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Scuola

Sicurezza stradale, Unasca: serve investire nella formazione

27 luglio 2026 di Francesco Perrone

La sicurezza stradale torna al centro del dibattito pubblico dopo la recente diffusione dei dati Istat relativi all'anno 2025, che confermano un trend preoccupante per quanto riguarda il numero di incidenti sulle strade italiane. A intervenire sulla questione è l'Unasca (Unione Nazionale Autoscuole Studi Consulenza Automobilistica), che rilancia la necessità di un cambio di passo nel sistema formativo nazionale.

Il ruolo delle autoscuole nella prevenzione

Secondo l'associazione, le autoscuole non devono essere considerate semplici luoghi di preparazione all'esame per il conseguimento della patente di guida, ma veri e propri presidi di educazione civica e sicurezza stradale. L'aumento dei sinistri rilevato nel corso del 2025 evidenzia, secondo l'Unasca, una carenza strutturale nella formazione dei conducenti, che deve iniziare molto prima dell'età utile per la guida.

La proposta dell'associazione si articola su un punto cardine: l'investimento sistematico nella formazione. Non si tratta solo di trasmettere le nozioni del Codice della Strada, ma di promuovere una cultura della prudenza che passi attraverso percorsi didattici più strutturati e continui. In quest'ottica, il coinvolgimento del mondo della scuola diventa un elemento strategico per raggiungere le nuove generazioni.

La sinergia con il sistema scolastico

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito, attraverso i protocolli d'intesa e le linee guida per l'educazione stradale, ha da tempo avviato collaborazioni volte a sensibilizzare gli studenti fin dai primi cicli di istruzione. L'auspicio espresso dall'Unasca è che tale impegno possa essere ulteriormente potenziato, rendendo l'educazione stradale una disciplina trasversale e costante nel curriculum scolastico, e non più limitata a iniziative sporadiche.

L'obiettivo è quello di abbassare l'età in cui si inizia a riflettere sui rischi legati alla mobilità, agendo sulla prevenzione dei comportamenti a rischio. "La formazione è l'unico strumento capace di trasformare il conducente da utente passivo a protagonista consapevole della strada", sottolineano gli esperti del settore.

Cosa fare adesso

Per le istituzioni scolastiche e per i docenti, le direttive ministeriali restano il riferimento principale per l'organizzazione di progetti dedicati. Le scuole interessate a implementare percorsi di educazione stradale possono far riferimento al portale ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito per consultare le circolari vigenti e le opportunità di collaborazione con enti certificati e associazioni di categoria che operano sul territorio.

La sfida per il prossimo anno scolastico, che prenderà il via a settembre, sarà quella di integrare sempre più efficacemente queste tematiche nell'offerta formativa, rispondendo alla domanda di maggiore sicurezza che arriva dal Paese dopo i dati registrati nel 2025.

Tags: sicurezza cronaca formazione docenti
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