La redazione di Newsistruzione, insieme a un gruppo di rappresentanti del personale della scuola, avanza una proposta concreta: introdurre il buono pasto elettronico per tutto il personale docente ed ATA, con un importo minimo di 8 euro per ogni giornata di servizio utile e la possibilità di adeguarlo nel tempo all'aumento del costo della vita. Un intervento che, nelle intenzioni dei firmatari, mira a colmare una disparità di trattamento oggi ancora presente rispetto ad altri comparti del pubblico impiego.
Di seguito il testo integrale della proposta, così come elaborato dai firmatari e sottoposto all'attenzione del Governo e delle parti firmatarie del contratto.
Premessa
Il personale della scuola, docente e ATA, svolge quotidianamente un servizio essenziale per il funzionamento del sistema di istruzione nazionale. Nonostante ciò, a differenza di molti altri comparti della Pubblica Amministrazione, non beneficia del servizio sostitutivo di mensa mediante buono pasto.
L'introduzione del buono pasto rappresenterebbe una misura di equità, valorizzazione del lavoro e sostegno al potere d'acquisto, senza incidere sulla struttura stipendiale.
La proposta
Si propone l'introduzione del servizio sostitutivo di mensa mediante buono pasto elettronico per tutto il personale docente ed educativo e per il personale ATA, a tempo indeterminato e determinato.
Destinatari
- Docenti di ogni ordine e grado;
- Personale educativo;
- Personale ATA.
Valore del buono
- Importo minimo di 8,00 euro per ogni giornata lavorativa utile;
- Possibilità di adeguamento periodico all'inflazione e agli aumenti del costo della vita.
Requisiti
Il buono pasto spetta nelle giornate in cui il dipendente:
- presta regolare servizio;
- svolge un orario di lavoro che comprende la pausa pranzo o una permanenza significativa presso l'istituzione scolastica;
- partecipa ad attività funzionali, esami, scrutini, corsi di formazione, progetti o altre attività autorizzate che comportino una permanenza prolungata.
Le motivazioni
L'introduzione del buono pasto consentirebbe di:
- eliminare una disparità di trattamento rispetto ad altri dipendenti pubblici;
- sostenere il reddito del personale scolastico;
- riconoscere il maggiore impegno richiesto durante le attività pomeridiane;
- migliorare il benessere organizzativo;
- aumentare l'attrattività della professione.
Copertura finanziaria
La misura potrebbe essere finanziata attraverso specifici stanziamenti previsti nella legge di bilancio e recepita nel prossimo rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Comparto Istruzione e Ricerca.
Conclusioni
Si chiede al Governo e alle parti firmatarie del CCNL di avviare un confronto finalizzato all'introduzione del buono pasto quale diritto per il personale docente e ATA, riconoscendo una misura già prevista in numerosi comparti della Pubblica Amministrazione e contribuendo a una più equa valorizzazione del lavoro nella scuola.
I firmatari sottolineano inoltre come la proposta possa essere trasformata anche in un disegno di legge o in un ordine del giorno parlamentare, corredato di articolato, relazione illustrativa e stima della copertura finanziaria, pronto per essere presentato a un parlamentare o a un'organizzazione sindacale.
Hanno partecipato alla stesura della proposta:
- Vincenzo Schirripa — Editore Newsistruzione
- Vincenzo Randazzo — Sindacalista
- Antonio Magra — Assistente amministrativo
- Luigino Randazzo — Docente di sostegno
- Carmelina Bonanno — Collaboratore scolastico
- Gaetano Imbrosciano — Collaboratore scolastico