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Scuola

Trasporto alunni con disabilità, nuovi criteri per il Fondo Comuni

26 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Il sistema di finanziamento per il trasporto scolastico degli studenti con disabilità cambia volto, puntando a una maggiore efficienza e alla garanzia di un servizio omogeneo su tutto il territorio nazionale. Con la pubblicazione dei nuovi criteri di ripartizione del Fondo destinato al trasporto degli alunni con disabilità che frequentano la scuola dell'infanzia, la primaria e la secondaria di primo grado, i Comuni sono chiamati a una gestione più mirata delle risorse per assicurare il diritto allo studio.

La misura, che si inserisce nel percorso di potenziamento dei servizi sociali comunali avviato negli ultimi anni, mira a superare le disparità territoriali, garantendo che ogni studente privo di autonomia possa raggiungere la propria sede scolastica in sicurezza e senza oneri eccessivi per le famiglie. In questa domenica di fine luglio, con le amministrazioni locali impegnate nella programmazione delle prossime annualità scolastiche, i nuovi parametri diventano la bussola per l'organizzazione dei bandi e delle convenzioni.

Cosa cambia per il riparto delle risorse

I nuovi criteri per la distribuzione del Fondo non si basano più esclusivamente sulla spesa storica dei Comuni, ma introducono parametri legati ai cosiddetti Obiettivi di Servizio. Questo significa che le risorse vengono assegnate con l'obbligo di incrementare il numero di studenti trasportati o di migliorare la qualità del servizio offerto.

Secondo quanto stabilito dalle recenti intese in sede di Conferenza Stato-Città e Autonomie locali, la ripartizione tiene conto di diversi fattori:

L'obiettivo finale, in coerenza con il percorso di potenziamento previsto dalla Legge di Bilancio 2022 (Legge 234/2021), è quello di raggiungere i livelli essenziali delle prestazioni (LEP) che garantiscano una risposta adeguata alla domanda potenziale su tutto il territorio nazionale attraverso un incremento graduale delle risorse.

Il ruolo dei Comuni e la rendicontazione

I Comuni giocano un ruolo centrale: sono loro i titolari della funzione e i beneficiari diretti del Fondo. Tuttavia, l'erogazione delle somme è strettamente legata alla capacità di spesa e alla corretta rendicontazione. Gli enti locali devono comunicare tempestivamente al Ministero dell'Interno e al Ministero dell'Economia e delle Finanze come sono state impiegate le risorse attraverso il portale dedicato.

Per quanto riguarda le modalità tecniche, la rendicontazione avviene esclusivamente in via telematica tramite il sistema TBEL (Testo Bene Enti Locali), accessibile dall’Area Certificazioni del portale della Finanza Locale. I Comuni devono trasmettere il modello di certificazione (solitamente identificato come Allegato A del decreto di riparto) debitamente compilato e firmato digitalmente dal rappresentante legale, dal responsabile del servizio finanziario e dall’organo di revisione economico-finanziaria, attestando l'effettivo numero di utenti aggiuntivi serviti e le spese sostenute.

Attenzione alla rendicontazione: se un Comune non utilizza interamente le risorse assegnate per il potenziamento del servizio o non raggiunge gli obiettivi prefissati, è prevista la restituzione delle somme non spese o non correttamente impiegate. Questo meccanismo di "premialità e sanzione" serve a evitare che i fondi restino inutilizzati nei bilanci comunali mentre le famiglie restano senza servizio.

Per maggiori dettagli sulle modalità di monitoraggio, i Comuni possono consultare le circolari applicative sulla piattaforma Finanza Locale del Ministero dell'Interno.

Cosa devono fare le famiglie

È opportuno ricordare che l'accesso al servizio di trasporto scolastico per alunni con disabilità non è automatico, ma richiede solitamente la presentazione di una specifica istanza entro i termini perentori stabiliti dai singoli regolamenti comunali; tali scadenze spesso coincidono con il periodo delle iscrizioni scolastiche o vengono deliberate ad hoc dalle amministrazioni durante la primavera.

Sebbene il Fondo riguardi il trasferimento di denaro dallo Stato ai Comuni, le ricadute sulle famiglie sono dirette. Con l'adozione dei nuovi criteri, i nuclei familiari con figli con disabilità dovrebbero riscontrare una maggiore disponibilità di posti e una riduzione delle liste d'attesa.

Ecco i passi consigliati per i genitori in vista della riapertura di settembre:

  1. Verificare i bandi comunali: Entro la fine di luglio e i primi di agosto, la maggior parte dei Comuni pubblica le modalità di iscrizione al servizio di trasporto scolastico speciale.
  2. Controllare i requisiti ISEE: Anche se il fondo mira alla gratuità o a costi agevolati, molti regolamenti comunali prevedono ancora fasce di compartecipazione basate sull'indicatore economico.
  3. Presentare la certificazione aggiornata: Assicurarsi che il verbale di accertamento della disabilità (Legge 104/92) sia in corso di validità e che specifichi la necessità di trasporto assistito, se previsto dal PEI (Piano Educativo Individualizzato).
"Il trasporto scolastico non è un semplice servizio accessorio, ma un pilastro del diritto all'istruzione. Senza la garanzia del viaggio casa-scuola, l'inclusione resta solo sulla carta."

Prospettive per l'anno scolastico 2026/2027

Con l'incremento delle risorse previsto per quest'anno, la sfida si sposta sulla capacità organizzativa degli enti locali. In molte aree del Paese, specialmente nelle zone rurali o montane, il problema non è solo economico ma logistico: trovare ditte specializzate dotate di mezzi idonei (pedane idrauliche, sistemi di ancoraggio per carrozzine) non è sempre immediato.

Le nuove regole incentivano anche le gestioni associate tra piccoli Comuni, permettendo di ottimizzare i percorsi e ridurre i costi fissi, garantendo al contempo un servizio più capillare. Resta fondamentale il dialogo tra scuola e Comune per armonizzare gli orari di ingresso e uscita con i turni dei mezzi di trasporto, evitando attese prolungate per gli studenti più fragili.

In sintesi:
  • Il Fondo trasporto disabili viene ripartito con nuovi criteri basati sugli obiettivi di servizio.
  • I Comuni devono rendicontare l'effettivo incremento degli utenti per non perdere i fondi.
  • Si punta al progressivo raggiungimento dei LEP per la copertura del fabbisogno nazionale secondo la normativa vigente.

Per consultare i testi normativi di riferimento e le tabelle di riparto storiche, è possibile fare riferimento al sito Normattiva inserendo i riferimenti della Legge di Bilancio 2022 (Legge 234/2021) e successivi decreti attuativi.

Tags: scuola disabilità normativa
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