi (ANP). La posizione espressa dai vertici dell'associazione è netta: sebbene i dirigenti scolastici abbiano il compito fondamentale di valutare i rischi legati alla sicurezza e alla salute all'interno dei plessi, la responsabilità ultima per quanto concerne le carenze strutturali degli edifici ricade esclusivamente sugli Enti locali.
Il ruolo del Dirigente Scolastico nella valutazione dei rischi
In base alla normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro, ovvero il Decreto Legislativo 81/2008, il dirigente scolastico riveste la qualifica di datore di lavoro. Ciò comporta l'obbligo di effettuare una valutazione dei rischi, inclusi quelli derivanti dal microclima, e di adottare le misure necessarie per garantire il benessere di studenti e personale.
Tuttavia, tale obbligo trova un limite invalicabile nella disponibilità degli spazi e nella natura delle strutture. Un dirigente, pur avendo il dovere di segnalare criticità legate a temperature eccessive o mancanza di ventilazione adeguata, non dispone dei poteri di spesa né della competenza tecnica per intervenire direttamente su impianti di climatizzazione, isolamento termico o adeguamento strutturale degli immobili. Questi interventi sono, per legge, di competenza esclusiva di Comuni e Province, a seconda del grado di istruzione.
La responsabilità degli Enti locali
La manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici rappresenta il nodo cruciale. L'Associazione Nazionale Presidi ribadisce che il dirigente scolastico non può essere chiamato a rispondere di mancanze che derivano da una cronica assenza di investimenti o da ritardi nella manutenzione da parte dell'Ente proprietario dell'immobile.
In presenza di temperature che rendono difficoltosa o rischiosa la permanenza a scuola, il dirigente è tenuto a segnalare tempestivamente la situazione agli uffici competenti, sollecitando interventi risolutivi. La responsabilità per il mancato adeguamento, tuttavia, rimane in capo a chi detiene la proprietà e l'obbligo di manutenzione dell'edificio.
Cosa fare in caso di criticità
Per il personale scolastico e le famiglie, il consiglio rimane quello di monitorare le comunicazioni ufficiali emanate dalle singole istituzioni scolastiche. In situazioni di particolare disagio termico, il dirigente scolastico può, nell'esercizio delle sue funzioni di gestione, adottare misure organizzative temporanee — come la modulazione degli orari o la sospensione di alcune attività — per tutelare la salute degli utenti, fermo restando che tali azioni rappresentano soluzioni emergenziali e non sostituiscono l'obbligo degli Enti locali di garantire strutture adeguate.
La sicurezza a scuola, dunque, richiede una sinergia che oggi appare più che mai necessaria, con un impegno chiaro da parte delle istituzioni locali per superare le carenze strutturali che, ogni estate, tornano a mettere in crisi il regolare svolgimento delle attività scolastiche.