Superata la preselettiva di metà luglio, per gli aspiranti dell'XI ciclo del TFA sostegno il passo successivo è la prova scritta: niente più crocette, ma domande a risposta aperta su casi concreti e temi pedagogici, con una soglia di sufficienza fissata a 21/30. A differenza della preliminare, che ha un calendario nazionale unico, la scritta la organizza ogni università nella propria sede, con date proprie: in diversi atenei è già collocata a luglio, subito dopo la preselettiva o negli stessi giorni. Chi ha passato il primo filtro, o ne è esonerato, deve quindi tenere d'occhio soprattutto una cosa: il bando del proprio ateneo.
Chi affronta la prova scritta
Alla scritta non arrivano tutti quelli che hanno "passato" la preselettiva con un buon punteggio. Il meccanismo è più stretto: accede alla prova scritta un numero di candidati pari al doppio dei posti banditi dall'ateneo per quel grado, in ordine di graduatoria decrescente. In pratica, se una sede mette a bando 100 posti per la primaria, passano allo scritto i primi 200 in classifica, anche se altri hanno comunque totalizzato un punteggio elevato alla preliminare.
A questi si aggiungono i candidati esonerati dalla preselettiva, che vanno direttamente allo scritto: in particolare chi ha un'invalidità pari o superiore all'80% ai sensi della Legge 104/1992. Un discorso a parte riguarda i cosiddetti triennalisti, cioè chi ha maturato almeno tre annualità di servizio sul sostegno nello specifico grado: per loro la normativa dell'XI ciclo prevede riserve di posti entro le quote fissate dal bando, ma ciò non equivale a un esonero automatico dalla preselettiva, che non è previsto come regola universale legata di per sé all'anzianità di servizio. Conviene quindi verificare sul bando del proprio ateneo le condizioni concrete. C'è poi un caso particolare: se in un ateneo le domande per un certo grado sono uguali o inferiori al doppio dei posti, la preselettiva salta per tutti e si va direttamente alla prova scritta. Vale la pena controllare la situazione della propria sede, perché in alcune regioni e per alcuni gradi questa ipotesi si è verificata nei cicli passati.
Com'è fatta la prova
La prova scritta serve a valutare competenze più approfondite rispetto al test iniziale. Non ci sono risposte multiple: si tratta di domande a risposta aperta o semi-strutturata sulle tematiche psicopedagogiche e metodologico-didattiche. Nella pratica dei cicli recenti compaiono spesso l'analisi di casi — come impostare un intervento educativo di fronte a un comportamento problematico o a una specifica situazione di disabilità — e quesiti sulla progettazione didattica individualizzata, sempre da inquadrare nel rispetto della normativa sull'inclusione.
La valutazione è espressa in trentesimi e la sufficienza è 21/30: sotto quella soglia non si accede all'orale. Un dettaglio utile: se l'ateneo decide di somministrare più prove scritte, il voto finale è la media aritmetica delle singole prove, a condizione però che ciascuna sia stata superata con almeno 21/30. Anche l'orale, poi, avrà la stessa soglia di 21/30.
Date e sedi: tutto passa dal bando d'ateneo
Qui sta la differenza principale rispetto alla preselettiva. Le prove preliminari hanno un calendario nazionale scaglionato per grado, ma scritta e orale le fissa ciascun ateneo. Sede, giorno, ora di convocazione, documenti da portare e numero di prove sono indicati nel bando universitario, che può prevedere tempistiche diverse da un'università all'altra. In diverse sedi la scritta è programmata già nel mese di luglio, a ridosso della preselettiva; in altre potrebbe slittare di qualche settimana. Non esiste, quindi, una data unica valida per tutti: l'unico riferimento affidabile è il documento pubblicato dalla propria università.
Attenzione anche ai candidati sovrannumerari (per esempio chi proviene da graduatorie di cicli precedenti in posizione non utile): alcune università ne disciplinano l'iscrizione con bandi e date differenti rispetto alla procedura ordinaria. Anche in questo caso, l'indicazione operativa arriva dal singolo ateneo.
Come prepararsi nei giorni che restano
Rispetto alla preselettiva, che premia la rapidità e il riconoscimento dei quesiti, la scritta chiede di argomentare. Conviene quindi allenarsi a costruire risposte ordinate: inquadrare il caso, richiamare il riferimento pedagogico e normativo pertinente, proporre un intervento concreto e coerente. I pilastri restano la pedagogia e la didattica speciale, le metodologie inclusive e la normativa di base sull'inclusione scolastica, a partire dalla Legge 104/1992, dalla Legge 170/2010 sui DSA e dal Decreto legislativo 66/2017.
Se hai superato la preselettiva o ne sei esonerato, l'ordine delle cose da fare è semplice: individua con certezza la tua sede, leggi con attenzione il bando per data e modalità della scritta, e usa il tempo residuo per esercitarti sulle tracce a risposta aperta più che su nuove crocette. La partita, adesso, si gioca sulla capacità di scrivere in modo chiaro e fondato.
Cosa fare adesso
- Controlla il bando del tuo ateneo: è l'unica fonte per data, sede e ora della prova scritta.
- Verifica la tua condizione: candidato ordinario, esonerato dalla preselettiva o sovrannumerario (le regole di iscrizione possono cambiare).
- Punta a superare 21/30: è la soglia di sufficienza della scritta e dell'orale.
- Allenati sulle risposte aperte: casi, progettazione individualizzata e normativa sull'inclusione.
Per i dettagli sui percorsi di specializzazione e sull'organizzazione delle prove il riferimento istituzionale è il sito del Ministero dell'Università e della Ricerca, mentre per sede e scadenze specifiche fa sempre fede il bando pubblicato dalla tua università.