Maxi quaderni con e senza margini. Copertine rosse, blu, verdi e gialle. Pastelli in scatole da dodici, matite, gomme, temperini. Colla stick, evidenziatori, album da disegno. Compassi, goniometri, righe e squadre. E le forbici, quelle con la punta arrotondata.
È la lista della spesa che a settembre, davanti ai supermercati di Ravenna, i volontari metteranno in mano ai clienti in coda. Non è una lista qualsiasi: è il corredo scolastico che, negli ultimi anni, ha permesso a centinaia di bambini e ragazzi della città di entrare in classe il primo giorno con lo zaino pieno come quello dei compagni.
Il progetto si chiama “Tutti i bambini e le bambine vanno a scuola” ed è arrivato alla quattordicesima edizione. Lo promuove la Consulta del volontariato del Comune di Ravenna Odv, con il coordinamento dell’assessorato alle Politiche sociali — delega che dal 1° gennaio è in capo all’assessora Roberta Mazzoni. La raccolta fondi 2026 è partita in questi giorni; quella del materiale vero e proprio arriverà a inizio settembre.
Quattrocentoquarantasei
Il numero che racconta meglio di tutti la dimensione di questa storia è quello dell’edizione appena passata: nel 2025 hanno ricevuto il materiale scolastico 446 studentesse e studenti di Ravenna, dalla primaria alla secondaria di primo e di secondo grado. Non un contributo simbolico: il corredo completo, quello che serve per stare al passo con il programma senza dover chiedere in prestito il compasso al vicino di banco.
Accanto ai quaderni sono arrivate anche le offerte in denaro, da associazioni e da singoli cittadini: circa 9.500 euro nell’edizione 2025, secondo i dati diffusi dal Comune. Sono stati spesi interamente per integrare quanto raccolto nei negozi e per comprare gli articoli che nessuno pensa a donare perché costano troppo — zaini, diari, compassi, materiale artistico e scientifico. Sono anche quelli che rincarano ogni anno.
Chi ci mette le mani
Dietro le due mattinate di raccolta c’è una rete che a leggerla tutta insieme somiglia a una fotografia della città associativa: Arci Associazione genitori, Auser Volontariato Ravenna, Avvocato di strada, La Casa delle donne, il Centro d’ascolto Caritas, il Comitato cittadino antidroga, la Croce Rossa Italiana, Linea Rosa, R.C. Mistral, CittAttiva, Dalla parte dei minori, Punto d’ascolto, l’associazione sportiva Pietro Pezzi, il Masci, la Banca del tempo “Ogni ora più vicini”. Con loro la Cgil, Terminal Container Ravenna e i quattro Lions Club di Ravenna del Distretto 108A.
Poi ci sono le cartolerie, che in un progetto del genere fanno una differenza concreta: La Politecnica, Tecnodesign, la Cartolibreria Salbaroli e Girogirotondo. Gli organizzatori si augurano che altre si aggiungano, in città e nel forese.
Sabato 5 e sabato 12 settembre
La raccolta di materiale si terrà in due sabati di inizio settembre — il 5 e il 12 — nei punti vendita della città e delle località del forese che hanno aderito. All’ingresso ci saranno i volontari: spiegano il progetto, mostrano l’elenco, invitano a comprare qualcosa in più e a lasciarlo nella cesta all’uscita. Un gesto che dura trenta secondi e costa pochi euro.
Chi preferisce contribuire in denaro può farlo con un bonifico sul conto corrente che la Consulta del volontariato mette a disposizione presso la Bcc ravennate, forlivese e imolese, indicando nella causale il nome del progetto. Le donazioni a un ente del Terzo settore danno diritto, alle condizioni previste dalla legge, a una detrazione o deduzione fiscale. Per informazioni il Comune indica il numero 0544 482348 e l’indirizzo politichesociali@comune.ra.it; i comunicati sull’iniziativa sono pubblicati sul sito del Comune di Ravenna.
Vale la pena ricordare da dove nasce tutto questo. La povertà educativa, nelle statistiche, è fatta di percentuali e di indicatori compositi. Nella vita di un bambino di nove anni è fatta di un quadernone che finisce a novembre e non viene sostituito, di un album da disegno che manca il giorno della verifica di arte, di uno zaino comprato tre anni fa che si è rotto e va bene lo stesso. Sono dettagli minuscoli che i compagni notano subito.
A Ravenna, da quattordici estati, qualcuno si occupa esattamente di quei dettagli. E lo fa a luglio, quando la scuola sembra la cosa più lontana del mondo, perché a settembre sia già tutto pronto.