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Scuola

Lucignano, docenti e ATA in ritiro a Rondine

09 settembre 2026 di Francesco Perrone

Prima che suoni la prima vera campanella dell'anno scolastico, una scuola intera ha scelto di fermarsi e mettersi in cerchio. Succede in provincia di Arezzo, dove oltre cento lavoratori dell'Istituto Comprensivo "Rita Levi-Montalcini" di Lucignano hanno deciso di inaugurare l'avvio delle lezioni non con le consuete riunioni formali di collegio, ma con una vera e propria esperienza comunitaria di due giorni a Rondine, la nota Cittadella della Pace.

A partecipare non ci sono soltanto maestri e professori: sui colli aretini si sono ritrovati insieme docenti della scuola dell'infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado, accanto ai collaboratori scolastici e agli impiegati degli uffici di segreteria. Un gruppo eterogeneo che condivide la quotidianità tra aule e corridoi e che ha scelto di dedicare tempo alla cura delle relazioni umane e professionali prima di accogliere alunni e famiglie.

Una squadra che si allena prima del rientro in classe

Alla guida di questa iniziativa c'è il dirigente scolastico dell'istituto, Cristiano Rossi, che interpreta il proprio ruolo quasi come quello di un allenatore chiamato a motivare e compattare la squadra prima dell'inizio della stagione. Il percorso non nasce per caso: si tratta di un'esperienza consolidata che affonda le proprie radici in edizioni precedenti organizzate in luoghi dal forte valore simbolico e riflessivo, come la Pieve di Romena, ai margini delle Foreste Casentinesi, e il santuario francescano della Verna.

Quest'anno la tappa scelta è Rondine, borgo affacciato sull'Arno dove da oltre vent'anni giovani provenienti da Paesi segnati da conflitti armati convivono e studiano insieme per trasformare le divisioni in ponti di dialogo. Un contesto che offre alla scuola strumenti concreti per ripensare la vita di classe e i rapporti tra colleghi.

Affrontare le paure e rinunciare al controllo totale

Al centro delle attività di questa edizione c'è un tema quanto mai concreto: superare la paura e l'inquietudine nel lavoro educativo. Come spiega lo stesso dirigente Rossi, l'ansia nella professione docente nasce frequentemente dal bisogno di controllare ogni singolo aspetto delle lezioni, della gestione d'aula e dei rapporti con i colleghi e i genitori. Una pressione costante che finisce per alimentare rigidità e tensioni sia sul piano educativo sia su quello umano.

L'obiettivo formativo del ritiro è proprio ribaltare questa prospettiva: imparare a costruire spazi di libertà, ad accettare l'imprevisto e a conciliare il rispetto delle regole con l'autonomia degli studenti. Riconoscere che non sempre si può avere una risposta pronta o una soluzione immediata fa parte, secondo il preside, del dovere più autentico di chi educa e di una comunità educante matura.

La gestione dei contrasti: un metodo sperimentato sul campo

Il progetto è nato cinque anni fa e poggia sulla convinzione che il conflitto non vada rimosso o temuto, ma riconosciuto e affrontato. Nella vita scolastica dissidi e attriti sono fisiologici: possono nascere tra colleghi, tra docenti e famiglie, o tra studenti e adulti. Imparare a disinnescarli sul nascere consente di abbassare drasticamente il livello di stress e di conflittualità all'interno dell'istituto, con risultati tangibili già riscontrati negli anni passati.

Durante la due giorni, i partecipanti sono stati suddivisi in tre gruppi eterogenei seguiti da équipe formative composte da professionisti del settore. Il programma alterna momenti di lavoro strutturato a percorsi di ascolto attivo, giochi relazionali e occasioni informali, lasciando spazio anche al contatto con l'ambiente naturale nella vicina riserva di Ponte Buriano.

La testimonianza di Rondine e il valore per la scuola pubblica

A chiudere l'esperienza è l'incontro con Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace, che ha ideato il celebre metodo di trasformazione creativa dei conflitti. Portare quel modello all'interno di un istituto comprensivo statale significa riconoscere che una scuola serena non si costruisce solo con adempimenti burocratici o piani orari, ma prendendosi cura del clima di lavoro delle persone che la abitano ogni giorno.

Tags: cronaca docenti personale ATA
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