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Immissioni in ruolo 2026: al via la scelta della provincia

14 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

La macchina delle assunzioni a tempo indeterminato per il personale docente prosegue senza sosta. Dopo la conclusione della Fase 1 delle immissioni in ruolo per l'anno scolastico 2026/2027 — la procedura telematica che ha permesso ai candidati inseriti nelle graduatorie utili di esprimere la propria preferenza per la provincia e la classe di concorso — gli Uffici Scolastici Territoriali hanno avviato le operazioni relative alla Fase 2, dedicata alla scelta della specifica sede scolastica.

Il cronoprogramma ministeriale, illustrato nei giorni scorsi ai sindacati di categoria, punta a chiudere l'intera fase ordinaria delle assunzioni entro il 30 luglio 2026, così da consentire la successiva assegnazione delle supplenze annuali e garantire la regolare presenza dei docenti in cattedra a partire dal prossimo 1° settembre.

Come ha funzionato la Fase 1: la scelta della provincia

La procedura di immissione in ruolo si articola, come di consueto, in due momenti distinti e successivi, entrambi da gestire esclusivamente online attraverso il portale del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Durante la Fase 1, ormai conclusa presso i singoli USR, i docenti convocati hanno indicato l'ordine di preferenza tra le province della regione in cui sono inclusi in graduatoria e, qualora presenti in più graduatorie, l'ordine di preferenza tra le diverse classi di concorso o tipologie di posto (posto comune o sostegno).

I canali di reclutamento interessati da questa prima fase sono:

La Fase 2: la scelta della sede scolastica

Conclusa l'assegnazione delle province, gli Uffici Scolastici Territoriali hanno avviato le operazioni della Fase 2, con cui i docenti già destinati a una determinata provincia devono ora esprimere la preferenza per la specifica istituzione scolastica in cui prenderanno servizio.

Anche in questo passaggio la procedura è interamente telematica: i candidati sono invitati a consultare con attenzione le comunicazioni ufficiali pubblicate dai rispettivi uffici e a completare la scelta della sede entro i termini perentori stabiliti per ciascun territorio. La mancata compilazione della domanda comporta l'assegnazione d'ufficio di una delle sedi ancora disponibili.

Chi deve presentare la domanda

La convocazione per la presentazione della domanda non equivale a una certezza matematica di assunzione. Gli Uffici Scolastici, infatti, convocano solitamente un numero di candidati superiore rispetto ai posti effettivamente disponibili, per far fronte a eventuali rinunce e garantire la copertura di tutte le cattedre autorizzate. Pertanto, tutti i docenti che rientrano nei range di posizione indicati nei singoli avvisi sono caldamente invitati a compilare l'istanza.

La domanda deve essere presentata esclusivamente tramite la piattaforma Istanze Online (POLIS), accedendo con le proprie credenziali SPID o CIE.

Cosa succede a chi non presenta la domanda?

La mancata presentazione della domanda entro i termini perentori stabiliti dai singoli uffici comporta conseguenze importanti da non sottovalutare:

Assegnazione d'ufficio: Il sistema informatico procede ad assegnare d'ufficio la destinazione al candidato rimasto inattivo. Questa assegnazione avviene solo dopo aver soddisfatto le preferenze espresse da tutti gli altri candidati che hanno presentato regolarmente la domanda, scorrendo le disponibilità residue secondo l'ordine previsto dalla procedura.

Inoltre, chi intende rinunciare alla proposta di immissione in ruolo può farlo direttamente all'interno della stessa procedura online, liberando immediatamente il posto a favore dei candidati che seguono in graduatoria.

Le due fasi dell'immissione in ruolo

Per fare chiarezza sul percorso che attende i futuri docenti di ruolo, ecco uno schema riassuntivo delle operazioni:

Fase Cosa si sceglie Cosa succede in caso di assenza di domanda
Fase 1 (Conclusa) Provincia e classe di concorso/tipo posto Assegnazione d'ufficio della provincia in coda agli altri candidati
Fase 2 (In corso) Sede scolastica all'interno della provincia assegnata Assegnazione d'ufficio di una scuola tra quelle rimaste disponibili

Cosa fare adesso: il ruolo degli uffici territoriali

Poiché non esiste una scadenza unica nazionale, le date di apertura e chiusura delle funzioni per la Fase 2 variano da territorio a territorio e vengono stabilite con appositi decreti dai singoli Uffici Scolastici. Spesso i turni di nomina restano aperti per pochissimi giorni (solitamente dalle 48 alle 72 ore).

Il consiglio pratico per tutti i docenti destinati a una provincia è di monitorare quotidianamente il sito internet dell'Ufficio Scolastico di proprio interesse e la sezione dedicata alle immissioni in ruolo sul sito del MIM per non rischiare di perdere i brevi termini di presentazione della domanda per la scelta della sede.

Aggiornato il 14/07/2026 alle 08:15

Tags: precariato docenti immissioni in ruolo
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