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Scuola

Tetto alunni stranieri: cosa prevede la proposta sul limite del 30%

22 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

La proposta di trasformare in legge il tetto del 30% di alunni stranieri per classe, annunciata dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, riaccende i riflettori sulla gestione dell'integrazione nelle aule italiane. L'obiettivo dichiarato dal Ministero è quello di garantire un'equa distribuzione degli studenti sul territorio per favorire una didattica efficace, ma l'effettiva applicabilità della misura suscita forti perplessità tra dirigenti scolastici, docenti e sindacati.

L'annuncio del Ministero: dal vincolo della circolare alla legge

La questione è tornata al centro del dibattito in occasione dell'avvio dell'anno scolastico, quando il ministro Giuseppe Valditara ha confermato la volontà di intervenire per via legislativa. Attualmente, la soglia massima del 30% di alunni con cittadinanza non italiana per singola classe è già prevista da una circolare ministeriale risalente al 2010. Tuttavia, come ammesso dallo stesso titolare del Dicastero di Viale Trastevere, tale indicazione è rimasta spesso inattuata nel corso degli anni, determinando in alcune realtà urbane una forte concentrazione di studenti stranieri in specifici plessi.

Secondo il piano del Ministero dell'Istruzione e del Merito, il passaggio a una norma di legge servirebbe a dare indicazioni chiare e vincolanti, superando la natura puramente esortativa delle vecchie circolari. L'obiettivo, spiega il Ministro, è evitare la formazione di classi con percentuali di alunni non italofoni talmente elevate da compromettere il percorso di apprendimento dell'intero gruppo classe.

Como funzionerebbe la distribuzione sul territorio

La futura legge non dovrebbe applicarsi in modo rigido e automatico, ma secondo un principio di flessibilità e coordinamento territoriale. Il piano ministeriale prevede il coinvolgimento diretto degli Uffici Scolastici Regionali (USR).

Il Ministero ha precisato che l'applicazione della norma seguirà criteri di "buon senso", per evitare che la redistribuzione si traduca in un disagio insostenibile per le famiglie. Non si tratterà, quindi, di disporre trasferimenti coatti verso istituti distanti decine di chilometri, bensì di ottimizzare la ricezione degli studenti nell'ambito delle scuole circostanti e facilmente raggiungibili.

Il potenziamento dell'organico per l'italiano L2

Parallelamente alla redistribuzione degli iscritti, il Ministero punta sul rafforzamento delle competenze linguistiche come pilastro fondamentale per l'inclusione. A questo scopo, è stata avviata l'assunzione di mille docenti specificamente dedicati all'insegnamento dell'italiano come seconda lingua (L2). Questi professionisti avranno il compito di supportare gli alunni stranieri di "primo arrivo" — ossia coloro che fanno ingresso per la prima volta nel sistema scolastico italiano senza alcuna conoscenza pregressa della lingua — attraverso percorsi di alfabetizzazione intensiva.

I dubbi del mondo della scuola: il rischio di "smontare" le classi

Nonostante le rassicurazioni del Ministero, la prospettiva di un tetto di legge solleva non pochi timori tra gli operatori della scuola. Molti dirigenti scolastici fanno notare che in determinati quartieri delle grandi città, caratterizzati da una forte presenza di famiglie di origine straniera, rispettare rigidamente la soglia del 30% è fisicamente impossibile senza costringere una parte significativa degli alunni a spostarsi in altre zone.

La preoccupazione principale è che, per non superare il limite imposto, si sia costretti a "smontare" classi già consolidate o a negare l'iscrizione a studenti residenti a pochi metri dall'istituto, in contrasto con il principio del diritto allo studio nel proprio territorio di riferimento. Inoltre, molti docenti evidenziano che la distinzione tra stranieri nati in Italia (spesso perfettamente italofoni) e stranieri di prima generazione non sempre viene considerata in modo adeguato nelle statistiche burocratiche, rischiando di generare distorsioni applicative.

Le altre novità per l'anno scolastico: compiti e registro elettronico

Oltre al tema dell'integrazione, il Ministero ha richiamato l'attenzione sulla necessità di ridurre lo stress scolastico degli studenti, focalizzandosi sull'uso corretto del registro elettronico. Il Ministro ha annunciato l'invio di una nuova circolare, definita "ancora più stringente", volta a limitare l'assegnazione dei compiti fuori dall'orario scolastico.

Questi provvedimenti, insieme alla proposta di legge sul tetto agli alunni stranieri, delineano un quadro di riforme che continuerà a far discutere nei prossimi mesi, mettendo alla prova la capacità organizzativa delle segreterie e dei collegi docenti.

Tags: scuola docenti normativa
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