Se lavori come collaboratore, assistente o tecnico, la riorganizzazione dei profili ATA è già realtà da oltre due anni: il personale è inquadrato in quattro aree e non più nelle vecchie A, B, C e D. La novità più attesa — il nuovo profilo di operatore scolastico — resta però ancora sulla carta: la sua attivazione nelle scuole è stata rinviata al 1° settembre 2027. Ecco, in concreto, cosa è cambiato per chi è già in servizio e cosa aspetta ancora.
Le quattro aree: dove ti trovi oggi
Il nuovo ordinamento professionale, in vigore dal 1° maggio 2024, ha sostituito le vecchie aree con quattro nuove fasce, ordinate per livello di responsabilità e autonomia:
- Collaboratori: il collaboratore scolastico, con le mansioni di base (vigilanza, pulizia, accoglienza, supporto agli alunni).
- Operatori: comprende l'operatore dei servizi agrari e il nuovo operatore scolastico, figura più qualificata ma non ancora attiva.
- Assistenti: assistente amministrativo, assistente tecnico, cuoco, infermiere e guardarobiere.
- Funzionari ed Elevata Qualificazione: l'area in cui è confluito il DSGA.
Il passaggio del personale già in servizio nelle nuove aree è avvenuto in modo automatico, senza domande da presentare. Se sei di ruolo, sei già stato ricollocato secondo le corrispondenze fissate dal contratto.
Cosa cambia nelle mansioni
La revisione non è solo un cambio di etichetta. Per l'assistente amministrativo, ad esempio, il contratto disegna una figura con maggiore autonomia operativa: non più semplice esecutore di procedure, ma responsabile diretto di processi come la tenuta del protocollo, dell'archivio e del magazzino, con l'uso ordinario delle piattaforme digitali (contabilità, gestione documentale, gestione di alunni e personale). Da qui l'altra novità che riguarda quasi tutti i profili: per accedervi dall'esterno serve oggi una certificazione di alfabetizzazione digitale, requisito che non riguarda però il collaboratore scolastico.
La figura più innovativa doveva essere l'operatore scolastico: un collaboratore più qualificato, pensato soprattutto per l'assistenza agli alunni con disabilità, il supporto all'inclusione e l'uso delle tecnologie didattiche. È qui che il quadro si complica.
Operatore scolastico: perché non è ancora partito
Il profilo esiste nel contratto, ma nelle scuole non c'è. La sua entrata in funzione, inizialmente prevista per settembre 2026, è stata rinviata al 1° settembre 2027 dal decreto-legge PNRR approvato all'inizio del 2026. Si tratta dell'ennesimo slittamento da quando il profilo è stato introdotto.
Concretamente questo significa che, pur essendo le graduatorie di terza fascia già aperte al profilo, non ci sono convocazioni per l'operatore scolastico e non ne sono previste fino all'anno scolastico 2027/2028. Chi è già inserito in graduatoria mantiene la posizione: l'iscrizione resta valida perché le graduatorie hanno durata triennale.
A regime, il piano prevede oltre 42.000 posti di operatore scolastico, uno per plesso. Attenzione però a leggere il dato correttamente: non sono assunzioni aggiuntive, ma la progressiva trasformazione di posti oggi occupati dai collaboratori scolastici. La logica è quella di avere meno collaboratori generici e più operatori qualificati.
La progressione tra aree resta in sospeso
Il rinvio dell'operatore scolastico ha un effetto a catena su chi puntava a salire di area. La cosiddetta mobilità verticale — il passaggio dai Collaboratori agli Operatori, primo gradino verso i profili superiori — non può concretizzarsi finché l'area di destinazione non è operativa. Anche il termine originariamente fissato al 30 giugno 2026 per le procedure agevolate di prima applicazione è stato di fatto spostato: la nuova finestra è collegata all'anno scolastico 2027/2028.
Nel frattempo, sul confronto tra Ministero e sindacati restano aperte partite importanti, a partire dal numero dei posti di funzionario. Secondo quanto reso noto dalla FLC CGIL, il tavolo con il MIM ha lavorato per ampliare una dotazione inizialmente giudicata troppo esigua, e la discussione non è considerata chiusa.
Cosa puoi fare adesso
Se sei già di ruolo, non devi presentare alcuna domanda per il passaggio nelle nuove aree: è avvenuto d'ufficio. Se invece punti a costruirti una posizione per il futuro, il tempo utile è ora. Per chi guarda all'operatore scolastico, i titoli che pesano sono una qualifica socio-assistenziale (tipo OSA, OSS o equivalenti) e la certificazione digitale: acquisirli con anticipo permette di presentarsi con le carte in regola quando si aprirà il prossimo bando di terza fascia. I titoli devono essere già posseduti alla scadenza della domanda, quindi ogni mese guadagnato conta.
In sintesi: la nuova classificazione delle aree e le mansioni rinnovate sono già operative; il profilo di operatore scolastico e la progressione verticale collegata, invece, restano in attesa e non produrranno effetti concreti nelle scuole prima del 2027/2028. Chi vuole farsi trovare pronto ha davanti circa un anno per costruire il proprio punteggio.




