La scuola deve restare il principale motore di coesione sociale e integrazione, un luogo accogliente capace di abbattere le disuguaglianze e rifiutare ogni forma di violenza o isolamento. È questo il messaggio centrale rivolto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno scolastico tenutasi presso l'istituto omnicomprensivo "Sergio Marchionne" di Amatrice, alla presenza del Ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
Il valore costituzionale dell'integrazione
Nel suo discorso, il Capo dello Stato ha posto l'accento sul dettato costituzionale.
«La scuola è la leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati. La scuola prepara tutti – "È aperta a tutti": così dispone l'art. 34 della Costituzione. Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell'incomunicabilità».
Secondo Mattarella, le aule scolastiche devono essere spazi capaci di generare inclusione autentica, contrastando la dispersione scolastica e costruendo un'alleanza solida tra istituzioni, studenti e famiglie.
Stop alle aggressioni contro gli insegnanti e lotta al bullismo
Un passaggio di particolare rilievo ha riguardato il rispetto dovuto al personale scolastico e la necessità di tutelare la serenità dell'ambiente educativo. Il Presidente ha condannato con fermezza gli episodi di violenza che vedono coinvolti i docenti.
«Le violenze contro gli insegnanti: l’ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti in passato, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori, ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo; sottraendosi alla indispensabile alleanza con gli insegnanti».
Il Capo dello Stato ha inoltre ribadito che i docenti non possono e non devono essere lasciati soli dalla società e dalle istituzioni, esortando al contempo a mantenere alta l'attenzione contro ogni forma di prevaricazione, dal bullismo alle discriminazioni, fino alle violenze e alle pretese di sopraffazione ai danni delle ragazze.
Intelligenza artificiale, algoritmi e primato della persona
Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra nuove tecnologie, intelligenza artificiale e pensiero critico. Mattarella ha chiarito che il progresso tecnologico non va temuto né subito passivamente.
- Sviluppo del pensiero critico: utilizzare gli strumenti digitali e i dispositivi per elaborare riflessioni autonome, senza delegare la capacità di giudizio agli algoritmi;
- Contrasto all'isolamento: evitare che l'eccesso di connessione si traduca in solitudine, alienazione o impoverimento della creatività personale;
- Equilibrio tra tecnica e valori: affiancare alle competenze digitali la solidarietà, la cultura e il dialogo tra individui.
La ripartenza dai territori colpiti dal sisma
La scelta di inaugurare l'anno scolastico ad Amatrice, insieme al ricordo di comunità come Arquata del Tronto e Norcia colpite dal sisma di dieci anni fa, ha assunto un forte valore simbolico. Ripartire dagli edifici scolastici ricostruiti testimonia come la scuola rappresenti il primo e più autentico pilastro per il futuro e la rinascita di qualsiasi comunità.
Foto di copertina: Raimond Spekking — CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons