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Scuola

Disabilità a scuola: allarme fondi per l'assistenza specialistica

30 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Il diritto allo studio per migliaia di studenti con disabilità rischia di trasformarsi, anche per l'anno scolastico 2026/2027, in un percorso a ostacoli. Con la riapertura dei cancelli prevista tra poche settimane, le associazioni dei familiari e i sindacati di categoria lanciano un grido d'allarme: le risorse stanziate per l'assistenza specialistica sono insufficienti e molti enti locali non hanno ancora garantito la copertura del servizio per l'intero orario scolastico.

Il nodo centrale riguarda gli assistenti all'autonomia e alla comunicazione (Asacom), figure professionali essenziali per l'inclusione che, a differenza dei docenti di sostegno, dipendono finanziariamente dai Comuni e dalle Province (o Città Metropolitane). Nonostante i vari stanziamenti nazionali previsti negli ultimi anni, il divario territoriale e l'incertezza dei bilanci locali stanno mettendo a rischio la continuità del servizio proprio alla vigilia del nuovo ciclo scolastico.

Fondi insufficienti e ritardi negli enti locali

Secondo le ultime stime fornite dalle principali federazioni che si occupano di disabilità, come la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), la quota di ore garantite per l'assistenza specialistica copre spesso meno del 50% del fabbisogno reale indicato nel PEI (Piano Educativo Individualizzato). Questo significa che molti alunni si troveranno in classe senza il supporto necessario per diverse ore al giorno, costringendo le famiglie a farsi carico di integrazioni private o, nel peggiore dei casi, a ridurre l'orario di frequenza del figlio.

La situazione appare critica soprattutto per gli enti locali in dissesto finanziario. Sebbene il Ministero dell'Istruzione e del Merito e il Ministero per la Disabilità abbiano confermato il riparto del "Fondo per l'assistenza all'autonomia e alla comunicazione", le associazioni denunciano che tali somme rappresentano solo un contributo parziale rispetto alla spesa complessiva che grava sui comuni.

"Non è accettabile che ogni anno, a fine luglio, le famiglie debbano vivere nell'angoscia di non sapere se i propri figli avranno un assistente a settembre. Il diritto allo studio non può dipendere dal codice postale o dallo stato dei conti di un Comune", spiegano i rappresentanti dei coordinamenti dei genitori.

Continuità didattica: le novità del 2026

L'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 vede anche l'applicazione a pieno regime delle norme introdotte per favorire la continuità didattica sul sostegno. In base alle disposizioni consolidate negli ultimi due anni, le famiglie hanno avuto la possibilità di richiedere la conferma del docente di sostegno dell'anno precedente, qualora si trattasse di personale supplente. Tuttavia, questa misura riguarda esclusivamente i docenti e non risolve il problema degli assistenti specialistici, che spesso cambiano ogni anno a causa della precarietà contrattuale e dei bandi di esternalizzazione gestiti dalle cooperative.

Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha più volte ribadito l'impegno del governo per potenziare la formazione dei docenti di sostegno e stabilizzare il sistema, ma il fronte dell'assistenza all'autonomia resta una ferita aperta che richiede una riforma strutturale, più volte invocata ma non ancora pienamente attuata.

Cosa cambia per le famiglie: i passi da compiere

In vista del prossimo settembre, è fondamentale che le famiglie verifichino per tempo lo stato dei servizi nel proprio istituto. Ecco alcuni punti chiave da monitorare:

Il ruolo del PNRR e il futuro dell'inclusione

Entro la fine del 2026, l'Italia dovrà completare gran parte dei target previsti dal PNRR relativi alla scuola. Tra questi, vi è anche il miglioramento delle infrastrutture per l'accessibilità e la digitalizzazione per la didattica inclusiva. Tuttavia, come sottolineano i sindacati, "le mura e i tablet non bastano se mancano le persone". La richiesta urgente è quella di un piano straordinario di assunzioni e di una statalizzazione, o almeno di una stabilizzazione finanziaria definitiva, della figura dell'assistente all'autonomia.

Per consultare i riferimenti normativi generali e le note ministeriali sulla gestione dell'inclusione, è possibile visitare la sezione dedicata sul sito ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Aggiornamento Luglio 2026: Alcune Regioni hanno stanziato fondi integrativi per coprire i deficit comunali, ma la mappa degli interventi resta a macchia di leopardo. Si consiglia di monitorare gli albi pretori dei propri comuni di residenza per la pubblicazione delle graduatorie degli assistenti.
Tags: sostegno disabilità normativa
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