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Scuola

Fondazione Carispezia: oltre 400mila euro per scuola e benessere

26 luglio 2026 di Francesco Perrone

Nelle scuole della provincia della Spezia e della Lunigiana arriveranno sportelli di ascolto psicologico potenziati, laboratori teatrali sulle relazioni affettive, stanze nuove dove i ragazzi possano semplicemente sedersi e parlare. A pagarli sarà Fondazione Carispezia, che venerdì scorso ha pubblicato gli esiti dei suoi tre bandi 2026 nel settore Formazione: oltre 400 mila euro complessivi, ventitré progetti selezionati, dalla scuola primaria agli istituti superiori.

Non è un finanziamento come gli altri, almeno nelle intenzioni. I bandi sono nati dopo una lunga fase di ascolto delle scuole del territorio, attraverso i Tavoli dell'Istruzione primaria e secondaria che la Fondazione tiene aperti con dirigenti, docenti ed enti locali. Da lì è emersa una domanda ricorrente, che ogni insegnante spezzino riconoscerebbe: i ragazzi stanno male, e la scuola da sola non riesce a occuparsene.

Alle superiori: l'Europa, ma anche i conflitti in classe

Undici progetti riguardano gli istituti secondari di secondo grado, finanziati con oltre 200 mila euro attraverso due bandi gemelli, “Oltre la Scuola – Destinazione Europa” e “Oltre la Scuola – Esperienze, territorio e benessere per gli studenti”. Il primo filone è quello più consolidato: i Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento (PCTO) svolti all'estero, che negli anni hanno portato studenti spezzini a lavorare e studiare fuori dai confini nazionali.

La novità sta nell'altro filone, quello dedicato al benessere, che secondo la Fondazione ha raccolto una risposta particolarmente ampia da parte delle scuole. Nei progetti selezionati si trovano percorsi sulla prevenzione e la gestione dei conflitti dentro le classi — quelli quotidiani, che nessun consiglio di classe riesce davvero a smaltire in due ore di ricevimento — laboratori sulle relazioni affettive e sull'identità di genere costruiti attraverso il teatro, iniziative di inclusione e cittadinanza rivolte anche agli studenti più fragili, spazi multidisciplinari aperti non solo ai ragazzi ma alla comunità intorno alla scuola. E percorsi che portano le classi fuori, a contatto con la natura, trattandola come aula.

Quasi tutti questi progetti nascono da partenariati: Comuni, enti pubblici, associazioni, realtà del Terzo Settore. È il segno di una scelta precisa, quella di non lasciare che il disagio giovanile resti una faccenda interna all'istituto, da gestire tra un'ora di supplenza e l'altra.

Nel primo ciclo: l'ascolto entra in classe

Gli altri dodici progetti riguardano le scuole del primo ciclo e sono stati selezionati attraverso il bando intersettoriale “Oltre l'aula: coltivare il benessere fra scuola e vita”, che ha ricevuto anch'esso oltre 200 mila euro. Intersettoriale perché tocca tre ambiti insieme — formazione, welfare e salute pubblica — e questo dice già molto su come la Fondazione ha letto il problema.

Qui gli interventi sono più ravvicinati, più domestici. Sportelli di ascolto psicologico rafforzati anche alle medie e alle elementari, percorsi di educazione emotiva e relazionale, attività per l'integrazione multiculturale nelle classi dove ormai convivono molte lingue diverse, formazione rivolta ai docenti e ai genitori. E ancora: nuovi spazi scolastici pensati apposta per l'ascolto e il confronto, cioè stanze che prima non c'erano. A condurre le attività ci saranno figure specializzate — psicologi, pedagogisti, educatori — affiancate ai docenti.

L'idea che tiene insieme le dodici proposte è che il benessere non sia un contorno gentile del percorso scolastico, ma la condizione perché quel percorso funzioni: un bambino che sta male non impara, e nessuna programmazione ministeriale può farci molto.

Un investimento che si vedrà tra qualche anno

Il bando dedicato al primo ciclo era stato costruito anche a partire da una ricerca sui bisogni socio-sanitari del territorio spezzino e della Lunigiana realizzata dall'Interdisciplinary Center della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che aveva messo in fila dati poco rassicuranti sul benessere psicologico degli adolescenti e sui loro stili di vita.

«Con questi bandi, Fondazione Carispezia ha rinnovato il proprio impegno a fianco delle istituzioni scolastiche», ha dichiarato il presidente Andrea Corradino, sottolineando l'obiettivo di rafforzare il dialogo tra scuola e territorio e di costruire una comunità educante più consapevole.

Nessuno dei progetti finanziati produrrà risultati misurabili a breve: gli sportelli di ascolto non compaiono nelle rilevazioni sugli apprendimenti, i laboratori sull'identità non si traducono in punteggi. Quello che si vedrà, semmai, sarà qualche ragazzo in meno che smette di venire a scuola senza che nessuno se ne accorga in tempo. Gli esiti completi dei tre bandi, con l'elenco degli istituti e dei progetti ammessi, sono consultabili sul sito della Fondazione Carispezia.

Tags: studenti cronaca benessere
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