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Scuola

Sostegno in deroga: confermati i posti aggiuntivi per l'anno scolastico 2026/2027

25 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Anche per il prossimo anno scolastico 2026/2027, il sistema scolastico italiano continuerà a fare ampio ricorso ai posti di sostegno "in deroga". Questa prassi, ormai consolidata, si conferma uno strumento fondamentale per assicurare il diritto allo studio e all'inclusione degli alunni con disabilità, andando a coprire le carenze non contemplate nell'organico di diritto.

La notizia, che si ripresenta puntualmente con l'avvicinarsi della definizione degli organici, sottolinea una criticità strutturale del sistema: l'incapacità dell'organico ordinario di rispondere pienamente alle reali esigenze del territorio, sempre crescenti.

Cosa sono i posti di sostegno in deroga e perché sono indispensabili

Per comprendere appieno il significato di "sostegno in deroga", è essenziale distinguere tra organico di diritto e organico di fatto. L'organico di diritto rappresenta la dotazione stabile di posti assegnata annualmente alle scuole, definita in base a parametri previsionali come il numero di classi e alunni iscritti. Questi posti sono strutturali e alimentano le procedure di mobilità e le immissioni in ruolo a tempo indeterminato.

L'organico di fatto, invece, è quello che si adegua alle esigenze reali e concrete che emergono dopo la definizione dell'organico di diritto, tenendo conto di fattori come nuove iscrizioni, trasferimenti di alunni, e soprattutto, nuove certificazioni di disabilità. I posti di sostegno in deroga rientrano proprio in questa seconda categoria: sono cattedre aggiuntive autorizzate annualmente dagli Uffici Scolastici Regionali (USR) per rispondere alle effettive necessità degli alunni con disabilità certificate, quando i posti previsti nell'organico di diritto non sono sufficienti.

Questi posti sono "in deroga" perché eccedono il contingente stabilito dalla normativa ordinaria. La loro attivazione è indispensabile per non lasciare scoperti migliaia di studenti che necessitano di un supporto specifico, garantendo così il loro diritto all'istruzione e all'inclusione, come sancito dalla legge 104/1992.

Un trend in crescita: i numeri del sostegno in deroga

L'utilizzo dei posti in deroga è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, evidenziando una dipendenza sempre maggiore da questa misura. Secondo dati recenti, i posti di sostegno in deroga sono quasi quadruplicati in dieci anni, passando da circa 33.000 nell'anno scolastico 2015/2016 a oltre 125.000 nel 2024/2025. Per i periodi successivi le stime indicano la prosecuzione di questo trend espansivo, in attesa della pubblicazione dei dati e dei report statistici ufficiali validati dal Ministero dell'Istruzione e del Merito. Questo incremento costante, con una media di circa 9-10 mila posti in più ogni anno, dimostra come la deroga sia diventata una componente sempre più significativa dell'organico complessivo di sostegno, superando ormai la metà dei posti attivati.

Le implicazioni per studenti e docenti

Se da un lato i posti in deroga garantiscono la copertura immediata delle esigenze di sostegno, dall'altro comportano significative criticità. Per gli alunni con disabilità, l'aspetto più problematico è la frequente mancanza di continuità didattica. Essendo posti a tempo determinato, generalmente con scadenza al 30 giugno, spesso l'insegnante di sostegno cambia di anno in anno, interrompendo un percorso educativo fondamentale per la stabilità e il progresso dello studente.

Per i docenti specializzati sul sostegno, il ricorso massiccio alla deroga si traduce in un precariato strutturale. I contratti su questi posti non permettono l'immissione in ruolo a tempo indeterminato e non prevedono la retribuzione per i mesi estivi, bloccando di fatto la progressione stipendiale e l'anzianità di servizio. Numerosi sindacati, tra cui ANIEF, chiedono da tempo la stabilizzazione di questi posti e la loro conversione in organico di diritto, al fine di garantire maggiore stabilità al personale e, soprattutto, una continuità didattica indispensabile per gli alunni più fragili.

Il meccanismo per l'anno scolastico 2026/2027

Anche per l'anno scolastico che prenderà il via a settembre 2026, il processo di assegnazione dei posti di sostegno in deroga seguirà le linee guida già consolidate. Le scuole, tramite gli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali, valuteranno le richieste basate sulle certificazioni degli alunni con disabilità. Saranno autorizzati ulteriori posti/ore di sostegno in deroga per le sopravvenute richieste delle scuole, accertate e istruite secondo la normativa vigente.

Il quadro di riferimento procedurale e la ripartizione delle risorse sul territorio nazionale trovano una puntuale disciplina nelle note ministeriali annuali di trasmissione delle dotazioni organiche inviate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) agli Uffici Scolastici Regionali, che guidano la corretta determinazione dei posti di sostegno per ciascun anno scolastico.

Dal punto di vista procedurale, le scuole sono tenute a inviare le richieste di deroga agli USR entro le scadenze stabilite dalle circolari ministeriali e dagli USR stessi (di norma entro la seconda metà di luglio o l'inizio di settembre, prima dell'avvio delle lezioni), allegando i Verbali di accertamento e i relativi profili. Un ruolo determinante nella definizione iniziale delle richieste è svolto dal Gruppo di Lavoro Operativo per l'Inclusione (GLO): composto da docenti, genitori e figure sanitarie e specialistiche, il GLO formula la proposta esplicita del numero di ore di sostegno necessarie per ciascun alunno. La quantificazione delle ore settimanali assegnate viene quindi recepita nel Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nel Profilo di Funzionamento, in rapporto alla gravità della disabilità certificata (dall'assegnazione del rapporto 1:1 fino a coperture parziali in frazioni orarie).

Nonostante le pressioni per una riforma strutturale, la conferma del meccanismo in deroga per il 2026/2027 ribadisce l'approccio attuale del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) per affrontare il fabbisogno di docenti specializzati. È un segnale che, per il momento, la priorità rimane quella di coprire le necessità immediate, pur lasciando aperta la discussione sulla stabilizzazione a lungo termine di queste cattedre e sulla risoluzione definitiva del problema della discontinuità didattica.

Per docenti e famiglie, questo significa che il sistema continuerà a operare con le dinamiche conosciute, con le assegnazioni provvisorie e le supplenze annuali fino al 30 giugno che resteranno la modalità principale per la copertura di queste posizioni.

Tags: precariato sostegno organico
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