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Immissioni in ruolo 2026: come funziona la scelta della sede

14 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Le assunzioni a tempo indeterminato dei docenti per il 2026/27 sono ufficialmente partite: il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha avviato le operazioni e la sede di servizio si sceglie in due tempi: prima la provincia, poi la singola scuola. Tutto avviene online su Istanze Online (POLIS). Chi viene convocato può ora procedere alla scelta della provincia e della sede, attenendosi con rigore ai turni di convocazione pubblicati dai singoli Uffici scolastici regionali (USR).

Chi attende il ruolo dalle graduatorie ad esaurimento (GaE) o dalle graduatorie di merito dei concorsi non deve presentare una domanda spontanea: le convocazioni sono gestite dagli Uffici scolastici regionali (USR) con avvisi dedicati, ed è a quegli avvisi — con i relativi turni e finestre — che occorre attenersi.

Come si sceglie la sede: le due fasi

La procedura è articolata in due passaggi distinti e consecutivi.

Fase 1 – la provincia. Il docente convocato accede al sistema e ordina secondo le proprie preferenze le province della regione di riferimento. Ottenere una provincia in questa fase equivale, di fatto, alla certezza del ruolo: significa che in quell'area esiste un posto disponibile. Chi è inserito in più classi di concorso gestite nello stesso turno dovrà indicare l'ordine di preferenza anche tra le classi.

Fase 2 – la scuola. Assegnata la provincia, si sceglie la sede tra le scuole disponibili in quel territorio. Attenzione a un punto delicato: se le sedi indicate non risultano disponibili, il sistema procede all'assegnazione d'ufficio, partendo dal comune indicato nella domanda. Le finestre di scelta sono spesso molto brevi — talvolta di sole 24-48 ore — quindi conviene tenersi monitorati.

A che punto siamo

Con l'autorizzazione del contingente da parte del Ministero dell'Economia — cioè il numero massimo di assunzioni che lo Stato può coprire — e la successiva nota con le istruzioni operative, le nomine ordinarie hanno preso il via. Sono questi gli atti che sbloccano l'intera macchina delle immissioni, ora in corso.

I posti liberi dopo la mobilità erano già stimati come bacino teorico, distinto dalle assunzioni effettive: secondo la UIL Scuola RUA si parlava di quasi 48.000 cattedre vacanti, mentre le proiezioni della FLC CGIL indicavano una cifra intorno ai 46.800. Il numero reale delle immissioni è pari o inferiore a queste soglie, nei limiti del contingente autorizzato dal MEF. La ripartizione resta quella consueta: metà dei posti alle GaE e metà alle graduatorie concorsuali; dove le GaE sono esaurite, la quota confluisce nelle procedure dei concorsi.

Il calendario delle operazioni

Nell'informativa ai sindacati del 26 giugno scorso il Ministero aveva illustrato un cronoprogramma di massima, che ora si traduce in operazioni concrete. I turni e le finestre effettive li fissano gli avvisi dei singoli USR:

I turni concreti e le finestre di accettazione arrivano, provincia per provincia, con gli avvisi degli USR: è a quel calendario che occorre attenersi.

Cosa fare adesso

Ora che le operazioni sono avviate, ci sono alcune cose pratiche da tenere sotto controllo per non farsi trovare impreparati al proprio turno:

Un'ultima raccomandazione per chi partecipa a più canali — per esempio GaE e concorso, oppure graduatorie di regioni diverse: possono arrivare proposte di nomina in parallelo, da gestire con attenzione seguendo le indicazioni operative pubblicate dagli USR. La certezza, in ogni caso, arriva solo dai canali istituzionali: i comunicati sindacali sono utili per seguire l'informativa, ma i tempi ufficiali li fissano il Ministero e gli Uffici scolastici regionali.

Aggiornato il 14/07/2026 alle 06:00

Tags: docenti immissioni in ruolo istanze online
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