Chi lavora o aspira a lavorare in un Conservatorio, in un'Accademia di Belle Arti o in un ISIA ha da oggi il quadro delle regole con cui si assumerà nell'anno accademico 2026/2027: il Ministero dell'Università e della Ricerca ha pubblicato una nota dedicata al reclutamento del personale docente e ricercatore delle istituzioni AFAM. È il documento operativo che le singole istituzioni dovranno seguire per bandire, per gestire la mobilità e per stipulare i contratti.

La cosa più importante da capire, per il singolo interessato, è che non esiste un unico concorso nazionale a cui iscriversi. Con il regolamento sul reclutamento AFAM (d.P.R. 83/2024) le procedure sono in capo alle singole istituzioni: ogni Conservatorio o Accademia pubblica i propri bandi sul portale ministeriale dedicato e sul proprio sito. Il canale da tenere d'occhio, quindi, è quello dell'istituzione dove si vorrebbe lavorare, non un avviso unico del Ministero.

L'ordine delle mosse: prima le graduatorie, poi il concorso

Il percorso che le istituzioni devono rispettare ha una sequenza precisa, ricostruita nelle note ministeriali di queste settimane. Prima si chiude la programmazione: con una precedente nota di fine giugno il MUR aveva fissato al 20 luglio il termine per la delibera di programmazione triennale e la compilazione del budget assunzionale. Poi si apre la fase del reclutamento vero e proprio.

Qui il primo passaggio non è il concorso, ma le graduatorie nazionali: le istituzioni sono tenute a consultarle e a utilizzarle prima di bandire. Gli elenchi sono stati aggiornati con l'avviso ministeriale del 2 luglio 2026 e ulteriormente integrati con un avviso del 20 luglio. Restano inoltre utilizzabili, se ancora valide, le graduatorie dei concorsi DM 180, ma senza obbligo di attingervi.

Solo dopo, e solo per i posti che restano scoperti, entrano in gioco la mobilità e le procedure concorsuali di sede. Il ricorso ai contratti a tempo determinato è residuale: la regola confermata dal quadro normativo è che il reclutamento a tempo indeterminato viene prima, e che senza aver esperito le procedure stabili non si possono coprire le stesse cattedre con incarichi a termine.

Chi può partecipare e con quali titoli

Sul fronte dei requisiti il d.P.R. 83/2024 costruisce il sistema attorno all'Abilitazione Artistica Nazionale (art. 2), che però non è ancora operativa: in attesa dell'attivazione della prima procedura di abilitazione, alle procedure di reclutamento a tempo indeterminato possono partecipare, in via transitoria, sia chi risulta inserito nelle graduatorie nazionali e negli Elenchi A e B relativi al processo di statizzazione, sia chi ha superato un concorso pubblico selettivo per l'inclusione nelle graduatorie d'istituto e ha maturato almeno tre anni accademici di insegnamento, anche non continuativi, nei precedenti otto anni accademici presso le istituzioni AFAM nei corsi previsti dal d.P.R. 212/2005. È il punto da verificare per primo, perché definisce la platea degli aventi diritto in questa fase.

Accanto a questo requisito generale, ogni bando di sede deve indicare i titoli di studio specifici richiesti per l'accesso al posto messo a concorso, che variano da settore artistico-disciplinare a settore artistico-disciplinare. Il regolamento fissa poi i criteri di valutazione: nelle selezioni per titoli ed esami almeno il novanta per cento del punteggio va riservato alle prove, mentre tra i titoli valutabili rientrano i titoli di studio e culturali di alta qualificazione, l'attività di insegnamento svolta nei dieci anni precedenti presso istituzioni di alta formazione (con punteggio maggiore per la docenza in ambito AFAM e universitario e con possibile graduazione in base all'affinità con il settore), le qualificate esperienze nazionali e internazionali nella produzione artistica, scientifica o professionale e i premi e riconoscimenti nazionali e internazionali. In altre parole, il curriculum artistico e professionale pesa, ma non sostituisce il titolo di studio richiesto dal bando.

Mobilità, vincoli e incompatibilità

Sul fronte della mobilità la nota fissa il calendario delle procedure, che le istituzioni dovranno rispettare nei tempi indicati dai rispettivi bandi. Restano fermi due paletti già noti al personale AFAM. Il primo: chi è stato assunto tramite concorso a tempo indeterminato non può partecipare alle procedure di mobilità per cinque anni dall'assunzione (art. 35, comma 5-bis, del D.Lgs. 165/2001); ne sono esclusi gli scambi di sede, che secondo le indicazioni ministeriali di fine giugno potranno essere richiesti nel mese di settembre.

Il secondo riguarda i rapporti di parentela: le indicazioni ministeriali vietano la partecipazione alle procedure, sia a tempo determinato sia indeterminato, a chi abbia legami di parentela o affinità fino al quarto grado con personale dell'istituzione che bandisce. Non è una formalità: la conseguenza è l'esclusione dalla procedura, con possibili profili di responsabilità disciplinare.

Capitolo lezioni private, spesso sottovalutato. Per i docenti AFAM vale un divieto assoluto di impartire lezioni private, individuali o collettive, agli allievi della propria istituzione, masterclass comprese. Il Ministero lo aveva chiarito in modo netto nella nota sulle attività extraistituzionali, precisando che rientrano tra gli "allievi" anche gli iscritti ai corsi liberi e propedeutici e i pre-iscritti tramite programmi internazionali: incarichi di questo tipo non sono autorizzabili. Il testo integrale è consultabile nella nota ministeriale sulle attività extraistituzionali dei docenti AFAM.

Cosa fare adesso

Nell'immediato ci sono tre azioni concrete. La prima: verificare la propria posizione nelle graduatorie nazionali aggiornate, perché è da lì che le istituzioni sono tenute a partire. La seconda: monitorare il sito e l'albo delle istituzioni di interesse nelle prossime settimane, perché è lì che compariranno i bandi con requisiti e termini, che possono essere molto stretti. La terza: controllare per tempo i titoli di accesso richiesti dal proprio settore artistico-disciplinare, perché è su questo punto che si concentra la maggior parte delle esclusioni.

Proprio sui titoli, chi si accorge di dover ancora completare o integrare un percorso accademico può valutare un supporto professionale: alcuni operatori del settore, come i servizi di orientamento sui corsi di laurea online riconosciuti, affiancano un consulente nella scelta del percorso. Va detto con chiarezza che si tratta di un servizio a pagamento e non di un canale ministeriale: le informazioni ufficiali su bandi e requisiti restano gratuite e disponibili sui siti delle istituzioni e del MUR.

Sul merito delle scelte ministeriali il confronto resta aperto. La FLC CGIL, che ha diffuso una propria sintesi della nota, contesta da tempo tempistiche giudicate troppo compresse per le istituzioni e chiede il ripristino di una mobilità nazionale contrattata, oltre a misure strutturali per il personale precario del comparto.