Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha definito il quadro dell'organico ATA per l'anno scolastico 2026/2027. In base allo schema di decreto ministeriale predisposto dagli uffici di Viale Trastevere, la dotazione organica nazionale è stata fissata in 194.303 posti. Si tratta di un numero che delinea la struttura del personale amministrativo, tecnico e ausiliario necessario per il regolare avvio delle attività didattiche a settembre.

Rispetto all'anno scolastico precedente, si registra una contrazione complessiva di 2.174 unità. Tale variazione, che ha già sollevato riflessioni critiche da parte delle organizzazioni sindacali, incide sulla distribuzione delle risorse umane all'interno degli istituti scolastici, in un contesto caratterizzato da costanti processi di razionalizzazione della rete scolastica.

Cosa prevede il decreto

La dotazione organica definita rappresenta l'organico di diritto, ovvero il numero di posti stabili su cui vengono effettuate le immissioni in ruolo e i trasferimenti. È importante sottolineare che questo numero non esaurisce le necessità effettive delle scuole: la differenza tra l'organico di diritto e le reali esigenze di funzionamento viene solitamente colmata attraverso l'organico di fatto, che permette di attivare ulteriori posti in corso d'anno, anche se con contratti a tempo determinato.

I posti sono suddivisi tra i diversi profili professionali (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici e direttori dei servizi generali e amministrativi), seguendo i criteri di calcolo basati sul numero di alunni, sul numero di plessi e sulla tipologia di offerta formativa di ogni singola istituzione scolastica.

La posizione dei sindacati

Le sigle sindacali hanno espresso preoccupazione per la riduzione numerica del contingente. Secondo le analisi diffuse, ad esempio, dalla FLC CGIL, il taglio dei posti in organico di diritto rischia di gravare ulteriormente sul personale in servizio, già chiamato a gestire carichi di lavoro crescenti a causa della digitalizzazione dei processi amministrativi e delle nuove responsabilità gestionali affidate agli istituti.

I sindacati chiedono che, in fase di ripartizione regionale e di successiva assegnazione delle supplenze, venga garantito il massimo numero di posti in organico di fatto per assicurare la vigilanza, la pulizia e il corretto funzionamento dei laboratori, specialmente nelle scuole del primo ciclo e negli istituti tecnici.

Cosa cambia per il personale

Per il personale ATA, il dato dell'organico di diritto è fondamentale perché determina:

  • Il numero di posti disponibili per le operazioni di mobilità (trasferimenti e passaggi di profilo).
  • Le disponibilità per le immissioni in ruolo.
  • La base di calcolo per le supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche.

È opportuno che i lavoratori verifichino con attenzione le pubblicazioni da parte degli Uffici Scolastici Regionali, chiamati a ripartire il contingente nazionale tra le diverse province sulla base dei criteri definiti dalla nota n. 17642 del 7 luglio 2026: dopo l'informativa ai sindacati di metà maggio, è infatti con questa nota che il Ministero ha fissato i parametri per la determinazione degli organici ATA, cui fanno seguito le operazioni di ripartizione territoriale e le relative funzioni SIDI. Le segreterie scolastiche e i lavoratori interessati potranno consultare le note esplicative sul portale ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito per monitorare eventuali aggiornamenti relativi alla gestione dei posti in organico di fatto, che rappresenteranno la vera variabile per il funzionamento concreto delle scuole a partire dal prossimo settembre.

Si consiglia di restare aggiornati tramite i canali istituzionali e di rivolgersi alle sedi territoriali dei sindacati per consulenze specifiche sulla propria posizione lavorativa e sulla disponibilità di posti nel proprio territorio di riferimento.