Se hai appena preso il diploma e vuoi iscriverti all'università, la cosa da fare è una sola: procurati subito un'identità digitale (SPID o CIE) e l'ISEE per prestazioni universitarie, poi controlla le scadenze del corso che ti interessa. Per l'anno accademico 2026/2027 molti atenei hanno già aperto le immatricolazioni ai corsi ad accesso libero, e in genere c'è tempo fino a novembre; per i corsi a numero programmato, invece, contano le date dei singoli bandi, che vanno verificate una per una.
Come ci si iscrive
L'iscrizione oggi è quasi ovunque completamente online, dal portale della segreteria studentesca del tuo ateneo. Per accedere ti servono SPID, CIE (la carta d'identità elettronica) oppure la CNS. Il primo passo è registrarti sul portale dell'università scelta; poi compili la domanda di immatricolazione, carichi i documenti richiesti e paghi la prima rata tramite PagoPA.
La grande distinzione da tenere a mente è tra due tipi di corso:
- Corsi ad accesso libero: ci si immatricola direttamente, senza graduatoria. Le finestre si aprono in genere tra luglio e agosto e si chiudono tra fine settembre e l'autunno, spesso con la possibilità di iscriversi più tardi pagando una mora. All'Università di Firenze, per esempio, le immatricolazioni ai corsi ad accesso libero sono aperte dal 1° luglio.
- Corsi a numero programmato: qui prima si sostiene un test o una prova di ammissione, poi ci si immatricola solo se si rientra nei posti disponibili. In questi casi le date le detta il singolo bando, che può prevedere iscrizioni alla prova già chiuse o in scadenza: controlla sempre il bando specifico del corso, non le regole generali.
Se hai in mente un corso a numero programmato, il consiglio pratico è non affidarti al calendario "medio" ma leggere direttamente il bando dell'ateneo, perché scadenze e modalità cambiano da corso a corso.
L'ISEE: perché serve e quale richiedere
L'ISEE è l'indicatore che stabilisce quanto pagherai di tasse. Presentarlo (o meglio, autorizzare l'ateneo a leggerlo dalla banca dati INPS) non è obbligatorio, ma senza ISEE finisci quasi sempre nella fascia di contribuzione più alta. In pratica, chi non lo carica rinuncia a sconti ed esenzioni.
Attenzione a un dettaglio che genera parecchia confusione: per iscriverti al 2026/2027 ti serve l'ISEE per prestazioni agevolate per il diritto allo studio universitario (spesso chiamato "ISEE Università 2026"), che fotografa la situazione economica del nucleo familiare di due anni prima, cioè i redditi e i patrimoni del 2024. Puoi ottenerlo gratuitamente rivolgendoti a un CAF oppure in autonomia con il servizio di ISEE precompilato sul portale dell'INPS, dopo aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU).
Un errore comune è farsi rilasciare un ISEE "ordinario" invece di quello per il diritto allo studio: sono due attestazioni diverse, e all'università serve la seconda.
No tax area e tassa regionale: quanto si paga davvero
Il meccanismo delle tasse ruota attorno alla cosiddetta no tax area: chi ha un ISEE entro una certa soglia è esonerato dal contributo principale dell'ateneo. La soglia minima garantita a livello nazionale è di 22.000 euro di ISEE, ma molte università statali negli ultimi anni l'hanno alzata in autonomia: l'Università di Firenze la fissa a 24.000 euro, quella di Teramo l'ha portata a 26.000 euro, l'ateneo di Brescia a 28.000 euro. Conviene quindi verificare la soglia esatta del tuo ateneo, perché può essere ben più alta del minimo.
C'è però una precisazione importante: anche chi rientra nella no tax area non paga zero. Restano infatti dovute alcune voci fisse, in particolare la tassa regionale per il diritto allo studio (un importo che varia da regione a regione, indicativamente tra 120 e 190 euro) e l'imposta di bollo di 16 euro. Sono cifre contenute rispetto al contributo pieno, ma vanno comunque messe in conto.
Sopra la soglia di esenzione, il contributo cresce in modo graduale all'aumentare dell'ISEE, secondo le fasce stabilite da ciascun ateneo. Se nel frattempo la situazione economica della famiglia è peggiorata rispetto al 2024, in molti casi è possibile presentare l'ISEE corrente, che aggiorna i valori sulla base della condizione più recente.
Cosa fare adesso
In sintesi, per non arrivare all'ultimo con documenti mancanti:
- Attiva subito SPID o CIE se non li hai: senza non entri nei portali.
- Presenta la DSU e richiedi l'ISEE Università: i tempi di rilascio possono allungarsi nei mesi di punta.
- Verifica sul sito del tuo ateneo la scadenza di immatricolazione e, se il corso è a numero programmato, le date del bando.
- Controlla la soglia della no tax area e le fasce di contribuzione del tuo ateneo, perché variano da un'università all'altra.
La regola d'oro è muoversi con anticipo: la maggior parte degli atenei lascia diverse settimane di tempo, ma i portali di segreteria e i CAF si intasano proprio nei periodi più affollati, e chi si presenta oltre i termini rischia more o, peggio, la perdita degli sconti sulle tasse.