Per gli alunni con disabilità l'anno scolastico 2026/2027 riparte con le stesse regole di fondo già in vigore: il Piano Educativo Individualizzato (PEI) resta lo strumento centrale, redatto sul modello nazionale dal Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) di ogni scuola. Il passaggio che conta adesso è uno: l'approvazione e la sottoscrizione del PEI definitivo, che le indicazioni ministeriali collocano di norma entro il 31 ottobre — data indicativa per la programmazione e non termine perentorio fissato da una norma nazionale. Vediamo, in concreto, cosa devono fare scuole e famiglie e quali passaggi tenere d'occhio.
Un chiarimento utile prima di tutto: PEI e piano per i DSA sono due cose diverse. Il PEI riguarda gli alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge 104. Per gli studenti con DSA (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) o con altri bisogni educativi speciali lo strumento è invece il Piano Didattico Personalizzato (PDP), che il consiglio di classe predispone di norma entro il primo trimestre. Percorsi distinti, con tempi e riferimenti propri: chi ha una diagnosi DSA non rientra nel PEI.
Le date da tenere a mente
Il calendario dell'inclusione ruota attorno alle riunioni del GLO ed è lo stesso, di anno in anno. Per il 2026/2027 i passaggi sono questi:
- Entro giugno (già trascorso): il GLO verifica il PEI dell'anno concluso e, nella stessa sede, propone le risorse per l'anno successivo. Per i bambini certificati da poco o di nuova iscrizione si redige il PEI provvisorio, che serve a definire in anticipo il sostegno da attivare.
- Indicativamente entro il 31 ottobre: il GLO si riunisce per approvare e sottoscrivere il PEI definitivo, con obiettivi, strumenti, criteri di valutazione e ore di sostegno. Si tratta di una data di riferimento per la programmazione, non di un termine perentorio stabilito da una norma nazionale.
- Da novembre ad aprile: almeno una verifica intermedia, per controllare se il piano funziona e correggerlo dove serve.
È soprattutto il passaggio di ottobre quello su cui famiglie e docenti dovranno concentrarsi nelle prime settimane di scuola. Il PEI ha durata pluriennale — di norma coincide con il ciclo scolastico — ma viene verificato e aggiornato dal GLO ogni anno; una riscrittura completa si rende necessaria soprattutto in presenza di cambiamenti nel Profilo di funzionamento.
Chi decide: il GLO e la responsabilità di tutti
A costruire il PEI è il GLO, presieduto dal dirigente scolastico e composto dal team dei docenti (o dal consiglio di classe), dall'insegnante specializzato per il sostegno, dalla famiglia e dalle figure specialistiche che seguono l'alunno, con il supporto dell'unità di valutazione dell'azienda sanitaria. Il documento parte dal Profilo di funzionamento e si sviluppa lungo quattro dimensioni osservate: socializzazione e interazione; comunicazione e linguaggio; autonomia e orientamento; area cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento.
Il punto su cui il Ministero insiste da tempo è che l'inclusione non è compito del solo insegnante di sostegno. Il PEI è uno strumento di lavoro dell'intero consiglio di classe, e su questa corresponsabilità si sono concentrate anche le azioni di formazione dei docenti finanziate lo scorso anno. Per le famiglie significa una cosa concreta: hanno diritto di partecipare al GLO e di far mettere a verbale le proprie osservazioni.
Cosa cambia (e cosa no) per il nuovo anno
La cornice normativa resta quella consolidata: il modello nazionale di PEI era stato introdotto dal decreto interministeriale 182 del 2020, poi annullato dal Consiglio di Stato con la sentenza 3196/2021; il quadro di riferimento è oggi il decreto interministeriale 153 del 2023, che ha definito le nuove Linee guida e il nuovo modello nazionale di PEI, sostituendo la disciplina precedente. Non si parte quindi da regole nuove, ma dall'applicazione di procedure ormai a regime. Si discute da tempo anche di una versione digitale del PEI, ma al momento non esiste una norma primaria né una nota ministeriale che ufficializzi una procedura telematica obbligatoria o un cronoprogramma certo per la digitalizzazione a livello nazionale per il 2026/2027: eventuali sviluppi in questa direzione restano una prospettiva, mentre scadenze e contenuti restano quelli attuali.
Sullo sfondo c'è poi la più ampia riforma della disabilità, legata a un nuovo sistema di valutazione che dovrebbe entrare progressivamente a regime a partire dal 2027, con un impatto anche sul modo in cui si definiscono le certificazioni e i sostegni. Per l'avvio del 2026/2027, però, valgono le regole attuali; eventuali aggiornamenti operativi arriveranno con le note ministeriali dedicate.
Cosa fare adesso
Alle famiglie conviene tenere pronta la documentazione (certificazione, Profilo di funzionamento o diagnosi) e sollecitare, appena aperto l'anno, la convocazione del GLO. Ai docenti spetta arrivare alla riunione di ottobre con un'osservazione già impostata e proposte chiare su strumenti e obiettivi. Modelli aggiornati, allegati e chiarimenti ufficiali sono raccolti nel portale del Ministero dedicato all'inclusione: Inclusione e nuovo PEI. Le date da segnare in agenda restano due: il PEI definitivo — di norma entro il 31 ottobre, data indicativa e non perentoria — e almeno una verifica tra novembre e aprile.




