Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per il triennio 2022-2024, specificamente dedicato al personale dirigente dell'Area Istruzione e Ricerca, ha compiuto un passo decisivo verso la sua definizione. Nella giornata di ieri, giovedì 23 luglio 2026, il Consiglio dei Ministri ha deliberato l'autorizzazione al parere favorevole sull'ipotesi di contratto, aprendo la strada alla firma definitiva.

Questo passaggio in Consiglio dei Ministri, come sottolineato da diverse sigle sindacali, rappresenta l'ultimo scoglio burocratico per la conclusione dell'iter di approvazione di questa sezione contrattuale. L'ipotesi di contratto per i dirigenti scolastici, i dirigenti universitari, degli enti pubblici di ricerca e dell'AFAM, era stata sottoscritta l'11 maggio 2026.

Cosa cambia per i dirigenti scolastici

L'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri è un passaggio chiave che precede la firma definitiva e l'entrata in vigore delle nuove disposizioni. Il CCNL 2022-2024 per i dirigenti scolastici interessa una platea di oltre 8.000 figure professionali, chiamate a gestire responsabilità organizzative, amministrative e didattiche sempre più complesse.

Il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha accolto con soddisfazione il via libera del CdM, evidenziando come l'accelerazione delle procedure miri a rendere disponibili rapidamente i benefici previsti dal rinnovo contrattuale. L'obiettivo è sostenere il recupero del potere d'acquisto e riconoscere il ruolo strategico svolto dai dirigenti scolastici nel sistema educativo.

Il contesto e le prossime tappe

È importante specificare che questo sviluppo riguarda la parte del CCNL 2022-2024 relativa ai dirigenti. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il Comparto Istruzione e Ricerca (che include docenti e personale ATA), per il medesimo triennio 2022-2024, è stato infatti sottoscritto in via definitiva già a dicembre 2025. La conclusione dell'iter per i dirigenti, seppur in ritardo rispetto al triennio di riferimento, era attesa da tempo.

Con il via libera del Consiglio dei Ministri, si attende ora la firma definitiva del testo contrattuale. Questo passaggio renderà effettive le nuove tabelle retributive e le disposizioni normative previste dal contratto, che interviene su aspetti cruciali come le relazioni sindacali e la parte economica della retribuzione stipendiale.

Le richieste dei sindacati e il futuro della contrattazione

Le organizzazioni sindacali, pur esprimendo soddisfazione per la conclusione dell'iter, hanno già posto l'accento sulla necessità di avviare immediatamente la trattativa per il rinnovo del CCNL 2025-2027. Tra le priorità indicate dalla FLC CGIL, vi sono l'equiparazione retributiva con la dirigenza pubblica, la piena tutela della mobilità interregionale per i dirigenti scolastici, e una maggiore uniformità e trasparenza nell'applicazione del lavoro agile.

Anche l'ANP (Associazione Nazionale Dirigenti e Alte Professionalità della Scuola) ha accolto positivamente il via libera, ma ha ribadito l'urgenza di superare la disparità di trattamento economico tra i dirigenti scolastici e gli altri dirigenti pubblici. Il Presidente nazionale ANP, Antonello Giannelli, ha chiesto al Governo un impegno definitivo su questo punto, sottolineando l'importanza di riconoscere pienamente, anche economicamente, la dignità del ruolo dei dirigenti scolastici.

Il Ministro Valditara ha già annunciato che le procedure per avviare il rinnovo relativo al triennio 2025-2027 sono in corso, dimostrando l'intenzione di proseguire nella valorizzazione del personale della scuola.

Foto di copertina: European Union — Attribution, via Wikimedia Commons