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Scuola

Bonus 200 euro e arretrati scuola: cosa spetta davvero

10 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Nel 2026 non è previsto alcun «bonus da 200 euro» per il personale della scuola: chi lo sta cercando insegue una misura del 2022 che non è stata riproposta. Quello che invece sta arrivando davvero, e senza dover presentare alcuna domanda, sono gli arretrati e i primi aumenti del nuovo contratto: secondo la comunicazione di NoiPA, sono attesi sul cedolino di agosto.

Il richiamo al «bonus 200 euro» torna con regolarità perché fu una misura reale: un'indennità una tantum decisa dal Governo nel 2022 per contrastare il caro-vita, riconosciuta a lavoratori e pensionati — precari della scuola compresi — con requisiti di reddito e su domanda all'INPS. Era però legata a quel contesto e a quell'anno. Ad oggi non risulta una nuova indennità analoga per il 2026: meglio saperlo, per non rincorrere scadenze che non esistono.

Cosa arriva davvero: arretrati e aumenti del nuovo contratto

La vera voce economica dell'estate arriva da un'altra strada: il rinnovo del contratto. La parte economica del CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 è stata sottoscritta in via definitiva il 1° luglio scorso all'ARAN, dopo la certificazione della Corte dei Conti. Da quel momento aumenti e arretrati diventano dovuti e vengono erogati d'ufficio: non c'è nessun modulo da compilare né alcuna scadenza a cui stare attenti per riceverli.

NoiPA ha comunicato che sul cedolino di agosto applicherà gli adeguamenti tabellari previsti dal contratto. Con un'emissione speciale, la cui esigibilità è prevista sempre entro agosto, saranno inoltre liquidati gli arretrati maturati nel 2025 e nel 2026, compresa la mensilità di luglio, al netto dell'Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) già corrisposta dal 1° aprile 2025. In pratica gli arretrati dovrebbero comparire come accredito separato rispetto allo stipendio ordinario.

Quanto spetta

Sugli importi conviene ragionare per ordini di grandezza, non per cifre al centesimo: il valore effettivo dipende da profilo, anzianità e posizione economica di ciascuno, e sarà certo solo guardando il cedolino. Gli aumenti mensili a regime, secondo il contratto, sono in media di circa 143 euro lordi per i docenti e 107 euro per il personale ATA. Sugli arretrati il MIM ha indicato importi medi intorno agli 855 euro lordi per i docenti e 633 euro per gli ATA, mentre le stime ARAN calcolate al 30 giugno collocano gli importi complessivi maturati in una forchetta indicativa tra circa 815 e 1.250 euro lordi, più alta per chi ha maggiore anzianità. Attenzione: sono cifre lorde e soggette a tassazione, quindi il netto effettivamente accreditato sarà sensibilmente più basso.

L'una tantum da 110 euro riguarda solo gli ATA

C'è poi una voce che non va confusa con il resto: il contratto prevede, per il solo personale ATA, una somma una tantum di 110 euro lordi, in pagamento però a gennaio 2027 (articolo 7 del CCNL). Non è un bonus estivo e non riguarda i docenti, per i quali il beneficio economico passa interamente dagli aumenti e dagli arretrati.

Cosa fare adesso

In concreto non serve fare nulla per ricevere aumenti e arretrati: l'accredito è automatico. L'unica cosa utile è tenere d'occhio l'area riservata di NoiPA tra la fine di luglio e agosto, controllando voce per voce gli importi accreditati — soprattutto se hai servizio pre-ruolo o ricostruzioni di carriera che possono incidere sul calcolo. Se i conteggi non tornano, conserva i cedolini e rivolgiti alla segreteria della tua scuola o al tuo sindacato.

Una precisazione sulle date: NoiPA indica agosto come mese di riferimento, ma un calendario ufficiale con il giorno esatto dell'accredito, al momento, non è stato diffuso. Chi indica una data precisa sta facendo una stima. Il riferimento pratico resta il cedolino: quando le somme compaiono, sono dovute e definitive.

Tags: stipendio CCNL scuola arretrati
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