Il sistema scolastico italiano si prepara ad affrontare l'anno scolastico 2026/27 confermando, come ormai prassi consolidata, il ricorso a migliaia di posti di sostegno in deroga. Questa misura, fondamentale per assicurare l'effettivo diritto allo studio degli studenti con disabilità, integra l'organico di diritto laddove i posti assegnati non siano sufficienti a coprire le reali necessità rilevate sul territorio nazionale.
Cosa sono i posti di sostegno in deroga e perché sono necessari
I posti di sostegno "in deroga" sono cattedre aggiuntive rispetto all'organico di diritto, ossia il numero di posti di insegnamento di sostegno stabilito annualmente dal Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) in base a parametri standard. La loro attivazione si rende indispensabile per colmare il divario tra i posti di sostegno "strutturali" e il fabbisogno effettivo derivante dalle certificazioni di disabilità degli alunni.
Ogni anno, infatti, il numero di studenti con disabilità che necessitano di un supporto specifico supera ampiamente le previsioni iniziali e i posti previsti nell'organico di diritto. Per non lasciare scoperta la tutela del diritto all'inclusione, le scuole, su indicazione degli Uffici Scolastici Regionali (USR), richiedono l'attivazione di questi posti extra. Il Ministero, valutato il fabbisogno, autorizza l'assegnazione di un contingente aggiuntivo.
È tuttavia fondamentale considerare che l'attivazione di questi posti in deroga è sempre soggetta a precisi limiti normativi strutturali. Questi vincoli, spesso definiti dalle leggi di bilancio e da specifiche autorizzazioni ministeriali, impongono un tetto massimo alle percentuali di posti aggiuntivi che possono essere autorizzati, bilanciando l'esigenza di copertura del fabbisogno con le compatibilità finanziarie dello Stato.
Il meccanismo per l'anno scolastico 2026/27
Anche per l'anno scolastico che prenderà il via a settembre 2026, si prevede che il processo seguirà le linee guida già adottate nei precedenti anni. Dopo la definizione dell'organico di diritto, che avviene solitamente nei mesi precedenti l'avvio delle lezioni, gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali procedono a una ricognizione dettagliata delle necessità, basandosi sulle certificazioni degli studenti con disabilità e sui Piani Educativi Individualizzati (PEI) elaborati dalle scuole. A monte di questo processo, le famiglie presentano le domande di supporto per i propri figli attraverso la documentazione medica e psicopedagogica alle istituzioni scolastiche, che a loro volta inoltrano le richieste agli USR. Gli USR, una volta ricevuto il contingente autorizzato dal Ministero, distribuiscono i posti in base a criteri che tengono conto del numero di alunni con disabilità, della gravità delle certificazioni e delle specificità territoriali, garantendo la copertura del fabbisogno rilevato.
Sulla base di queste rilevazioni, il Ministero dell'Istruzione e del Merito emetterà, come di consueto, una specifica nota che autorizzerà l'attivazione dei posti in deroga. Questi posti saranno poi coperti attraverso contratti a tempo determinato, generalmente fino al termine delle attività didattiche (30 giugno) o fino al termine dell'anno scolastico (31 agosto).
Implicazioni per docenti e studenti
L'utilizzo dei posti in deroga ha un duplice impatto. Per gli studenti con disabilità, rappresenta la garanzia di ricevere il supporto necessario per il loro percorso educativo, un diritto costituzionalmente garantito. Senza questi posti aggiuntivi, molte classi rimarrebbero prive del supporto specialistico indispensabile.
Per i docenti, in particolare i precari specializzati sul sostegno, i posti in deroga rappresentano un'importante opportunità di lavoro. Tuttavia, la natura annuale e non strutturale di questi incarichi solleva da tempo critiche da parte dei sindacati, che chiedono la stabilizzazione di queste cattedre e la loro conversione in organico di diritto. La precarietà del rapporto di lavoro, infatti, può influire negativamente sulla continuità didattica e sulla programmazione a lungo termine per gli alunni più fragili.
Le organizzazioni sindacali, come FLC CGIL, UIL Scuola RUA e CISL Scuola, hanno più volte evidenziato la necessità di una programmazione più stabile e di un incremento strutturale dei posti di sostegno. La richiesta è quella di superare la logica dell'emergenza annuale, trasformando in organico stabile gran parte delle cattedre oggi assegnate in deroga, per garantire maggiore qualità e continuità didattica agli alunni e maggiore stabilità occupazionale ai docenti specializzati.
Le prossime tappe
Nelle prossime settimane, si attendono le comunicazioni ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del Merito che definiranno i contingenti regionali e provinciali dei posti di sostegno in deroga per l'anno scolastico 2026/27, in linea con quanto già avvenuto negli anni precedenti. È un passaggio cruciale per consentire agli Uffici Scolastici e alle scuole di procedere con le nomine e assicurare un avvio sereno del prossimo anno scolastico per tutti gli studenti.