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Scuola

Rinuncia supplenza GPS 2026/27: sanzioni per l'intero biennio

07 luglio 2026 di Vincenzo Schirripa

Rinunciare a una supplenza assegnata da GPS o GaE nel 2026/27 costa molto più caro che in passato: chi dice no a un incarico annuale o fino al 30 giugno resta escluso da questo tipo di supplenze per l'intero biennio 2026/2028, cioè fino alla scadenza delle graduatorie. È la conseguenza più pesante del nuovo regime sanzionatorio introdotto con l'Ordinanza Ministeriale n. 27 del 16 febbraio 2026, e va conosciuta bene prima di compilare la domanda delle 150 preferenze, attesa dal 16 al 29 luglio.

Fino all'anno scolastico in chiusura, la sanzione per una rinuncia si esauriva con il singolo anno. Ora non più: la penalizzazione segue l'aspirante per tutta la vigenza delle graduatorie, per tutte le classi di concorso e le tipologie di posto a cui ha titolo, non solo per quella su cui è arrivata la nomina rifiutata. Un singolo "no" può quindi compromettere due anni di lavoro sulle supplenze lunghe.

Rinuncia e mancata presa di servizio: cosa si perde

Il nuovo impianto, dettagliato dall'articolo 15 dell'ordinanza e richiamato dalle istruzioni operative del Ministero, equipara tre comportamenti: la rinuncia esplicita all'incarico assegnato dall'algoritmo, la mancata risposta alla convocazione e la mancata presa di servizio entro il termine fissato dall'amministrazione. In tutti e tre i casi la conseguenza è la stessa:

Attenzione al punto sulla mancata risposta: ignorare la nomina ricevuta tramite la procedura informatizzata non è una scelta "neutra", ma produce gli stessi effetti di un rifiuto formale. Chi non può prendere servizio per cause di forza maggiore documentabili ha interesse a comunicarlo subito all'Ufficio Scolastico, conservando ogni ricevuta.

La porta che resta aperta (e quella che si chiude)

Chi rinuncia o non prende servizio conserva comunque una possibilità: le supplenze brevi e temporanee conferite dalle graduatorie di istituto restano accessibili. È una differenza decisiva rispetto al caso più grave, l'abbandono del servizio: chi firma il contratto, prende servizio e poi lascia l'incarico prima della scadenza perde ogni tipo di supplenza — annuali, al 30 giugno e anche brevi da istituto — per tutte le classi di concorso e per tutto il biennio. In pratica, per due anni non si lavora più a scuola come supplenti.

C'è però un'eccezione importante prevista dalla stessa ordinanza: chi ha già in corso una supplenza breve da graduatorie di istituto può lasciarla per accettare un incarico annuale o al 30 giugno da GaE o GPS senza subire sanzioni. Il passaggio "verso l'alto", da un contratto breve a uno lungo, resta quindi consentito.

Perché conta ora: le 150 preferenze si scelgono col bilancino

Il tema è tutt'altro che teorico. La finestra per la domanda delle massimo 150 preferenze — quella con cui si indicano scuole, comuni e distretti per le supplenze da GPS — è attesa su Istanze Online dal 16 al 29 luglio. Con le nuove regole, ogni sede inserita è un impegno quasi vincolante: se l'algoritmo assegna una scuola indicata in domanda e si rifiuta, scatta l'esclusione biennale dagli incarichi lunghi.

La strategia cambia di conseguenza. Inserire "tutto il possibile" per massimizzare le chance di nomina, come molti facevano in passato, oggi è rischioso: conviene indicare solo le sedi in cui si è davvero disposti a lavorare, valutando distanze, costi di trasferimento e sostenibilità dell'incarico per l'intero anno. Meglio qualche preferenza in meno che una nomina indesiderata con effetti a catena su due anni scolastici.

Cosa fare adesso

Per il quadro completo delle regole sulle supplenze 2026/27 è utile consultare la circolare ministeriale del 6 maggio 2026 con le istruzioni operative, disponibile insieme all'ordinanza sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Tags: precariato GPS scuola supplenze
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