Il sistema di valutazione dei dirigenti scolastici continua a essere al centro di un acceso confronto tra il Ministero dell'Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali. A pochi giorni dalla fine di luglio, il Ministero ha illustrato alle sigle sindacali gli esiti del ciclo di valutazione relativo all'anno scolastico 2024/2025, delineando contestualmente gli obiettivi strategici previsti per il biennio 2026/2027.
L'incontro, che si è tenuto nei giorni scorsi, ha confermato una divergenza di vedute ancora profonda. Se per l'amministrazione centrale i dati presentati rappresentano un passaggio necessario per monitorare l'efficacia dell'azione dirigenziale, per i rappresentanti dei lavoratori il quadro emerso conferma le criticità strutturali già segnalate in passato.
Le posizioni sindacali
La FLC CGIL, in particolare, ha espresso una posizione netta, definendo l'attuale impianto valutativo come ancora troppo lontano dalle reali esigenze quotidiane di chi guida le istituzioni scolastiche. Secondo il sindacato, il sistema rischia di trasformarsi in un mero esercizio burocratico che non tiene conto delle complessità gestionali, delle risorse limitate e delle specificità territoriali in cui ogni dirigente si trova a operare.
Le principali rimostranze riguardano la natura degli indicatori utilizzati per misurare la performance. La richiesta avanzata dai sindacati è quella di una revisione immediata dell'intero modello: l'obiettivo non è eliminare la valutazione, ma trasformarla in uno strumento di supporto e crescita professionale, anziché in un meccanismo sanzionatorio o di mera classificazione statistica.
Obiettivi 2026/2027 e prospettive
Durante il confronto, il Ministero ha presentato gli obiettivi fissati per il prossimo biennio 2026/2027. Tali traguardi, che orienteranno l'attività dei dirigenti scolastici nel prossimo futuro, saranno oggetto di ulteriori tavoli tecnici nei mesi autunnali. La volontà del MIM, secondo quanto emerso, sarebbe quella di integrare maggiormente la valutazione con i progetti previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), un punto che però solleva ulteriori dubbi tra i dirigenti, già gravati da carichi di lavoro crescenti legati alla gestione dei fondi e delle innovazioni didattiche.
Per i dirigenti scolastici, le prossime settimane rappresentano un momento di attesa. La sfida sarà quella di conciliare le direttive ministeriali con la necessità di una gestione scolastica che ponga al centro l'autonomia delle istituzioni e il benessere di tutta la comunità educante. Non è ancora chiaro se le rimostranze sindacali porteranno a modifiche sostanziali nei decreti attuativi o se il sistema, così come configurato, procederà verso la fase di implementazione per il nuovo biennio.
Il dibattito, dunque, rimane aperto. Gli uffici ministeriali proseguiranno il monitoraggio dell'applicazione delle norme, mentre le parti sociali hanno già annunciato la volontà di continuare a vigilare sugli sviluppi, chiedendo tavoli di confronto permanenti per garantire che il processo di valutazione sia trasparente, equo e, soprattutto, utile al miglioramento della qualità del sistema scolastico nazionale.
Per consultare gli aggiornamenti ufficiali e i documenti relativi alle procedure di valutazione, è possibile fare riferimento al sito istituzionale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.




