In pieno svolgimento delle operazioni di immissione in ruolo per l'anno scolastico 2026/2027, il dibattito sul reclutamento del personale docente torna al centro del confronto sindacale. La CISL Scuola, attraverso la voce della segretaria generale Ivana Barbacci, ha riaperto il dossier sul cosiddetto "doppio canale", sollecitando il Ministero dell'Istruzione e del Merito a rendere strutturale un modello di assunzione capace di attingere sia dalle graduatorie dei concorsi che dalle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS).

La richiesta nasce dall'analisi dei numeri relativi alle disponibilità. Nonostante le procedure concorsuali in corso, il sindacato stima che una quota significativa degli oltre 44.000 posti attualmente disponibili rischi di rimanere scoperta, a causa dell'esaurimento delle graduatorie di merito in molte classi di concorso e in diverse aree geografiche del Paese.

Il modello proposto dal sindacato

L'obiettivo della CISL è estendere ai posti comuni il meccanismo di reclutamento già sperimentato con successo sul sostegno. Secondo il sindacato, l'attuale sistema, troppo frammentato e spesso dipendente dalla velocità di espletamento delle procedure concorsuali, non riesce a garantire la copertura totale delle cattedre prima dell'avvio delle lezioni.

“È necessario un sistema che garantisca continuità e stabilità”, ha sottolineato Barbacci, evidenziando come la stabilizzazione del personale precario, che da anni garantisce il funzionamento del sistema scolastico, rappresenti una priorità non più rimandabile. La proposta prevede di affiancare al canale dei concorsi ordinari una procedura che permetta l'assunzione a tempo indeterminato direttamente dalle GPS, superando la logica dell'emergenza che caratterizza ogni avvio di anno scolastico.

La situazione attuale e le criticità

Le operazioni di nomina in ruolo, che interessano decine di migliaia di docenti, si scontrano ogni anno con le medesime difficoltà logistiche. Il rischio concreto, segnalato ripetutamente dalle organizzazioni sindacali, è quello di arrivare al primo settembre con migliaia di cattedre ancora vacanti, che dovranno essere assegnate tramite supplenze annuali. Questo fenomeno non solo alimenta il precariato, ma incide negativamente sulla continuità didattica, un tema che resta tra le principali preoccupazioni delle famiglie e del personale scolastico.

Il Ministero, dal canto suo, continua a puntare sui concorsi previsti dal PNRR come via maestra per l'immissione in ruolo, sostenendo che tale percorso garantisca una selezione basata sul merito e sulle competenze certificate. Tuttavia, la pressione per una revisione del modello di reclutamento cresce, spinta proprio dalla necessità di coprire gli organici in modo tempestivo ed efficiente.

Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

Mentre si attendono gli esiti definitivi delle nomine per il prossimo anno scolastico, il confronto tra le parti sociali e l'amministrazione centrale rimane aperto. Le indicazioni operative sulle procedure di nomina sono consultabili sul portale ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, dove vengono pubblicati costantemente gli avvisi relativi alle disponibilità provinciali e ai turni di nomina.

Per i docenti interessati, il consiglio è di monitorare con attenzione le pubblicazioni degli Uffici Scolastici Territoriali, che gestiscono la fase operativa delle assunzioni, e di verificare la propria posizione nelle graduatorie di riferimento, in attesa di eventuali sviluppi normativi che potrebbero modificare le modalità di reclutamento nei prossimi mesi.