Il Consiglio superiore della pubblica istruzione (CSPI) ha espresso parere favorevole, nella seduta del 14 luglio 2026, sullo schema di regolamento che introduce le nuove Indicazioni nazionali per i licei. Il provvedimento, che punta a sostituire il quadro normativo introdotto nel 2010, ha ottenuto 22 voti favorevoli e 12 contrari, segnando un passaggio cruciale verso la revisione degli obiettivi specifici di apprendimento per i percorsi liceali italiani.
Il testo, che dovrà ora proseguire il suo iter burocratico prima dell'eventuale adozione definitiva, si pone l'obiettivo di modernizzare i percorsi di studio, allineando le competenze richieste agli studenti alle sfide del panorama culturale e tecnologico contemporaneo. Nonostante il parere favorevole dell'organo consultivo, il dibattito resta acceso, in particolare tra le organizzazioni sindacali.
Le critiche del sindacato
La FLC CGIL, che ha espresso voto contrario al documento, ha motivato la propria posizione sollevando forti perplessità sia sul metodo che sul merito della riforma. In una nota ufficiale pubblicata dopo la votazione, il sindacato ha parlato di un "arretramento culturale e pedagogico", contestando in particolare la mancanza di un confronto reale e approfondito con il mondo della scuola.
Un punto centrale della contestazione riguarda la tempistica ristretta concessa al CSPI per l'esame del testo: secondo le dichiarazioni ufficiali delle organizzazioni sindacali, i tempi a disposizione per l'analisi di un documento di tale ampiezza sarebbero stati troppo compressi, impedendo un approfondimento adeguato e una discussione realmente partecipata all'interno dell'organo consultivo. Proprio la ristrettezza dei tempi, sostiene la FLC CGIL, avrebbe condizionato la qualità del confronto e ridotto il parere a un passaggio più formale che sostanziale.
Secondo la sigla sindacale, le nuove linee guida rischiano di non valorizzare adeguatamente l'autonomia didattica e di proporre una visione dell'istruzione liceale che non tiene conto delle trasformazioni sociali ed educative avvenute negli ultimi sedici anni. La critica si concentra anche sulla modalità con cui si è giunti alla stesura del testo, definita dai rappresentanti sindacali troppo verticistica e poco incline ad accogliere le istanze provenienti direttamente dagli istituti.
Cosa cambia per le scuole
È importante sottolineare che, ad oggi, il percorso normativo non si è ancora concluso. Il parere del CSPI rappresenta un passaggio fondamentale, ma non definitivo: il Ministero dell'Istruzione e del Merito dovrà ora valutare le osservazioni contenute nel parere prima di procedere con l'emanazione del decreto.
Qualora il regolamento venisse confermato, l'applicazione delle nuove Indicazioni avverrà in modo graduale. È previsto che il nuovo impianto didattico parta dalle classi prime, garantendo così una transizione progressiva che non stravolga improvvisamente i percorsi già avviati dagli studenti degli anni successivi.
Le scuole, in attesa delle circolari ministeriali attuative, dovranno monitorare l'evoluzione dell'iter normativo attraverso il portale istituzionale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, unico canale ufficiale per la pubblicazione di decreti e note operative. Per i docenti e i dirigenti scolastici, il prossimo passo sarà l'analisi dei nuovi profili di apprendimento, una volta che il testo sarà ufficialmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
I prossimi passi
Il sistema scolastico si trova dunque di fronte a un cambiamento atteso da tempo, ma non privo di polemiche. La discussione si sposterà ora sulla definizione dei piani di studio e sulla formazione del personale, necessaria per accompagnare l'eventuale implementazione delle nuove Indicazioni.
Le segreterie scolastiche e i collegi dei docenti sono chiamati a restare in attesa di ulteriori disposizioni ufficiali. Sarà compito del Ministero, nei prossimi mesi, chiarire le tempistiche effettive di entrata in vigore e fornire le linee guida necessarie per l'aggiornamento dei Piani Triennali dell'Offerta Formativa (PTOF) in linea con le nuove disposizioni nazionali.