Se in famiglia l'ISEE è basso, iscriversi all'università il prossimo autunno può costare quasi nulla: chi ha un ISEE universitario entro i 22.000 euro non paga la tassa d'iscrizione grazie alla cosiddetta no tax area. La cosa da fare adesso, con le immatricolazioni all'anno accademico 2026/2027 alle porte, è una sola: procurarsi per tempo l'ISEE giusto, perché senza quel documento si rischia di pagare la retta piena anche avendone diritto all'azzeramento.
Che cos'è la no tax area e chi ci rientra
La no tax area è l'esonero totale dal contributo onnicomprensivo annuale, cioè dalla parte più pesante delle tasse universitarie. Vale per gli atenei statali e per gli istituti AFAM statali. La soglia minima garantita su tutto il territorio nazionale è fissata a 22.000 euro di ISEE universitario: sotto quella cifra, per legge, nessuno studente iscritto a un'università pubblica paga la tassa d'iscrizione. È un pavimento minimo, non un tetto: gli atenei possono alzare la soglia in autonomia, e molti lo fanno. Diversi grandi atenei portano il limite dell'esonero totale a 26.000 euro o più, avvicinandolo alla soglia oltre la quale scattano comunque le riduzioni.
Chi supera i 22.000 euro non salta di colpo alla retta intera: nella fascia immediatamente successiva è previsto un sistema di riduzioni progressive, che diminuiscono man mano che l'ISEE sale. Le percentuali esatte e il valore oltre cui si torna a pagare tutto cambiano da ateneo ad ateneo, perché ogni università fissa i propri scaglioni: è il regolamento tasse del singolo ateneo il documento da consultare prima di fare qualsiasi pagamento.
Attenzione: qualcosa si paga comunque
La no tax area copre la tassa d'iscrizione e i contributi, non tutto. Anche con l'esonero totale restano dovuti la tassa regionale per il diritto allo studio (in genere tra 120 e 190 euro a seconda della Regione) e l'imposta di bollo di 16 euro. In pratica, uno studente che rientra pienamente nella no tax area versa poco più di un centinaio di euro l'anno, contro le rette che negli atenei pubblici possono arrivare a migliaia di euro.
Come preparare l'ISEE per tempo
Il documento che serve non è l'ISEE ordinario ma l'ISEE per le prestazioni per il diritto allo studio universitario (ISEE Università). Si ottiene presentando la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) all'INPS, direttamente dal portale INPS oppure gratuitamente tramite un CAF. Attenzione a una regola che genera molti errori: l'ISEE del 2026 si calcola sui redditi e patrimoni del 2024, non su quelli dell'anno in corso.
Dalla consegna della DSU al rilascio dell'attestazione possono passare diversi giorni: per questo conviene muoversi con anticipo e non ridursi a ridosso della scadenza d'immatricolazione. Un secondo passaggio spesso dimenticato: nell'area riservata del portale studenti bisogna autorizzare l'ateneo ad acquisire l'ISEE dalla banca dati INPS. Senza quella spunta l'università non "vede" il documento e applica la retta massima. Le scadenze per il caricamento variano da ateneo ad ateneo e si collocano di solito intorno all'immatricolazione o entro l'autunno: vanno verificate sul sito della propria università.
Le borse di studio regionali: scadenze tra agosto e settembre
Chi ha un ISEE basso non dovrebbe fermarsi all'esonero dalle tasse. Gli enti regionali per il diritto allo studio — come DiSCo (Lazio), ER.GO (Emilia-Romagna), EDISU (Piemonte), ADISU e gli altri enti territoriali — mettono a bando ogni anno borse di studio, posti alloggio e mense agevolate. I bandi 2026/2027 sono in buona parte già stati pubblicati e le domande si presentano online sul portale del proprio ente, con scadenze concentrate tra agosto e settembre. È un termine da segnare subito, perché non coincide con quello dell'immatricolazione ed è facile lasciarlo scadere.
Un dettaglio utile: anche chi risulta idoneo ma non beneficiario della borsa (cioè ha i requisiti ma le risorse si esauriscono prima) conserva comunque il diritto all'esonero, totale o parziale, dalle tasse, oltre alle tariffe ridotte in mensa. Vale quindi la pena presentare domanda anche quando non si è certi di rientrare tra gli assegnatari.
Cosa fare adesso
In sintesi, tre mosse per non pagare più del dovuto:
- Richiedi subito l'ISEE Università all'INPS o al CAF: i tempi di rilascio non sono immediati.
- Controlla il regolamento tasse del tuo ateneo: la soglia di esonero potrebbe essere più alta dei 22.000 euro minimi, e cambia la fascia in cui rientri.
- Verifica il bando del tuo ente regionale per la borsa di studio: le scadenze cadono tra agosto e settembre e sono separate da quelle dell'iscrizione.
Prepararsi con qualche settimana di anticipo, in questo caso, si traduce direttamente in soldi risparmiati.