Le regole per arginare i cosiddetti diplomifici sono ormai a pieno regime, e il Ministero dell'Istruzione e del Merito sostiene che stiano già producendo effetti concreti. Per le famiglie e per chi lavora nelle scuole paritarie cambiano tre cose in particolare: quante classi "aggiuntive" si possono aprire, quanti anni si possono recuperare in un solo anno scolastico con gli esami di idoneità, e l'obbligo di gestire pagelle e registri in formato elettronico. Vediamo cosa significano in pratica.
Da dove nascono le nuove regole
Le misure sono contenute nel decreto-legge PNRR sulla scuola (il n. 45 del 2025), poi convertito in legge la scorsa primavera. L'obiettivo dichiarato è colpire quegli istituti che, secondo il Ministero, rilasciano titoli senza un percorso formativo reale, trasformando — per usare le parole del ministro Giuseppe Valditara — il diritto allo studio in "un mercato di certificazioni prive di reale contenuto formativo". Il fenomeno riguarda una parte del settore paritario, concentrata soprattutto in alcune regioni del Sud, e negli anni è finito più volte al centro di inchieste giudiziarie.
Stop alla proliferazione delle classi collaterali
Il primo intervento riguarda le cosiddette classi terminali collaterali: le sezioni "in più" che una scuola paritaria può attivare oltre a quella ordinaria. Erano uno degli strumenti più usati per accogliere all'ultimo anno studenti che avevano recuperato più annualità con gli esami di idoneità, arrivando così rapidamente al diploma.
Ora ogni scuola paritaria può attivare una sola classe terminale collaterale per ciascun indirizzo già funzionante. E per aprirla non basta più l'iniziativa del gestore: serve una richiesta motivata da presentare all'Ufficio Scolastico Regionale entro il 31 luglio dell'anno precedente, con autorizzazione formale dell'USR. Salta, in sostanza, il vecchio meccanismo per cui la classe partiva prima ancora di essere autorizzata.
Esami di idoneità: tetto di due anni e commissario esterno
La seconda novità è forse la più rilevante per chi frequenta questi percorsi. Con gli esami di idoneità uno studente può passare a una classe successiva senza averne frequentato l'anno; finora non c'erano limiti al numero di annualità recuperabili in un colpo solo. La nuova regola fissa un tetto: nello stesso anno scolastico si possono sostenere esami di idoneità per non più di due anni di corso successivi a quello per cui si è stati ammessi.
In più, quando l'esame copre due annualità, la commissione deve essere presieduta da un presidente esterno nominato dall'USR: prima la commissione poteva essere composta interamente da personale interno all'istituto. È previsto anche il divieto di sostenere nello stesso anno due esami differenti, anche in istituti di tipo diverso, per chiudere la strada ai percorsi paralleli.
Pagelle e registri elettronici obbligatori anche per le paritarie
La terza misura è di trasparenza. Dall'anno scolastico 2025/2026 anche le scuole paritarie sono tenute ad adottare pagella elettronica, registro online e protocollo informatico, strumenti già obbligatori da anni nelle scuole statali. La pagella digitale ha lo stesso valore legale di quella cartacea e viene resa disponibile alle famiglie via web o e-mail; resta comunque il diritto di chiederne gratuitamente una copia su carta.
Il senso è pratico: con documenti tracciabili è più difficile "gonfiare" la frequenza effettiva degli studenti. Non a caso il provvedimento ha cancellato un vecchio riferimento a un "Piano di dematerializzazione" mai realizzato, che alcune scuole invocavano per rinviare il passaggio al digitale.
I primi numeri secondo il Ministero
Alla fine di giugno il Ministero ha collegato queste norme ai dati della Maturità 2026. Secondo il MIM, per la prima volta si registrerebbe un calo significativo dei candidati provenienti dalle scuole paritarie, in particolare in Campania, regione storicamente al centro del dibattito sui diplomi facili. Il dato è presentato dal Ministero come segnale di efficacia delle misure; va letto con la cautela dovuta a rilevazioni ancora parziali e all'assenza, al momento, di numeri disaggregati ufficiali.
Cosa aspettarsi ora
Per le famiglie il messaggio è che i percorsi "lampo" verso il diploma, passando da una paritaria, diventano molto più difficili da costruire: i controlli su classi ed esami sono più stringenti e la tracciabilità digitale è ormai la regola. Per i gestori delle paritarie, invece, la scadenza operativa da tenere presente resta quella del 31 luglio per le eventuali richieste di autorizzazione delle classi collaterali.
Restano da definire nel dettaglio alcune modalità applicative degli esami di idoneità, affidate a un provvedimento ministeriale attuativo. Per il testo delle norme è possibile consultare il portale Normattiva, mentre gli aggiornamenti ufficiali vengono pubblicati sul sito del Ministero dell'Istruzione e del Merito.