Se conti di avvicinarti a casa per un anno con l'assegnazione provvisoria, per ora non devi inviare nulla: le funzioni non sono aperte e la nota del Ministero dell'Istruzione e del Merito con le date delle domande per il 2026/27 non risulta ancora pubblicata. Il modo migliore di usare questi giorni è arrivare pronti: quando le funzioni si apriranno, i tempi per compilare sono in genere stretti, e avere documenti e credenziali già in ordine fa la differenza.
Le domande sono attese a luglio, ma finché non esce l'avviso ufficiale ogni scadenza che circola è una stima, non una data a cui rispondere. Come semplice riferimento, lo scorso anno le istanze per il 2025/26 si presentarono dal 14 al 25 luglio: un'indicazione di massima sul periodo, nulla di più. Le date certe le fisserà solo la nota operativa del MIM.
Di cosa parliamo (e perché non serve un nuovo contratto)
L'assegnazione provvisoria e l'utilizzazione sono forme di mobilità annuale: durano un solo anno scolastico e permettono al personale di ruolo di lavorare in una sede diversa da quella di titolarità, senza però perderla. A differenza dei trasferimenti definitivi della mobilità ordinaria, qui la sede di appartenenza e il punteggio già maturato restano intatti.
Le regole generali sono già fissate dal contratto integrativo (CCNI) sulla mobilità annuale sottoscritto il 10 luglio 2025 per il triennio 2025/26–2027/28: il 2026/27 è il secondo anno di validità, quindi non serve un accordo nuovo "da zero". Manca però il passaggio operativo, cioè la nota ministeriale con calendario e modulistica aggiornata. Le indicazioni e i moduli, quando usciranno, saranno sulla pagina del Ministero dedicata alle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie.
Chi può fare domanda
Possono presentare istanza il personale docente, educativo e ATA con contratto a tempo indeterminato, oltre ai docenti assunti con contratto a tempo determinato finalizzato al ruolo. Attenzione, però: la domanda non è un automatismo. Serve un motivo tassativo, tra cui in particolare:
- il ricongiungimento al coniuge, alla parte dell'unione civile o al convivente di fatto;
- l'assistenza a familiari con disabilità grave ai sensi della Legge 104/1992;
- gravi motivi di salute documentati.
In assenza di uno di questi presupposti la domanda non è ammissibile. Un nodo ancora aperto riguarda le deroghe al vincolo di permanenza nella sede per chi ha figli minori: secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, è tra i temi del confronto tra amministrazione e sindacati, ed è un aspetto da verificare direttamente sul testo una volta reso definitivo.
Utilizzazione o assegnazione provvisoria?
Non sono la stessa cosa, e confonderle è uno degli errori più comuni. L'utilizzazione risponde soprattutto a esigenze di servizio o a situazioni particolari del docente e ha priorità nell'ordine della procedura; l'assegnazione provvisoria si chiede per i motivi familiari o personali sopra elencati. Se pensi di rientrare in entrambe le ipotesi, vale la pena ragionare per tempo su quale strada scegliere, per non incorrere in esclusioni tecniche.
Un elemento da mettere in conto: l'anno trascorso fuori sede, di norma, non matura punteggio di continuità nella scuola di titolarità. È un dettaglio che pesa quando si decide se chiedere un anno più vicino a casa o puntare a una sistemazione stabile con la mobilità ordinaria.
Come si presenterà la domanda
Le modalità, che per il 2026/27 dovranno essere confermate dalla nota, dovrebbero ricalcare quelle consolidate e cambiano a seconda del contratto:
- Personale di ruolo (docenti di ogni grado): domanda telematica sul portale Istanze Online (POLIS), con accesso tramite SPID o CIE.
- Personale educativo, insegnanti di religione cattolica e docenti a tempo determinato in possesso dei requisiti: modulo pubblicato dal MIM, da inviare all'ufficio scolastico territorialmente competente (in genere via PEC).
- Personale ATA: modello dedicato pubblicato dal MIM, da trasmettere all'ufficio competente.
La domanda si presenta per una sola provincia, indicando le sedi preferite — scuole, comuni, distretti — nell'ordine desiderato. L'ordine delle preferenze pesa sull'esito: conviene ragionarci con calma prima di compilare.
Cosa mettere in ordine adesso
In attesa dell'avviso, questi giorni si usano bene preparando ciò che servirà, così da non rincorrere all'ultimo minuto:
- Credenziali: verifica che SPID o CIE siano attive e funzionanti, e di avere l'abilitazione a Istanze Online. Senza, all'apertura si perde tempo prezioso.
- Documentazione per precedenze e deroghe: certificazioni Legge 104/1992, stato di famiglia, dichiarazioni di residenza dei familiari, eventuali certificati sanitari, tutto aggiornato.
- Elenco delle preferenze: prepara in bozza l'ordine delle sedi della provincia richiesta.
Il consiglio pratico, per ora, resta uno solo: tenere d'occhio la pagina ufficiale del Ministero. Appena la nota verrà pubblicata, date certe, requisiti definitivi e moduli aggiornati saranno lì.




