AMP
Scuola

Milazzo, maestra premiata per una lezione sulla cura in classe

22 luglio 2026 di Francesco Perrone

Non serve una cattedra universitaria o un trattato di pedagogia per insegnare che cosa significhi, davvero, prendersi cura degli altri. A volte basta una classe prima della scuola primaria, un compagno che ha bisogno di attenzioni particolari e un’insegnante che decide di trasformare la quotidianità scolastica in un’occasione di crescita collettiva.

È quanto accaduto all’Istituto comprensivo Terzo di Milazzo, in provincia di Messina, dove la maestra Angela Luisa Quattrone è stata insignita del prestigioso Premio MED “Cesare Scurati” per l'educazione ai media. Un riconoscimento che premia un percorso didattico intenso e delicato, intitolato “Il mio nome è Igor”.

Trasformare l'empatia in un percorso didattico

Tutto è partito dai banchi di scuola, di fronte a un'esigenza concreta. Nella classe prima seguita dalla docente c’era un bambino, Igor appunto, che affrontava specifiche necessità legate alla salute. Invece di derubricare la situazione a questione clinica o di isolare il problema, la maestra Angela Luisa ha scelto la strada dell'ascolto e della condivisione.

Il progetto ha guidato i piccoli alunni a riconoscere e comprendere i bisogni di salute del compagno. Non una semplice lezione teorica sulla diversità, ma un esercizio costante e quotidiano di cura reciproca. I bambini hanno imparato a fare attenzione ai piccoli segnali, a capire quando il compagno aveva bisogno di una pausa, a stargli accanto senza pietismo ma con la naturalezza e la spontaneità tipiche dell'infanzia.

Il legame con l'educazione ai media

Ciò che ha convinto la giuria del Premio MED — associazione italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione — è stata la capacità di intrecciare questa dimensione profondamente umana con i linguaggi della comunicazione e dei media. La narrazione del percorso ha permesso di riflettere su come raccontiamo gli altri, su come le immagini e le parole possano costruire ponti anziché barriere.

I bambini, attraverso strumenti multimediali a misura d'età, sono diventati autori di un racconto collettivo fatto di sguardi, gesti e attenzioni. La tecnologia e i media non sono stati usati come passatempo digitale, ma come uno specchio per riflettere sull'importanza della comunità e dell'inclusione.

Il riconoscimento assegnato a Milazzo ricorda che la scuola migliore è quella che sa guardare negli occhi ogni singolo studente, trasformando le fragilità in una risorsa preziosa per la classe intera. Senza retorica, ma con la pazienza artigianale di chi ogni mattina entra in aula per costruire il futuro.

Tags: cronaca docenti inclusione
Condividi:

Segui News Istruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa