La questione della formazione del personale scolastico torna al centro del dibattito sindacale. In un contesto in cui gli impegni burocratici e didattici assorbono gran parte della giornata lavorativa dei docenti e del personale ATA, si fa sempre più pressante la richiesta di rendere i percorsi di aggiornamento professionale più sostenibili.
Pasquale Sorrentino, segretario nazionale di area sindacale, ha recentemente sollevato la necessità di una revisione strutturale delle modalità di fruizione dei corsi. Il punto centrale della proposta riguarda l'introduzione sistematica della modalità ibrida e, soprattutto, lo svolgimento delle attività formative direttamente all'interno dell'orario di servizio.
Il carico di lavoro e la qualità della formazione
Secondo le analisi sindacali, l'attuale impianto formativo rischia di trasformarsi in un ulteriore fattore di stress professionale. Richiedere al personale di partecipare a corsi di aggiornamento al di fuori dell'orario contrattuale — spesso nel tardo pomeriggio o durante i fine settimana — incide negativamente sulla conciliazione tra vita professionale e privata, minando la stessa efficacia dell'apprendimento.
“La formazione deve essere considerata una componente essenziale del lavoro docente e ATA, non un’aggiunta punitiva”, sostiene Sorrentino. La richiesta di poter fruire dei corsi in modalità ibrida — combinando sessioni in presenza e attività online — mira a garantire una maggiore flessibilità, permettendo al personale di gestire i percorsi di aggiornamento con criteri più vicini alle reali esigenze logistiche delle scuole.
La richiesta di svolgimento in orario di servizio
Il nodo cruciale rimane quello del tempo dedicato alla formazione. La proposta avanzata punta a inserire le ore di aggiornamento all'interno del monte ore lavorativo previsto dal CCNL Scuola. Attualmente, la gestione dei corsi di formazione è spesso delegata alla libera organizzazione dei singoli istituti o a piattaforme ministeriali, con una frammentazione che rende difficile una programmazione omogenea.
Integrare la formazione nell'orario di servizio significherebbe:
- Riconoscimento professionale: sancire ufficialmente che l'aggiornamento è parte integrante della funzione docente e del profilo ATA.
- Sostenibilità: ridurre l'esaurimento energetico del personale, evitando il prolungamento eccessivo della giornata lavorativa.
- Equità: garantire a tutto il personale, indipendentemente dalla sede o dall'ordine di scuola, le stesse opportunità di formazione senza sovrapposizioni con le attività didattiche o amministrative ordinarie.
Prospettive per il prossimo anno scolastico
In vista dell'avvio del prossimo anno scolastico, previsto per settembre, il tema della formazione si intreccia con le esigenze di digitalizzazione e innovazione didattica richieste dalle nuove linee guida del Ministero dell'Istruzione e del Merito. La sfida, secondo il sindacato, è quella di non limitarsi alla quantità delle ore erogate, ma di puntare sulla qualità e sulla facilità di accesso ai contenuti.
Il Ministero, dal canto suo, ha più volte ribadito l'importanza della formazione continua per l'attuazione delle riforme PNRR, ma la tenuta del sistema scolastico dipenderà strettamente dalla capacità di coniugare questi obiettivi con il benessere organizzativo di chi, ogni giorno, garantisce il funzionamento delle scuole italiane.
Nelle prossime settimane sono attesi ulteriori confronti tra le parti sociali e l'amministrazione per definire il perimetro operativo delle attività di aggiornamento per l'anno 2026/2027.




