AMP
Scuola

Buoni pasto per docenti e ATA: la proposta per chi lavora oltre le 6 ore

21 luglio 2026 di Francesco Perrone

Il personale scolastico, tra docenti e collaboratori ATA, si trova sempre più spesso a fronteggiare orari di servizio prolungati che superano la classica soglia antimeridiana. Per rispondere a questa realtà, il Coordinamento Nazionale Docenti per i Diritti Umani (CNDDU) ha avanzato una proposta concreta: l'introduzione dei buoni pasto per tutto il personale che, per ragioni di servizio, si trova a lavorare oltre le sei ore giornaliere.

La richiesta mira a colmare un vuoto normativo che penalizza chi, tra consigli di classe, scrutini, progetti extracurricolari o supplenze, trascorre intere giornate all'interno degli istituti, spesso senza poter usufruire di una pausa pranzo adeguata o di un servizio mensa interno.

La proposta: un fondo da 230 milioni di euro

La proposta del CNDDU prevede lo stanziamento di un fondo specifico, stimato in circa 230 milioni di euro, da inserire nella prossima legge di bilancio. L'obiettivo è quello di garantire un ticket restaurant o un contributo equivalente a tutto il personale della scuola, docente e ATA, che superi il limite delle sei ore lavorative continuative.

Secondo il Coordinamento, il riconoscimento di tale beneficio non rappresenterebbe solo un sostegno economico, ma un atto di riconoscimento verso una categoria che vede le proprie mansioni espandersi ben oltre le ore di lezione frontale. Il carico di lavoro burocratico e le attività di supporto alla didattica, infatti, hanno trasformato radicalmente il profilo orario dei lavoratori della scuola negli ultimi anni.

Una questione di benessere lavorativo

Il dibattito sollevato dal CNDDU tocca un tema sensibile: il benessere del personale scolastico. A differenza di molti altri comparti del pubblico impiego, dove il buono pasto è una realtà consolidata, la scuola è rimasta esclusa da questa forma di welfare aziendale.

Le criticità sollevate riguardano in particolare:

Le prospettive future

La proposta, pur essendo stata accolta con interesse da diverse sigle sindacali, resta al momento una istanza che dovrà trovare spazio nei tavoli di confronto tra le organizzazioni sindacali e il Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Allo stato attuale, non esistono decreti o norme vigenti che prevedano l'erogazione di buoni pasto per il personale scolastico. Si tratta, dunque, di una battaglia politica e sindacale che si giocherà nei prossimi mesi, in vista delle nuove sessioni di bilancio. La strada appare ancora lunga, ma il tema del benessere lavorativo in ambito scolastico sta guadagnando una rilevanza sempre maggiore nel dibattito pubblico, spingendo le istituzioni a riflettere su una revisione dei benefit legati al servizio prestato.

Gli interessati, pertanto, dovranno monitorare gli sviluppi delle trattative sindacali, in attesa di capire se la proposta del CNDDU riuscirà a trasformarsi in un emendamento concreto o in un provvedimento normativo nel corso del prossimo anno scolastico.

Tags: sindacati Ata docenti
Condividi:

Segui News Istruzione su Google News

Resta aggiornato sulle ultime notizie dal mondo della scuola

Segui

Visualizza versione completa