Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha formalizzato, con il recente decreto direttoriale dell'8 luglio 2026, il riparto delle risorse destinate al Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa (MOF) per il settore dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM). Il provvedimento, che giunge in piena stagione estiva, definisce i criteri e le quote spettanti alle singole istituzioni per il potenziamento delle attività didattiche e di ricerca.
Va precisato fin da subito che il D.D. n. 6758 dell'8 luglio 2026 non riguarda la quota principale del MOF 2026, già ripartita con il D.D. n. 2091 del 26 marzo 2026, bensì specificamente le economie dell'esercizio finanziario 2025, ossia le somme non utilizzate e resesi disponibili al termine del precedente esercizio. La distinzione è essenziale per una corretta lettura della dotazione finanziaria complessiva a disposizione delle istituzioni, che risulta dalla somma delle due assegnazioni e non dal solo importo indicato nell'ultimo decreto.
Cosa prevede il riparto delle risorse
L'atto ministeriale mira a sostenere le istituzioni AFAM — che comprendono Accademie di Belle Arti, Conservatori di Musica e le altre istituzioni autorizzate — attraverso l'assegnazione di fondi finalizzati a qualificare l'offerta formativa. L'obiettivo principale è garantire la continuità e l'implementazione dei progetti didattici, favorendo l'innovazione dei percorsi di studio e il supporto alle attività laboratoriali, pilastri fondamentali del settore.
Le risorse, che si riferiscono alle economie e alla programmazione finanziaria per l'esercizio corrente, sono state distribuite seguendo parametri oggettivi che tengono conto della dimensione delle istituzioni, del numero di studenti iscritti e della specificità dei corsi di studio attivati. Tale meccanismo di riparto intende assicurare una distribuzione equa, capace di rispondere alle differenti esigenze territoriali e didattiche che caratterizzano il panorama dell'alta formazione italiana.
Le implicazioni per le istituzioni
Per le istituzioni beneficiarie, il decreto rappresenta il punto di avvio per la pianificazione delle attività del prossimo anno accademico. Le risorse assegnate dovranno essere utilizzate nel rispetto delle finalità istituzionali previste dalla normativa vigente, con un focus particolare sul miglioramento della qualità dell'insegnamento e sulla valorizzazione delle competenze artistiche e professionali degli studenti.
È importante sottolineare che le istituzioni sono ora chiamate a integrare tali fondi nella propria programmazione finanziaria, assicurando la corretta rendicontazione delle spese sostenute. Le indicazioni operative specifiche per la gestione contabile dei fondi sono consultabili direttamente sul portale istituzionale del Ministero dell'Università e della Ricerca, che rimane il punto di riferimento primario per ogni aggiornamento tecnico relativo all'erogazione delle somme.
Prospettive per l'autunno
Con la pubblicazione di questo provvedimento, si chiude una fase fondamentale dell'iter amministrativo ministeriale. Il prossimo passo, per le istituzioni AFAM, sarà la definizione dei programmi didattici annuali che beneficeranno del contributo finanziario. Il settore, in costante evoluzione, continua a puntare sull'eccellenza e sull'internazionalizzazione, elementi che il Fondo per il Miglioramento dell'Offerta Formativa mira a consolidare ulteriormente.
Si consiglia al personale amministrativo e ai direttori delle istituzioni di verificare la propria specifica dotazione finanziaria attraverso i canali ufficiali dell'amministrazione centrale — tenendo conto sia del riparto ordinario di marzo sia della successiva assegnazione delle economie — assicurandosi di rispettare le tempistiche e le modalità di rendicontazione previste per l'esercizio 2026.




