A settembre, in trentadue case della provincia di Trento, ci sarà un letto in più occupato e una sedia in più a tavola. Dal 6 al 19 settembre torna “Insieme in Trentino: lingua, cultura e ospitalità”: trentadue ragazzi e ragazze tedeschi, tra i quindici e i diciassette anni, vivranno per due settimane con altrettante famiglie trentine e andranno a scuola insieme ai coetanei che li ospitano. La Provincia autonoma di Trento ha approvato l’accordo con il Ministero per l’edizione 2026, come reso noto dal portale provinciale della scuola Vivoscuola.
Non è un viaggio d’istruzione e non è una vacanza studio. È un’altra cosa, più semplice e più difficile: qualcuno che non parla bene la tua lingua entra in casa tua, si siede a colazione, ti accompagna in classe la mattina, si accorge che in casa tua si cena a un orario diverso. I ragazzi tedeschi arrivano da diversi Länder e studiano italiano; i loro ospiti trentini studiano tedesco. Per quattordici giorni entrambi smettono di studiarlo e cominciano a usarlo.
Prima tutti insieme, poi in classe
Il programma è diviso in due tempi. All’inizio l’intero gruppo — italiani e tedeschi — trascorre alcuni giorni in una struttura provinciale, con pernottamento: attività linguistiche e di socializzazione, per rompere il ghiaccio prima che comincino le due settimane in famiglia. È il momento in cui si decide quasi tutto, perché è lì che si capisce con chi si andrà d’accordo.
Poi i ragazzi tedeschi si trasferiscono nelle case che li accolgono e seguono le lezioni negli istituti scolastici e formativi frequentati dai loro ospiti. Nel pomeriggio il Servizio istruzione della Provincia organizza un programma di attività extracurricolari, obbligatorie per gli ospiti tedeschi; gli studenti trentini possono aggregarsi gratuitamente. Gli ospiti sono accompagnati per tutto il periodo da due insegnanti tedeschi che conoscono bene l’italiano e fanno da punto di riferimento se qualcosa non funziona.
Quello che mettono le famiglie è essenzialmente vitto, alloggio e la vita di tutti i giorni fuori dalle attività programmate. L’Amministrazione provinciale, dal canto suo, consegna ai ragazzi tedeschi un abbonamento per circolare liberamente sui trasporti pubblici del territorio.
Un programma che viene dagli anni Sessanta
“Insieme in Trentino” non nasce oggi: l’iniziativa risale agli anni Sessanta ed è oggi coordinata dal Servizio istruzione provinciale. Si colloca dentro l’intesa 2025–2027 tra il Dipartimento istruzione e cultura della Provincia e la Conferenza permanente dei ministri dell’istruzione dei Länder tedeschi, e si lega a “Deutschland Plus”, il programma grazie al quale la Germania riserva agli studenti trentini una quota consistente dei posti disponibili per soggiorni linguistici e culturali oltralpe.
Formalmente non c’è alcun obbligo di reciprocità: chi ospita un ragazzo tedesco a settembre non ha diritto a essere ospitato in Germania. Ma, come è stato osservato nelle edizioni passate, i legami nati in quelle due settimane finiscono spesso per generare scambi successivi, organizzati privatamente dalle famiglie. È il dettaglio che dice di più su cosa resta di questa esperienza: non un attestato, ma un indirizzo a cui scrivere.
Nell’edizione dell’anno scorso il progetto aveva ottenuto anche un riconoscimento nazionale: partecipando al bando 2025 per i contributi ai progetti di scambi giovanili del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si era classificato terzo in Italia, ottenendo un cofinanziamento ministeriale.
Le famiglie hanno già scelto
Le candidature per l’edizione 2026 si sono chiuse il 23 giugno scorso: le famiglie interessate avevano consegnato la modulistica alla segreteria dell’istituto frequentato dai figli, che ha poi inoltrato tutto al Servizio istruzione. Le risposte alle famiglie erano attese entro la metà di luglio. Chi non è rientrato quest’anno può tenere d’occhio il portale Vivoscuola, dove la scheda del programma viene aggiornata a ogni edizione.
Sul senso dell’iniziativa era intervenuta a giugno l’assessore provinciale all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità Francesca Gerosa, secondo cui accogliere un coetaneo significa “aprire le porte di casa all’Europa”, con uno scambio che va oltre le ore di lezione in aula.
Il resto lo faranno i ragazzi, come sempre. Le lezioni in Trentino ricominciano il 10 settembre: per una trentina di studenti delle superiori, quest’anno, il primo giorno di scuola sarà anche il giorno in cui si presenta in classe qualcuno che è arrivato da un altro Paese e che, per due settimane, dorme nella stanza accanto alla loro.