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Scuola

Precari scuola: il Tribunale di Bari riconosce il risarcimento

16 luglio 2026 di Francesco Perrone

Una recente pronuncia del Tribunale di Bari, la sentenza numero 3167 del 10 luglio 2026, accende nuovamente i riflettori sulla questione della reiterazione dei contratti a tempo determinato nel mondo della scuola. Il giudice della Sezione Lavoro ha accolto il ricorso presentato da una docente, condannando il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) al risarcimento del danno per l'abuso dei contratti a termine su posti di organico di fatto.

Il cuore della sentenza

La decisione del Tribunale barese si inserisce nel solco dell'orientamento giurisprudenziale più recente, che mira a contrastare il ricorso sistematico alla supplenza per coprire posti che, pur formalmente definiti "di fatto", rispondono in realtà a esigenze didattiche strutturali e permanenti. Secondo quanto stabilito dal giudice, la reiterazione prolungata dei contratti su queste tipologie di posti non trova una giustificazione oggettiva, configurando un abuso ai danni del lavoratore.

Oltre al risarcimento per l'abuso contrattuale, la sentenza riconosce alla docente ricorrente anche il diritto a percepire la Carta del docente per le annualità in cui ne era stata esclusa. Si tratta di un punto particolarmente significativo, che conferma come il diritto all'aggiornamento professionale non possa essere negato al personale precario che svolge servizio annuale o fino al termine delle attività didattiche.

Cosa significa per i docenti precari

È importante sottolineare che ogni contenzioso in ambito scolastico presenta caratteristiche peculiari legate alla specifica carriera del docente e alla tipologia di contratti sottoscritti nel corso degli anni. La sentenza del 10 luglio rappresenta un precedente importante, ma non costituisce una norma automatica applicabile indistintamente a ogni lavoratore senza una valutazione legale del caso specifico.

I docenti che si trovano in una situazione di reiterazione pluriennale di contratti a tempo determinato, specialmente su posti vacanti e disponibili o comunque configurabili come stabili, possono rivolgersi alle organizzazioni sindacali o a legali specializzati per valutare la possibilità di agire in giudizio. La giurisprudenza, sia a livello nazionale che europeo, ha infatti posto vincoli sempre più stringenti sulla gestione del precariato scolastico.

La posizione del Ministero e le prospettive

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha sempre sostenuto la legittimità delle procedure di reclutamento basate sul sistema delle graduatorie e sulle supplenze annuali, necessarie a garantire la continuità didattica in attesa delle immissioni in ruolo. Tuttavia, le sentenze dei tribunali del lavoro stanno costantemente ridisegnando i confini di questa discrezionalità amministrativa.

Per rimanere aggiornati sugli sviluppi normativi e sulle circolari applicative, si consiglia di consultare regolarmente il portale istituzionale del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Per quanto riguarda le questioni legate ai diritti contrattuali e alla tutela legale, le sedi locali dei sindacati di categoria (come FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, Snals o Gilda) offrono consulenza specifica per orientarsi tra i diversi ricorsi possibili.

È bene ricordare che per intraprendere un'azione legale è necessario raccogliere tutta la documentazione relativa al proprio servizio prestato, inclusi i contratti firmati e le dichiarazioni di servizio, documenti fondamentali per ricostruire correttamente la propria carriera davanti a un giudice.

Tags: precariato supplenze normativa
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