Chi lavora nella scuola e pensa alla pensione ha una sola data cerchiata sul calendario: il 1° settembre. A differenza degli altri lavoratori, docenti e ATA escono dal servizio una volta sola all'anno, il 31 agosto, e la prossima finestra utile è quella del 1° settembre 2027: le domande di cessazione si presenteranno in autunno, ma i controlli sulla propria posizione conviene farli adesso, durante l'estate.
Il punto chiave da capire è questo: per uscire il 1° settembre 2027 basta maturare il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2027. Non serve avere già i requisiti in tasca a settembre; conta che si perfezionino entro la fine dell'anno solare. Al contrario, chi manca il requisito anche di poche settimane rispetto a fine 2027 slitta di un intero anno scolastico, perché nella scuola non esistono uscite a febbraio o a marzo.
I requisiti per andare in pensione dal 1° settembre 2027
Dal 1° gennaio 2027 scatta l'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita, confermato dalla Legge di Bilancio 2026. Le due strade principali diventano quindi:
- Pensione di vecchiaia: 67 anni e un mese di età, con almeno 20 anni di contributi;
- Pensione anticipata: 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 11 mesi per le donne, a prescindere dall'età.
Quel mese in più sull'età di vecchiaia sembra poco, ma combinato con la finestra unica può pesare parecchio: chi compie 67 anni negli ultimi mesi del 2027 rischia di maturare il requisito solo a inizio 2028 e di dover restare in cattedra fino al settembre successivo. Vale la pena calcolare con precisione la propria data di maturazione, senza affidarsi a stime a spanne.
C'è un'eccezione importante: l'adeguamento alla speranza di vita non si applica a chi svolge attività gravose. Nel comparto scuola l'esenzione riguarda in sostanza le maestre e i maestri della scuola dell'infanzia, che continuano ad accedere con i requisiti più favorevoli. Restano poi percorsi particolari come il cumulo dei contributi versati in gestioni diverse e la corsia dei lavoratori precoci, mentre l'Opzione donna non è più percorribile per le nuove uscite dopo la Legge di Bilancio 2026. Quanto all'APE sociale, che negli anni scorsi ha interessato anche gli insegnanti di infanzia e primaria, va ricordato che è una misura confermata di anno in anno: chi conta su questa strada per il 2027 dovrà verificare l'eventuale proroga.
Domanda d'ufficio o domanda volontaria: chi deve muoversi
Non tutti devono presentare istanza. Chi compie 67 anni e un mese entro il 31 agosto 2027, con il requisito contributivo pieno, viene collocato a riposo d'ufficio direttamente dall'amministrazione: in questo caso non c'è nulla da inviare. In tutti gli altri casi — pensione anticipata, oppure vecchiaia con requisiti maturati tra settembre e dicembre 2027 — serve la domanda volontaria, che si articola in due passaggi distinti: la domanda di cessazione dal servizio al Ministero, tramite la piattaforma POLIS – Istanze on line, e la domanda di pensione all'INPS.
Le date esatte per presentare le istanze saranno fissate da un apposito decreto del MIM, che di norma arriva in autunno insieme alla circolare operativa: per l'uscita del 1° settembre 2026, ad esempio, il termine per docenti e ATA era stato fissato al 21 ottobre 2025, mentre per i dirigenti scolastici la scadenza cade tradizionalmente a fine febbraio. È ragionevole attendersi tempi simili anche stavolta, ma fino alla pubblicazione del decreto non esiste una data ufficiale: meglio diffidare di scadenze "anticipate" non confermate.
Cosa fare adesso, prima che apra la finestra
L'estate è il momento giusto per gli adempimenti preparatori, quelli che spesso vengono rimandati e poi creano problemi a ridosso della scadenza:
- Controllare l'estratto contributivo sul sito dell'INPS, verificando che tutti i periodi risultino accreditati: buchi, riscatti o ricongiunzioni mai definiti possono spostare la data di uscita. Sul portale inps.it, con SPID, CIE o CNS, è disponibile anche il simulatore "La mia pensione futura", utile per stimare data e importo dell'assegno;
- Segnalare alla segreteria eventuali anomalie: la sistemazione della posizione assicurativa passa dall'applicativo Nuova Passweb, gestito dalle scuole e dagli uffici;
- Valutare la domanda "con riserva" se non si è certi di maturare il diritto entro fine 2027: la cessazione diventa effettiva solo se l'INPS conferma il requisito, evitando il rischio di restare senza stipendio e senza pensione;
- Farsi assistere da un patronato o dal sindacato di riferimento in caso di dubbi su riscatti, ricongiunzioni o cumulo.
In sintesi: i requisiti per il 2027 sono già scritti nella legge, la finestra di domanda no. Chi arriva all'autunno con la posizione contributiva in ordine e la data di maturazione chiara potrà presentare l'istanza senza affanni, qualunque sia il termine che il Ministero fisserà.