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Scuola

Disabilità a scuola, l'appello della Fish per l'inclusione

10 settembre 2026 di Vincenzo Schirripa

In occasione dell'avvio dell'anno scolastico 2026/2027, la Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish) ha lanciato un forte richiamo rivolto a tutta la comunità scolastica. Al centro dell'intervento di Vincenzo Falabella, presidente della Federazione, c'è la necessità di ribadire che il diritto allo studio per gli alunni con disabilità non è un atto di cortesia, ma un principio fondamentale che deve tradursi in una reale partecipazione.

"Non siete voi a dovervi guadagnare un posto nella scuola. Quel posto è già vostro", esordisce Falabella nella lettera aperta rivolta direttamente agli studenti. Il messaggio punta a scardinare la percezione, purtroppo ancora diffusa in alcuni contesti, che l'alunno con disabilità sia un "ospite" o un problema organizzativo da gestire, anziché un membro effettivo e paritario della classe.

Oltre le barriere architettoniche

L'inclusione, secondo la Fish, non si esaurisce con la semplice presenza fisica in aula. Il presidente sottolinea come una scuola possa apparire formalmente accessibile, pur mantenendo barriere invisibili ma altrettanto limitanti. Tra queste, Falabella cita gli stereotipi, le basse aspettative pedagogiche e la convinzione, spesso radicata, che alcuni studenti "non possano farcela" ancora prima che venga data loro l'opportunità di provarci.

La sfida per il nuovo anno scolastico è dunque quella di superare la "pietà" e l'indifferenza, promuovendo invece una cultura che si interroghi non sul perché una persona non riesca a partecipare, ma su cosa debba essere cambiato all'interno del sistema scolastico per garantire una partecipazione piena e consapevole.

Il ruolo di docenti e dirigenti

Il monito della Federazione si estende al personale scolastico. Falabella chiede a insegnanti e dirigenti scolastici di mantenere alte le aspettative per ogni studente, ricordando che, sebbene l'insegnante di sostegno rappresenti una risorsa fondamentale, l'alunno con disabilità è parte integrante dell'intera comunità scolastica e non deve essere isolato in una relazione duale con il docente specializzato.

Un pensiero particolare viene rivolto alle famiglie, che ogni settembre si trovano ad affrontare le medesime criticità logistiche e burocratiche. "Una famiglia non dovrebbe essere costretta, ogni settembre, a ricominciare da capo per chiedere il rispetto di diritti già riconosciuti", afferma il presidente, citando in particolare le difficoltà legate alla definizione delle ore di sostegno e all'organizzazione del trasporto scolastico.

Per affrontare tali criticità e tutelare il corretto esercizio del diritto allo studio, le famiglie possono avvalersi degli sportelli di ascolto e consulenza attivati presso gli Uffici Scolastici Regionali (USR), preposti a monitorare l'effettiva applicazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato). Qualora si riscontrino carenze nell'assegnazione delle risorse o inadempienze nelle misure di sostegno, è possibile procedere con segnalazioni formali agli uffici competenti o, nei casi di mancata tutela, ricorrere alle procedure giurisdizionali previste dalla normativa vigente per la tutela del diritto all'inclusione scolastica.

L'appello si chiude con un invito alla responsabilità collettiva: la vera rivoluzione culturale passa attraverso la capacità di trasformare le strutture e i metodi didattici affinché nessun studente venga lasciato ai margini del percorso formativo.

Tags: scuola cronaca inclusione
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