Il percorso di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia torna al centro del dibattito giudiziario. Nell'ambito del contenzioso già pendente sulla prima edizione del cosiddetto "semestre filtro", il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha chiesto chiarimenti al Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) e al Cineca sulle modalità di gestione della procedura. Si tratta però di un passaggio interno a un processo già in corso, che non mette in discussione il bando appena pubblicato per l'anno accademico 2026/2027, il Decreto Ministeriale n. 941 del 10 luglio 2026.
La richiesta arriva a seguito di una serie di ricorsi presentati da diversi gruppi di studenti, che hanno sollevato dubbi sulla trasparenza e sulla linearità dei criteri selettivi adottati per la selezione in ingresso. Il nodo centrale della controversia riguarda la gestione tecnica delle prove e la configurazione dei criteri di sbarramento, elementi che, secondo i ricorrenti, necessiterebbero di una maggiore uniformità a livello nazionale. Va ricordato che, sul piano della legittimità complessiva del modello, TAR e Consiglio di Stato si sono già espressi in senso favorevole al Ministero.
Cosa ha chiesto il TAR
Le ordinanze del TAR mirano a ottenere risposte puntuali su come il Ministero intenda garantire l'equità delle procedure. In particolare, il tribunale ha richiesto documentazione dettagliata in merito a:
- Le modalità tecniche di elaborazione e correzione dei test gestiti tramite la piattaforma Cineca.
- La conformità dei criteri del semestre filtro rispetto alle norme vigenti sull'accesso programmato.
- La trasparenza nell'assegnazione dei posti disponibili per gli studenti che superano la fase di sbarramento.
Il Ministero dell'Università e della Ricerca è stato invitato a produrre una relazione tecnica che chiarisca i passaggi procedurali, con l'obiettivo di evitare incertezze che potrebbero ripercuotersi sull'avvio delle lezioni del prossimo autunno. Per le famiglie e gli studenti, questo passaggio rappresenta un momento di attesa: la richiesta di chiarimenti non blocca le procedure di iscrizione, che proseguono regolarmente secondo il calendario fissato dal bando, ma impone un monitoraggio costante delle comunicazioni che arriveranno dai canali ufficiali del Ministero dell’Università e della Ricerca nelle prossime settimane.
Il bando 2026/2027 e le scadenze da rispettare
Il quadro operativo per il prossimo anno accademico è definito dal DM 941 del 10 luglio 2026, che riunisce in un unico provvedimento la disciplina del semestre filtro per Medicina e Chirurgia (LM-41), Odontoiatria e Protesi Dentaria (LM-46) e Medicina Veterinaria (LM-42), sostituendo i decreti emanati nella prima edizione. Le domande di iscrizione si presentano esclusivamente online sul portale Universitaly a partire dal 13 luglio e fino alle ore 18:00 del 3 agosto 2026; l'accesso avviene tramite SPID o CIE per gli studenti italiani e con le credenziali rilasciate dal portale per gli studenti stranieri.
La sola trasmissione della domanda non perfeziona l'iscrizione: è necessario versare il contributo forfettario di 250 euro entro il 6 agosto 2026 sul portale dell'ateneo scelto per la frequenza. In caso di mancato pagamento entro il termine, l'iscrizione non è valida. Durante la compilazione, inoltre, il candidato deve indicare l'ateneo di frequenza, almeno 10 sedi per il corso principale e il corso affine di riserva con almeno 5 sedi collegate. Le comunicazioni pubblicate nell'area riservata di Universitaly hanno valore ufficiale di notifica, per cui è onere dello studente consultarla con regolarità.
Un passaggio da non trascurare durante la compilazione della domanda riguarda la dichiarazione dei valori ISEE e ISPE, richiesta ai fini dell'accesso a eventuali agevolazioni, riduzioni o esoneri legati alla condizione economica del nucleo familiare: chi intende avvalersene deve indicare i dati già in fase di iscrizione, poiché integrazioni successive potrebbero non essere ammesse. Nella medesima fase è previsto che il candidato autorizzi l'accesso alla banca dati INPS per la verifica dei requisiti economici dichiarati: si tratta di una procedura integrata direttamente nel portale di iscrizione, senza necessità di trasmettere documentazione cartacea, ma la mancata autorizzazione impedisce di fatto il riconoscimento dei benefici. È quindi opportuno che gli studenti verifichino per tempo di disporre di un'attestazione ISEE valida e aggiornata, evitando di ridursi a ridosso della scadenza del 3 agosto.
Orientarsi tra i percorsi universitari
In un contesto normativo e procedurale spesso complesso, molti studenti valutano alternative per il proprio percorso formativo. Per chi cerca un supporto professionale nella scelta del piano di studi, è possibile rivolgersi a servizi di consulenza specializzati che aiutano a navigare tra le offerte accademiche. A titolo di esempio, corsi di laurea online riconosciuti rappresentano una possibilità valutata da chi desidera coniugare flessibilità e riconoscimento accademico. Si tratta di un servizio a pagamento che offre assistenza tramite consulenti dedicati, utile per chi deve definire un piano di studi in un momento di incertezza normativa.
Prossimi passi
Cosa devono fare gli studenti in questa fase? L'azione prioritaria è completare l'iscrizione su Universitaly entro il 3 agosto — comprensiva, ove rilevante, della dichiarazione ISEE/ISPE e dell'autorizzazione alla verifica INPS — e il versamento del contributo entro il 6 agosto, rispettando i termini del DM 941/2026. Resta poi fondamentale mantenere un contatto costante con la segreteria dell'ateneo di riferimento e consultare regolarmente il portale ufficiale del MUR. Eventuali sviluppi del contenzioso o precisazioni sulle modalità di selezione saranno comunicati tramite decreti direttoriali che verranno pubblicati nelle sezioni dedicate del sito ministeriale; con successivo provvedimento ministeriale, in particolare, è attesa la calendarizzazione formale delle prove d'esame.
La situazione rimane in divenire. L'attenzione resta alta su come il Ministero risponderà alle sollecitazioni del tribunale, specialmente per quanto riguarda la tutela del diritto allo studio e la garanzia di un concorso basato su criteri oggettivi e verificabili.