La validità di un accordo di contrattazione d’istituto si fonda sul principio democratico della maggioranza. A ribadirlo con chiarezza è la FLC CGIL, intervenendo su una controversia territoriale emersa nel Materano in merito alle corrette relazioni sindacali tra la dirigenza scolastica e i rappresentanti dei lavoratori.
Il nodo centrale della questione riguarda le prerogative sindacali all'interno delle istituzioni scolastiche e, in particolare, le modalità di sottoscrizione dei contratti integrativi d'istituto. Troppo spesso, infatti, si creano frizioni o interpretazioni difformi sulla necessità dell'unanimità rispetto al voto ponderato o alla maggioranza dei componenti della Rappresentanza Sindacale Unitaria.
Il principio della maggioranza nella RSU
Il quadro normativo e contrattuale che regola il lavoro pubblico privatizzato, e di conseguenza il comparto scuola, non lascia spazio a dubbi interpretativi. Per la validità e l'efficacia di un accordo sindacale a livello di singola istituzione scolastica, non è richiesta l'approvazione unanime di tutti i delegati presenti al tavolo negoziale, bensì la sottoscrizione da parte della maggioranza dei componenti della RSU eletta nella scuola. A tal proposito, i riferimenti normativi precisi di riferimento si rintracciano negli articoli del CCNL Istruzione e Ricerca vigenti che disciplinano la contrattazione integrativa e le relazioni sindacali, definendo chiaramente le competenze spettanti alla RSU disgiuntamente o congiuntamente rispetto alle rappresentanze sindacali territoriali firmatarie del contratto nazionale.
Questo significa che, una volta raggiunto il quorum deliberativo previsto dalle norme di riferimento e dai CCNL di comparto, l'accordo sottoscritto dalla maggioranza dei rappresentanti dei lavoratori ha piena vigenza giuridica ed è vincolante per l'intera parte sindacale, anche qualora una minoranza dei componenti decidesse di non firmare l'intesa.
Il ruolo delle relazioni sindacali a scuola
L'intervento del sindacato rimarca l'importanza fondamentale di un clima di correttezza e trasparenza all'interno delle scuole. La contrattazione d'istituto rappresenta il momento più alto della democrazia partecipata sul luogo di lavoro: serve a definire l'impiego delle risorse finanziarie accessibili, l'organizzazione del lavoro del personale docente e ATA, nonché i criteri per l'attribuzione di compensi e incarichi specifici.
Forzare le procedure, disconoscere il peso specifico della maggioranza RSU o tentare di aggirare le prerogative sindacali riconosciute dalle norme vigenti non fa che compromettere il clima lavorativo e istituzionale, esponendo peraltro gli atti amministrativi a potenziali vizi di legittimità.
Cosa fare in caso di contenzioso
Per i rappresentanti sindacali e per i lavoratori che dovessero riscontrare criticità analoghe nella gestione dei tavoli di negoziazione, la linea indicata dalle organizzazioni di categoria è quella della tutela rigorosa delle regole contrattuali.
- Verificare sempre la conformità dei testi sottoscritti rispetto ai verbali di riunione e alle delibere assunte a maggioranza.
- Richiedere formalmente il rispetto delle prerogative stabilite dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro.
- Coinvolgere le strutture territoriali di categoria per attivare gli strumenti di assistenza e eventuale raffreddamento del contenzioso nei confronti dell'amministrazione scolastica.
Il rispetto delle regole democratiche nei luoghi di lavoro scolastici resta la precondizione essenziale per garantire la tutele dei diritti di tutto il personale.