Resta sostanzialmente stabile la dotazione finanziaria destinata agli istituti scolastici situati nei territori colpiti dai terremoti degli scorsi anni. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha illustrato nei giorni scorsi ai sindacati l'informativa tecnica concernente la ripartizione delle risorse per l'avvio del prossimo anno scolastico, confermando l'impianto già adottato nel corso dell'esercizio precedente.
L'incontro, convocato per fare il punto sulle misure a sostegno delle comunità scolastiche colpite dagli eventi sismici, ha interessato le cinque regioni storicamente coinvolte: Abruzzo, Campania, Lazio, Marche e Umbria. Per queste aree, caratterizzate da persistenti criticità infrastrutturali e sociali, l'esecutivo ha scelto di mantenere inalterato il perimetro dei finanziamenti dedicati.
Il quadro delle risorse e la distribuzione territoriale
L'informativa tecnica presentata dall'amministrazione centrale individua i criteri di allocazione dei fondi finalizzati a garantire la continuità didattica, il supporto al personale e il funzionamento degli edifici scolastici in sofferenza. Come evidenziato dai resoconti diffusi dalle organizzazioni sindacali di categoria, tra cui la FLC CGIL, i fondi assegnati ricalcano fedelmente le cifre e le modalità dello scorso anno scolastico.
La misura si inserisce nel più ampio pacchetto di interventi normativi speciali previsti per le zone del cratere, dove la ricostruzione degli edifici scolastici procede a ritmi differenti a seconda delle regioni e delle singole ordinanze commissariali. La conferma delle risorse correnti mira a evitare vuoti di copertura nella gestione ordinaria e nei servizi di supporto didattico e amministrativo.
Le richieste del sindacato sulla stabilità degli organici
Se sul versante economico la dotazione finanziaria risulta confermata, dal fronte sindacale non mancano le richieste di ulteriore attenzione verso il personale e gli studenti. Nel corso del confronto con i rappresentanti del Ministero, le sigle di categoria hanno posto l'accento sulla necessità di blindare non solo i finanziamenti strutturali ma anche le dotazioni organiche di docenti e personale ATA.
Nelle aree interne e montane colpite dai sismi, infatti, il calo demografico e il progressivo spopolamento rischiano di innescare tagli lineari alle classi se applicati i rigidi parametri numerici nazionali. Per questo motivo, i sindacati continuano a sollecitare deroghe specifiche sui contingenti di personale, affinché la ripartizione delle risorse economiche vada di pari passo con la salvaguardia dei posti di lavoro e dei presidi educativi territoriali.
Nei prossimi giorni l'amministrazione ministeriale procederà con l'invio delle note operative definitive agli Uffici Scolastici Regionali interessati, che a loro volta provvederanno a ripartire i fondi tra i singoli ambiti territoriali e le istituzioni scolastiche autonome coinvolte.