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Scuola

Doppio canale, il 29 luglio riprende l'esame del ddl Bucalo

27 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Il disegno di legge che punta a reintrodurre il doppio canale di reclutamento dei docenti torna in commissione al Senato mercoledì 29 luglio. Per chi è iscritto in GPS non cambia nulla nell'immediato — supplenze e immissioni in ruolo di quest'anno continuano a seguire le regole già in vigore — ma la seduta è il primo segnale di movimento dopo mesi di stallo, e il punto su cui si gioca tutto è una sola frase dell'articolo 1.

Il provvedimento è il disegno di legge Atto Senato n. 545, "Disposizioni in materia di formazione e reclutamento degli insegnanti", a prima firma della senatrice Carmela Bucalo (Fratelli d'Italia) e sottoscritto da altri senatori della maggioranza. È stato presentato nel febbraio 2023 ed è assegnato alla 7ª Commissione permanente (Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica), presieduta da Roberto Marti. Chi vuole seguire l'iter passo per passo può consultare la scheda ufficiale del ddl sul sito del Senato.

Cinque mesi di silenzio, poi la nuova convocazione

Il testo ha già alle spalle un lungo ciclo di audizioni, nel corso del quale sindacati e associazioni hanno depositato memorie e proposte di modifica. Poi l'esame si è di fatto fermato: sulla scheda del Senato l'ultimo aggiornamento dell'iter risulta datato 25 febbraio 2026, con il provvedimento indicato come "in corso di esame in commissione". Da lì in avanti, nessun passaggio nuovo.

La ripresa della discussione del 29 luglio è indicata nelle convocazioni pubblicate sul sito del Senato. Vale la pena ricordare che si tratta di un calendario di lavori parlamentari: ordine del giorno e successione degli argomenti possono cambiare anche nel corso della settimana, e una seduta di commissione non equivale a un voto finale.

Il nodo è l'articolo 1: "posti che residuano"

Qui sta la questione che sta facendo discutere i precari. L'articolo 1 del ddl interviene sulla norma che ha già consentito, in via straordinaria, le assunzioni dalle graduatorie provinciali per le supplenze, estendendo il meccanismo oltre il solo sostegno. Ma nella formulazione attuale i posti destinati a chi è in GPS sono quelli vacanti e disponibili che residuano dopo le ordinarie immissioni in ruolo.

Tradotto: le GPS non diventerebbero un canale parallelo con una quota propria, ma una lista di riserva che si attiva solo su ciò che avanza una volta esauriti i vincitori di concorso. In una fase in cui le procedure concorsuali legate al PNRR stanno immettendo in ruolo migliaia di docenti, il rischio concreto è che i posti "residui" siano pochi e la stabilizzazione dai precari si diluisca su un arco di anni difficile da prevedere.

È esattamente questo il rilievo mosso dal Coordinamento Docenti Precari, che in un comunicato diffuso nei giorni scorsi ha chiesto alla 7ª Commissione di emendare l'articolo 1 prima di procedere, sostituendo la logica dei posti residui con una quota fissa. La proposta del Coordinamento è nota da tempo: metà dei posti autorizzati ogni anno per le immissioni in ruolo assegnati tramite le graduatorie di merito dei concorsi, l'altra metà tramite le GPS.

Le posizioni sindacali

Sul doppio canale il fronte non è compatto, ma una spinta forte arriva dall'ANIEF, che sostiene la proposta fin dalla sua presentazione e l'ha ribadita anche in audizione al Senato. Secondo il sindacato guidato da Marcello Pacifico servono misure straordinarie a fronte di oltre 200mila supplenze annuali: reintroduzione stabile del doppio canale, assunzione degli idonei dei concorsi degli ultimi anni e valorizzazione del servizio già prestato. L'impianto richiamato è quello delle vecchie graduatorie ad esaurimento, dove chi possedeva l'abilitazione veniva immesso in ruolo secondo la posizione in graduatoria, determinata da titoli e anzianità di servizio.

Cosa aspettarsi adesso

Nessuna scadenza da rispettare, nessuna domanda da presentare: non c'è nulla che il singolo docente debba fare in questi giorni. Quello che si decide in commissione riguarda il testo, non le procedure aperte.

Realisticamente, anche in caso di accelerazione l'iter è ancora lungo: dopo l'esame degli emendamenti in commissione servirebbero il voto dell'Aula del Senato e poi l'intero passaggio alla Camera. Un disegno di legge di iniziativa parlamentare non ha tempi prefissati, e finché il testo non è approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale nulla di quanto contiene è operativo. Chi presenta domanda di supplenza o attende una convocazione da GPS continua quindi a muoversi con le regole attualmente vigenti.

Il punto da tenere d'occhio è uno solo: se e come verrà riscritto l'articolo 1. È lì che si capirà se il doppio canale sarà davvero un secondo binario o soltanto una corsia di emergenza da usare quando avanza qualcosa.

Tags: precariato GPS scuola reclutamento
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